CROLLO DEI MERCATI A TERMINE

La Festa del Ringraziamento, i timori per un rallentamento della domanda cinese e l’accelerazione delle esportazioni russe, fanno piombare i mercati a fondo

Ieri, come avevamo già previsto anzitempo, abbiamo potuto assistere ad un forte calo dei prezzi su tutti i mercati a termine.

Solo la colza, ha mantenuto il ritmo trovando sostegno nella fermezza del petrolio, nella scarsa produzione europea, negli alti costi di trasformazione e nella prevista scarsa produzione 2021 in Ucraina a causa del deficit idrico subito durante questo autunno.

Questa situazione, dovrebbe essere prevalentemente attribuita alla scelta dei fondi di voler trarre dei profitti prima dell’inizio del lungo fine settimana avviatosi oggi in corrispondenza della festa del Ringraziamento.

Alcune voci indiscrete però, aggiungono altri importanti fattori che hanno determinato questo crollo tra cui l’annuncio, non ancora confermato, di alcune commesse cinesi disdette ed ancora, la spinta dei commercianti russi ad anticipare le vendite verso l’esportazione prima dell’entrata in vigore della quota che verrà introdotta dal Ministero dell’Agricoltura Russo ad inizio 2021.

In ogni caso, l’Egitto sta approfittando di questa situazione contingente, per presentarsi con un nuovo bando di gara sul grano che, ancora una volta, con ogni probabilità, vedrà come favorito quello con origini del Mar Nero.

Certamente i minori costi di trasporto andranno ad essere sostenuti, rappresenteranno per l’ennesima volta, il principale fattore vincente anche per questa gara.

Le consegne sono previste tra il 20 ed il 31 gennaio 2021.

Sui mercati fisici, al contrario, ieri ha prevalso molta calma.

Così, il dollaro ha continuato a deprezzarsi venendo quotato questa mattina a 1,1920 contro l’euro ed a 75,40 contro il rublo.

Il petrolio continua ad avanzare, attestandosi a New York a 45.85 USD / barile.

Sulla scena internazionale, oltre alla gara egiziana, possiamo notare come interessati all’acquisto di grano da macina la Corea del Sud e Taiwan.

Oggi i mercati americani rimangono chiusi; domani apriranno solo per mezza sessione.

In questo contesto i prezzi dei futures ieri sono nettamente arretrati.

La soia, in particolare, a seguito, come detto, di alcune disdette cinesi, tutt’ora non confermate, ha suscitato non poche preoccupazioni tra gli operatori innescando timori per un rallentamento della domanda.

Così, i fondi sono stati venditori netti per 17.000 lotti di mais, 6.000 lotti di soia e 14.500 lotti di grano.

Oggettivamente però, permane un generale deficit idrico nelle maggiori aree produttrici di grano, mais e soia.

Cina e Russia, invece, stanno riprendendo i negoziati grazie alla revoca delle restrizioni alle esportazioni dei prodotti alimentari.

La notizia è stata confermata dal vice ministro dell’Industria e del Commercio della Federazione Russa Alexei Gruzdev.

L’effetto di un nuovo accordo tra le due super potenze, non dovrebbe avere alcun impatto sull’attuale campagna ma, a lungo termine, si prevede che le esportazioni russe di carne suina e di cereali verso la Cina potrebbero aumentare in modo significativo.

Primo tra tutti i cereali a beneficiarne, sarà sicuramente l’orzo, tanto più che attualmente i rapporti tra le autorità cinesi e l’Australia, non sono idilliaci.

L’Ucraina esporta già da tempo il proprio orzo in Cina.

Dall’inizio della stagione, quasi i 2/3 delle esportazioni di orzo ucraino sono state destinate all’Impero di Mezzo.

Questo mercato offre ai produttori certificati un premio che a volte supera anche di $ 10 / t i mercati tradizionali.