UN FINE SETTIMANA IN ATTESA DI NUOVE INDICAZIONI

I trader stanno finalizzando le posizioni in vista del rapporto WASDE di martedì, che fornirà maggiori informazioni sui fondamentali della domanda e dell’offerta che attualmente muovono i mercati.

Le attuali dinamiche di mercato – la domanda cinese, la carenza dei raccolti sudamericani, l’interesse all’acquisto da parte del denaro gestito e la pandemia – certamente giocheranno ruoli decisivi mentre il dibattito sulle superfici coltivate nel 2021 avrà una risposta definitiva quanto prima.

Nel frattempo, stamattina sono stati pubblicati i risultati di un sondaggio privato somministrato da una delle più importanti testate giornalistiche che si occupano di agricoltura negli USA.

L’intervista, somministrata a gennaio 2021, era finalizzata a dare una stime sulla superficie che presumibilmente verrà coltivata per il 2021 negli Stati Uniti d’America.

Secondo questo sondaggio, ribadiamo privato, ancorché molto autorevole, i produttori statunitensi affermano che aumenteranno la superficie coltivata a mais del 4,1% rispetto all’anno precedente, portandola a 94,7 milioni di acri.

Se realizzata, questa sarà la terza superficie coltivata a mais più grande negli ultimi 75 anni, dopo il 2012 (con 97,3 milioni di acri) ed il 2013 (con 95,4 milioni di acri).

Sulla base di una stima prudente sul rendimento ipotizzato a 177,4 bushel per acro, la produzione di mais nel 2021 potrebbe raggiungere 15,3 miliardi di bushel, superando il record del 2016 di 15,1 milioni di bushel.

Questa, se realizzata sarà la più alta produzione di mais negli Stati Uniti mai registrata.

L’indagine è stata svolta su 806 agricoltori e mostra che gli agricoltori preferiscono piantare più mais questa primavera.

E un buon numero di agricoltori intende mantenere la loro consueta rotazione colturale tra soia e mais.

Infatti, sulla base di questo sondaggio, gli agricoltori hanno dichiarato di aver pianificato di aumentare nel 2021 gli acri di soia di soli 1,4 milioni di acri, portandoli a 84,5 milioni.

Una stima prudente della resa di 52,2 bushel per acro porterebbe probabilmente la produzione di soia nel 2021 a poco meno di 4,4 miliardi di bushel.

In ogni caso, questo sarebbe il secondo raccolto più grande mai registrato, se realizzato.

L’aumento dei prezzi del grano già lo scorso autunno aveva portato gli analisti a stimare un aumento del 3% delle piantagioni a grano invernale nel 2021.

I dati dell’indagine di gennaio sono più ottimistici, suggerendo che la superficie coltivata a grano invernale piantata nell’autunno 2020 è aumentata del 6% rispetto ai livelli del 2019, avendo raggiunto una superfice stimata di 32,4 milioni di acri.

Ovviamente, le gravi condizioni di siccità nelle Grandi Pianure e nell’ovest, potrebbero limitare il potenziale di rendimento.

Volendo mediare questi dati, si stima che la superficie totale piantata a grano per il raccolto nel 2021 arriverà a 46,4 milioni di acri: ovvero in aumento del 4,5% rispetto alla superficie coltivata nel 2020.

Gli acri piantati a grano negli Stati Uniti non aumentavano dal 2018.

Mancano ancora diverse settimane al picco della stagione di semina negli Stati Uniti e la superficie coltivata a cotone e sorgo, attualmente meno remunerativi, potrebbe essere erosa a favore di mais e soia.

Dal punto di vista ufficiale, l’Ufficio di Statistica degli Stati Uniti questa sera rilascerà i dati commerciali aggiornati per dicembre 2020.

Queste informazioni forniranno il primo sguardo completo al commercio durante l’anno solare 2020 che, cosa ancora più importante, mostrerà quanto la Cina sia arrivata vicina ai suoi impegni di acquisto della Fase 1 per i prodotti agricoli.

È probabile che la Cina non raggiunga l’obiettivo di 36,5 miliardi di dollari fissato all’inizio del 2020, ma potrebbe trovarsi a brevissima distanza da tale totale.

