I prezzi del grano oggi pomeriggio sono rimbalzati fortemente sulla scia dei mercati Americani a poche ore dal rilascio del rapporto mensile da parte del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti.
Su Euronext, infatti, in questo momento [10/12/2020 16:14 (GMT + 1)] la tonnellata di grano tenero sta guadagnando 3,00 euro nei contratti con scadenza Marzo 2021, venendo quotata 205,75 euro e 2,75 euro nei contratti con scadenza Maggio 2021, venendo quotata 203,00 euro, con quasi 30.000 lotti scambiati.
La tonnellata di mais, sta aumentando di 1,25 euro nei contratti con scadenza Gennaio 2021 venendo quotata 189 euro e 75 centesimi nei contratti con scadenza Marzo 2021 venendo quotata 189,75 euro, con poco più di 800 lotti scambiati.
La tonnellata di colza sta aumentando di 2,25 euro nei contratti con scadenza Febbraio 2021 venendo quotata 411,00 euro e di 1,75 euro nei contratti con scadenza Maggio 2021 venendo quotata 404 euro, con poco meno di 3.500 lotti scambiati.
Al CME un bushel di grano nei contratti di Dicembre sta quotando 590.00 ¢, facendo registrare un guadagno di +13.00 (¢ / b), e nei contratti con scadenza Marzo 2021, sta quotando 595.75, con un profitto di +12.50 (¢ / b).
Per quanto riguarda il Mais nei contratti di Dicembre stiamo visualizzando 424.00 (¢ / b) con un guadagno di +2.00 (¢ / b), mentre nei contratti con scadenza Marzo, si sta registrando 425.50 (¢ / b) ovvero +1,75 (¢ / b).
La soia, nei contratti con scadenza Gennaio 2021 viene scambiata a 1.171,50 (¢ / b), con un +13.00 (¢ / b) rispetto a ieri, mentre nei contratti con scadenza Marzo 2021, viene scambiata a 1.176.00 (¢ / b) con un +12.50 (¢ / b) rispetto a ieri.
Effettivamente già ieri, a fine serata, avevamo intravisto un leggero rimbalzo su tutti i cereali, che oggi sta venendo riconfermato.
La colza era salita di circa € 4/t su tutte le scadenze contrattuali di Euronext, correggendo il calo di inizio settimana.
E, per quanto riguarda i cereali, l’esito della seduta di Chicago, con un +2,3%, ampiamente riconfermato oggi, ha influito non poco sulla determinazione dei prezzi.
Per quanto riguarda la colza, invece, il prezzo continua a crescere, poiché è sostenuta dal petrolio e dall’olio di palma.
In questo momento, infatti, l’oro nero è sospinto dalle speranze nate dalle prime campagne di vaccinazione contro il Covid-19 che, secondo alcuni operatori, potrebbero far rilanciare la domanda, mentre l’olio di palma, è aumentato in vista della pubblicazione del rapporto del MPOB (Malaysian Palm Oil Board).
Sui semi oleosi, inoltre, dobbiamo notare che la Russia con ogni probabilità dovrebbe imporre delle tasse all’esportazione sui girasoli.
Il presidente russo Vladimir Putin, infatti, nel corso di un incontro su questioni economiche, ha considerato l’aumento dei prezzi di zucchero, olio di girasole, pane e farina come un tentativo di far adeguare i prezzi interni russi ai prezzi mondiali.
Pertanto, ci si attende delle misure concrete per contrastare l’attuale dinamica inflazionistica.
Sembra quindi inevitabile l’imminente aumento della tassa all’esportazione sui semi di girasole che dal 6,5%, passerà al 30%.
I contratti sul grano con scadenza dicembre 2020 si chiudono oggi, e la scadenza di marzo diventa quindi la scadenza più prossima.
Sui mercati fisici notiamo un buon andamento ed un mercato vivace soprattutto per quanto riguarda le consegne del raccolto 2021, con particolare riferimento all’orzo.
Molti produttori, infatti, hanno già sottoscritto contratti per il raccolto 2021, approfittando dei prezzi relativamente elevati rispetto a quelli degli anni passati.
