Venerdì scorso i mercati sono stati abbastanza calmi con le piazze americane aperte solo mezza giornata.
Chicago, comunque, ha concluso la sessione con una leggera nota positiva.
L’Egitto ha acquistato 175.000 t di grano proveniente dalla Russia.
La maggior parte delle attività ha riguardato il mais con acquisti di origine statunitense da parte della Corea del Sud e del Messico rispettivamente per 60.000 e 302.160 tonnellate.
La Cina, con i prezzi dei cereali in aumento, ha venduto sul proprio mercato interno circa 670.000 t delle riserve statali.
In questo momento la Cina è il driver principale dell’attuale tendenza rialzista sui prezzi agricoli.
L’Algeria, storico cliente francese, ha licenziato il manager dell’OAIC incaricato delle importazioni, per aver coperto l’importazione di grano non destinabile all’alimentazione umana, probabilmente di origine del Mar Nero, ma spacciato come proveniente da altre origini.
Le condizioni meteorologiche rimangono favorevoli per un buon sviluppo delle colture invernali in tutta Europa.
Le superfici quest’anno dovrebbero aumentare notevolmente e le produzione dovrebbero essere più in linea con le medie storiche.
Nel proprio rapporto settimanale, l’Agenzia statale Francese ha affermato che il 96% del grano autunnale è in condizioni da buone a eccellenti contro il 75% dell’anno scorso.
Il 94% dell’orzo invernale viene considerato da buono a eccellente.
L’Agenzia ha anche affermato che la semina autunnale dei cereali è quasi giunta al termine.
In questo contesto, oggi su Euronext i prezzi delle principali materie prime stanno segnando l’equilibrio, ancorché sostenuti a seguito di una domanda che rimane importante.
I prezzi della colza hanno registrato alcuni lievi aumenti, mentre la palma stamattina a Kuala Lumpur ha iniziato la sessione in calo.
Il dollaro rimane stabile a 1,1970 contro l’euro, mentre il rublo quota a 76.10.
Il petroli in vista della fine della riunione OPEC sta cedendo e viene quotato a New York 44,50 $ / b.
La breve sessione di venerdì nei mercati statunitensi, ha visto nei numeri positivi delle esportazioni, un discreto supporto.
Per quanto riguarda il frumento secondo l’Agenzia Statunitense, infatti, alla fine della settimana del 19 novembre, sono state vendute ben 795.800 t, ovvero un quantitativo ben al di sopra delle aspettative del mercato.
Lo stesso scenario si è avuto per il mais con 1.665 Mt esportate.
Per quanto riguarda la soia, invece, le aspettative sono state un po’ deluse, dato che la Cina ha annullato diversi carichi.
Lo sviluppo vegetativo delle colture brasiliane viene costantemente monitorato.
Così venerdì, i fondi sono stati acquirenti netti per 17.500 lotti di mais, 7.000 lotti di grano e 7.000 lotti di soia.
Oggi, si sono avute altre due importanti vendite di mais statunitense, una per 140.000 t ed una per 204.000 t entrambi verso destinazioni sconosciute.
I produttori del Mar Nero sono ancora impegnati a raccogliere il mais.
In Russia ed in Ucraina, tra l’8% ed il 6% dei raccolti verrà lasciato nei campi.
I produttori ucraini a venerdì scorso si stima abbiano raccolto 26,3 Mt con una resa media di 5,23 t / ha, mentre i russi hanno portato a casa 13,8 Mt con una resa media di 5,42 t / ha.
La resa media del mais russo, per la seconda volta nella storia, potrebbe quindi superare la resa media dell’Ucraina!
