Sia Venerdì scorso che oggi, stiamo assistendo ad un consolidarsi dei mercati, ancorché restino su livelli di prezzo decisamente alti, vicino ai massimi registrati durante l’anno. Questo è dovuto principalmente ad una domanda che rimane molto forte, a livello internazionale.
La Cina, continua a rappresentare il principale motore propulsore dell’economia mondiale, con una crescita del proprio PIL anche nell’anno del Covid19.
Per quanto riguarda lo stato delle colture, secondo l’Agenzia Statale Francese, al 9 novembre in Francia era stato già seminato l’88% del grano ed il 94% dell’orzo.
In tutta l’Europa occidentale, le condizioni meteo rimangono tutto sommato favorevoli, mentre in Russia e sull’intero continente americano, continua a persistere un grave deficit idrico.
In Russia, inoltre, in linea con gli andamenti stagionali, a breve è previsto l’arrivo delle basse temperature.
In questo contesto, il grano è rimasto pressoché invariato, anche se oggi sembra esser il più penalizzato, l’orzo per le consegne del primo trimestre 2021 ha perso leggermente terreno, la colza, invece continua a crescere, spinta dagli altri oli vegetali e dallo scarso raccolto 2020 a livello europeo.
Il dollaro in questo momento [16/11/2020 15:51 (GMT + 1)] sta quotando a 1,1815 contro l’euro ed a 77,00 contro il rublo.
Il petrolio a New York quota 41,12 USD / barile.
Sulla scena internazionale, lo abbiamo già sottolineato, vi è stato l’acquisto della Corea del Sud di 130.000 t di mais di origine opzionale.
La Turchia ha lanciato una gara per 350.000 t di mais e 155.000 t di orzo foraggero.
L’Algeria, dovrebbe aver acquistato circa 600.000 t di frumento di origine europea.
Oltre Oceano, la domanda internazionale, che rimane al momento il motore principale dei mercati, mette i fondi nelle condizioni di investire prevalentemente su posizioni lunghe nette, in particolar modo sulla soia.
La scorsa settimana, infatti, abbiamo assistito a vendite verso l’esportazione per 300.500 t di grano, 978.400 t di mais e 1.468.400 t di soia, con il grano, che in realtà è stato quasi al minimo delle aspettative commerciali.
Un altro elemento a supporto dei prezzi, è stato il discorso del nuovo Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, nel corso del quale ha affermato di non avere alcuna intenzione di fermare l’intero paese per arginare l’epidemia da Covid19.
Conseguentemente, i fondi sono stati acquirenti netti per 5.000 lotti di mais, 6.500 lotti di soia e 4.000 lotti di grano.
Sia in Russia che in Ucraina, il raccolto del girasole si sta concludendo, la stessa cosa ancora non si può dire per il mais e per la soia.
Per quanto riguarda il mais, rimane ancora in piedi in Russia il 13%, mentre in Ucraina il 22% delle superfici da raccogliere.
In Russia sono stati già portati a casa 12,6 Mt di mais, mentre in Ucraina 21,4 Mt, con una resa media di poco meno di 5 t / ha.
Per quanto riguarda la soia, in Russia si è giunti al 92%, mentre in Ucraina al 94%; rispettivamente sono stati raccolti 4,2 e 2,6 Mt.
