l livello dei prezzi da capogiro, spinge molti operatori ad essere più cauti
Il dollaro forte contribuisce a spingere in giù i prezzi dei cereali americani
Anche oggi, il Dipartimento dell’Agricoltura Statunitense ha reso noto importanti vendite all’esportazione di mais statunitense con 1,7mmt verso la Cina e 213,6 kt, verso destinazioni sconosciute.
Entrambi le vendite sono in consegna durante il 2020/2021.
La Giordania ha reso noto che intende acquistare 120.000 tonnellate di frumento da macina di origine opzionale però come possibile combinazione di spedizione prevede che dei 12000 t 60K vengano spedite alternativamente dal 1 al 15 settembre, dal 16 al 30 settembre, dal 1 al 15 ottobre, dal 16 al 31 ottobre a seconda dell’esigenza.
La gara si chiuderà il 3 febbraio.
L’Algeria ha acquistato circa 600.000 tonnellate di grano in consegna a marzo, su origini opzionali ad un prezzo di circa 313 dollari per tonnellata.
Le origini scelte dovrebbero essere europee e forse, in parte argentine.
Il rapporto settimanale sulle vendite all’esportazione di oggi dell’Agenzia Statunitense, che copre la settimana fino al 21 gennaio, conteneva un altro gruppo misto di dati che gli operatori, stante alle attuali quotazioni, hanno “digerito” senza molti problemi.
Infatti, le vendite di mais sono aumentate di un altro 61% rispetto alla media delle quattro settimane precedenti e hanno superato tutte le ipotesi commerciali.
Anche le vendite di grano hanno registrato guadagni da una settimana all’altra, rientrando al centro delle stime degli analisti.
Le vendite di semi di soia vecchio raccolto sono state relativamente deludenti, anche se sono state parzialmente sostenute da una buona dose di vendite sui nuovi raccolti.
Le vendite all’esportazione di mais hanno registrato 1.850.300 MT per il 2020/2021 ovvero in aumento del 29% rispetto alla settimana precedente e del 61% rispetto alla media delle 4 settimane.
Questo risultato, ovviamente, è stato migliore di tutte le stime commerciali, che oscillavano tra 35,4 milioni e 66,9 milioni di bushel.
Il Giappone è stata di gran lunga la destinazione numero 1, con 695,700 MT.
I totali cumulativi per la campagna 2020/21 sono ancora ben oltre il ritmo dello scorso anno, ora a 748,8 milioni di bushel.
Le spedizioni di mais esportate sono aumentate del 60% su base settimanale e del 20% rispetto alla media delle quattro settimane precedenti, a 1,414,000 MT .
Il Giappone ha superato tutte le destinazioni, con 518,000 MT.
Messico, Cina, Colombia e Corea del Sud hanno completato i primi cinque.
Le vendite all’esportazione di sorgo sono state di 185,000 MT provenienti dal vecchio raccolti più altri 63,000 MT dal nuovo raccolti, con il 100% diretto in Cina.
Finora, i totali cumulativi per la campagna 2020/21 sono più che triplicati rispetto allo scorso anno, con 253,000 MT.
Le vendite all’esportazione di soia hanno visto solo 466,000 MT nelle vendite di vecchio raccolto, il 74% in meno rispetto alla settimana precedente ed il 45% inferiore rispetto alla media delle quattro settimane precedenti.
Tuttavia, le vendite del nuovo raccolto hanno portato altre 1,564,400 MT, superando tutte le ipotesi commerciali.
Anche le spedizioni di soia da esportazione sono state robuste, con 2,194,500 MT.
Questa cifra è stata l’8% in meno rispetto a una settimana fa, ma l’1% in più rispetto alla media delle quattro settimane precedenti.
La Cina rappresentava più della metà di quel totale, con 1,342,500 MT.
Messico, Egitto, Paesi Bassi e Indonesia hanno completato i primi cinque.
Le vendite all’esportazione di grano del vecchio raccolto hanno registrato un aumento del 15% settimana su settimana e del 13% superiore alla media delle quattro settimane precedenti, con 380,500 metric tons.
Le vendite sul nuovo raccolto hanno registrato ulteriori 216,000 MT.
Ciò ha rappresentato il limite superiore delle stime commerciali.
I totali cumulativi per la campagna di commercializzazione 2020/21 sono ancora leggermente inferiori al ritmo dello scorso anno.
Le spedizioni di grano sono state di 505,800 MT, in aumento del 92% di settimana in settimana e del 37% rispetto alla media delle quattro settimane precedenti.