Gli investitori, effettivamente avevano cominciato ad aggiustare il tiro in vista del nuovo rapporto USDA che verrà pubblicato oggi alle 17.00.
Ma generalmente si tratta di una relazione tranquilla e pochi sul mercato si aspettano i fuochi d’artificio, poiché l’USDA a questa data, è solita lasciare i dati interni in gran parte invariati prima di render note le scorte di gennaio ed i rapporti sulla produzione.
Il ministero, infatti, aggiusterà le sue stime solo dal lato della domanda e non toccherà i numeri sui volumi di produzione.
Si stima che le scorte finali saranno di circa 1,7 miliardi di bushel per il mais, 170 milioni di bushel (mbu) per la soia (in calo di 20 mbu rispetto al precedente) ed invariati sul grano.
Il mercato, però, prevede un ulteriore taglio sulla produzione e sulle riserve di soia nei paesi maggiori esportatori oltre ad una riduzione delle scorte globali di mais con prezzi ancora sostenuti.
Gli elementi ribassisti, ovvero le piogge nel continente sudamericano e le ultime stime di produzione in Australia, sembrano ormai esser stati metabolizzati dai mercati che, inevitabilmente, non possono far altro che osservare le dinamiche della domanda sulla scena internazionale.
Oltre alla domanda ancora forte, soprattutto quella proveniente dalla Cina, anche i fattori climatici spiegano questo sostegno ai prezzi, soprattutto per quanto riguarda alcune regioni della Russia.
La Cina rimane leader nel settore della domanda, nonostante vi sia una stima di produzione interna comunicata dalle autorità cinesi pari a 260,67 milioni di tonnellate di mais.
Questa cifra, in realtà, sembra un po’ sopravvalutata da alcuni operatori.
La siccità in Russia, con nessuna precipitazione in vista a breve, e l’arrivo di una forte gelata in linea con il periodo, potrebbero essere dannose per le colture appena nate, in assenza di uno strato di neve sufficientemente spesso.
Lo stato delle colture invernali in Russia è il peggiore osservato dalla stagione 2016/17.
Il paese, infatti, ha subito nelle ultime settimane una forte ondata di caldo fuori stagione, che si è diffusa dai paesi baltici al Mar Nero, accompagnata, in alcune regioni, da un persistenete deficit idrico.
La sessione di ieri, però, è stata “frenata” dalle stime di produzione 2021 fatte da Coceral.
L’organizzazione, in particolare, prevede un balzo di 15 Mt nel raccolto di grano tenero europeo, fissandolo a 143 Mt, mentre il raccolto di orzo dovrebbe diminuire leggermente a 61,5 Mt.
La produzione di colza aumenterebbe di 1 Mt, a 17,8 mt.
Ciò è la conseguenza sia di un aumento sulle stime delle rese future, ma anche di una maggiore superficie seminata.
L’Agenzia Statale Francese, infatti, ha stimato questa settimana una superficie a grano tenero per la Francia pari a 4,7 milioni di ettari, una cifra già alta, ma che sarà sicuramente rivista al rialzo nelle prossime pubblicazioni.
A livello francese, infatti, si stima che il raccolto di grano tenero nel 2021 sarà pari a 36 Mt, contro appena 29 Mt registrati quest’anno!
La raccolta della colza passerebbe da 150 kt a 3,4 Mt.
Per quanto riguarda il mais, Coceral stima una produzione simile a quella dell’anno in corso, e che potrebbe arrivare a 63,1 milioni di tonnellate.
Sulla scena internazionale, gli Stati Uniti ieri hanno venduto al Messico 257.071 tonnellate di mais, oggi gliene hanno venduto altre 344.442 t.
In questo contesto ieri i fondi a Chicago, sono stati acquirenti netti ieri per 17.500 lotti di mais, 9.000 lotti di soia e 13.000 lotti di grano.
Vedremo domani, come andrà a finire la seduta che, ovviamente, osserverà i dati appena pubblicati nel rapporto USDA.