Nel frattempo però i prezzi dei futures sul mais a Chicago stanno registrando delle perdite, mentre su Euronext lottano per un pareggio a fine sessione, con i trader che attendono ulteriori notizie su eventuali nuovi acquisti cinesi e degli aggiornamenti sul mais brasiliano le cui proiezioni dipendono direttamente dal ritmo della raccolta della soia.

Il rapporto settimanale di ieri sulle vendite USA ha registrato un volume record di vendite di mais, ma le spedizioni settimanali sono state al di sotto delle aspettative.

L’aumento delle prospettive sul petrolio greggio è di buon auspicio per la produzione di etanolo e diversi eventi a febbraio, tra cui, le vacanze del capodanno lunare cinese e l’Annual Outlook Forum dell’Agenzia USA, potrebbero fornire nuovi segnali ai mercati.

Tuttavia, dopo una settimana di oscillazione dei prezzi da una parte all’altra, l’interesse all’acquisto da parte del denaro gestito per le materie prime cerealicole sembra raffreddarsi, tanto che molti operatori stanno concludendo la settimana portando a casa i profitti ottenuti e rinviando nuove operazioni a dopo l’uscita del WASDE in programma per martedì.

Sottolineiamo, ad esempio, che nella settimana in esame dal 27 gennaio al 2 febbraio, i futures sulla soia sono scesi in media di $ 0,2125 / bushel.

Ricordiamo che la domanda guidata dai fondi ha svolto fino a questo momento un ruolo importante nei recenti movimenti dei prezzi ed il rapporto che oggi pubblicherà la Commitment of Traders della Commodity Futures Trading Commission, probabilmente ufficializzerà questa tendenza.

Senza il supporto di mais e soia anche il grano, potrebbe tendenzialmente indebolirsi.

Infatti, anche se questa mattina i prezzi del grano sembravano essere gli unici a rimanere tendenzialmente positivi, facendo registrare una certa stabilità sui mercati europei e con guadagni limitati Oltre Oceano, al momento della redazione del presente documento, stiamo assistendo ad un ridimensionamento di tutte le posizioni.

Un dollaro più debole certamente contribuisce ad un movimento al rialzo dei prezzi statunitensi.

Tuttavia continuano a persistere forti dubbi sulle effettive intenzioni di vendita da parte dei russi che, potrebbero accelerare ancor di più il ritmo delle esportazioni, prima dell’applicazione della “famigerata” tassa sull’export.

A favore di una tendenza rialzista rimane comunque la riduzione della disponibilità di prodotti prettamente zootecnici destinati alla formulazione dei mangimi, il che potrebbe continuare a spingere paesi come la Cina, a virare sull’uso di grano come valido sostituto nelle formulazioni, sostenendone i relativi prezzi.

Non sbagliamo, quindi, se affermiamo che le formulazioni dei mangimi cinesi continuano a dominare il pensiero del mercato.

Così intorno alle 16:52 (GMT+1) di oggi 05/02/2021 su Euronext , una tonnellata di frumento tenero è in calo di 25 centesimi nella scadenza di marzo, quotando 224,50 euro, mentre guadagna appena 0,25 centesimi nella scadenza di maggio, quotando 219,00 euro.

Una tonnellata di mais sta guadagnando appena 75 centesimi nella scadenza di marzo, quotando 218,50 euro, mentre pareggia nel contratto di giugno, quotando 213,50 euro.

Una tonnellata di colza è in calo di 25 centesimi nella scadenza di maggio, quotando 439 euro, mentre guadagna 3,25 euro nel contratto di agosto, quotando 404,25 euro.

A Chicago, invece, uno staio di grano (circa 27 kg) in consegna a marzo sta guadagnando appena 2,00 (¢/b), quotando $ 6,3950.

Uno staio di mais (circa 25 kg) in consegna a marzo, sta perdendo 1,25 (¢/b) quotando $ 5,4875.

Uno staio di soia (circa 27 kg) in consegna a marzo sta guadagnando 5,25 (¢/b) quotando $ 13,7775.

Domani avremo modo di commentare come si concluderà la settimana e quali sono stati i principali eventi che l’hanno caratterizzata.

“Fortuna Eruditis Favet “

“Fortune favours the prepared mind”

“La Fortuna aiuta i preparati di mente”