Il Giappone è stata la destinazione numero 1, con 113,000 MT.
Messico, Indonesia, Filippine e Sri Lanka hanno completato i primi cinque.
Nonostante queste evidenze sulla domanda alcuni fattori tendono a far pressione sui prezzi.
Un focolaio di influenza aviaria H5N8 nel settore del pollame della Corea del Sud ha ridotto la domanda di mais da foraggio.
La Corea del Sud, infatti, ha abbattuto 23 milioni di pollame da quando l’epidemia di influenza aviaria è stata rilevata a novembre.
Le statistiche coreane hanno riferito che nel terzo trimestre del 2020 sono stati allevati oltre 173 milioni di polli da carne, ovaiole e anatre.
Secondo quanto riportato dai media locali, nuovi casi di influenza aviaria altamente patogena sono stati segnalati nella provincia di Gyeonggi dal Ministero dell’agricoltura, dell’alimentazione e degli affari rurali Sudcoreano.
Per cui tutti gli uccelli entro un raggio di 3 chilometri dagli allevamenti infetti vengono abbattuti per contenere l’epidemia.
Contemporaneamente, la Russia si sta affrettando a spedire quanto più grano possibile entro il 15 febbraio, per evitare l’imposizione della tassa.
Ciò sta provocando grandi ingorghi di camion e barconi carichi di grano, sulle strade e nei porti del Paese.
Ieri, più di 70 barche erano in attesa di essere caricate nel Mare di Azov e la fila dei camion per accedere ai porti per scaricare, a volte è arrivata fino a 20 km.
La valuta statunitense sta spingendo verso il basso i prezzi delle materie prime, poiché quando il dollaro tende a rafforzarsi, diventa più costoso accedere al mercato per gli acquirenti con altre valute.
In questo contesto, tutti i prezzi dei cereali e dei semi oleosi, tranne il mais, sono in flessione, con un mercato “cauto” che ha abbondantemente metabolizzato la forte domanda globale, almeno nel breve termine, ed in particolar modo quella proveniente dalla Cina.
La domanda cinese, in particolare, è piuttosto ben integrata nei prezzi, per cui gli operatori ora iniziano ad interrogarsi sul medio termine:
- la domanda, potrà continuare in questa direzione e fino a quando?
- l’offerta, sarà in grado di rifornirsi meglio per la prossima stagione?
Conseguentemente, secondo alcuni analisti forse siamo già passati ad una prospettiva a medio-lungo termine.
Si avverte, inoltre, una certa avversione al rischio su tutti i mercati finanziari, soprattutto a seguito di ciò che sta accadendo sui mercati azionari, con alcuni movimenti speculativi che stanno scuotendo i principali centri finanziari.
Questo livello dei prezzi poi, che è letteralmente da capogiro, spinge gli operatori ad essere ancora più cauti, per cui ogni buona notizia in termini di domanda, almeno per il momento, viene accantonata.
Anche i prezzi della colza cercato un equilibrio, tranne che nei contratti a breve termine, dopo il forte aumento visto ieri.
La chiusura della Borsa di Kuala Lumpur a causa di un giorno festivo in Malesia, dove viene quotato l’olio di palma, ha contribuito a placare gli animi.
Così in chiusura su Euronext una tonnellata di grano tenero è scesa di 1,25 euro nella scadenza di marzo, quotando 229,75 euro e di 0,75 euro nella scadenza di maggio, quotando 224,25 euro.
Una tonnellata di mais ha guadagnato appena 0,25 euro nella scadenza di marzo, quotando 215,75 euro, mentre ha perso 0,50 euro nella scadenza di giugno, quotando 211,00 euro.
Una tonnellata di colza è salita di 8,50 euro nella scadenza di maggio, quotando 453,25 euro, mentre ha perso 2,00 euro nella scadenza di maggio, quotando 434,75 euro.
A Chicago, invece, in questo momento [28/01/2021 19:20 (GMT+1)], solo il mais tende ad una stabilità, mentre, grano e soia stanno andando in rosso.
Infatti, uno staio di grano (circa 27 kg) in consegna a marzo sta quotando 6,5350 dollari, in calo di 4,75 (¢/b).
Uno staio di mais (circa 25 kg) in consegna a marzo sta quotando $ 5,3700, in aumento di appena 3,00 (¢/b), nonostante le vendite straordinarie di oggi.
Uno staio di soia (circa 27 kg) in consegna a marzo, sta quotando $ 13,5800, in calo di 16,75 (¢/b).
“Fortuna Eruditis Favet”
“Fortune favours the prepared mind”
