Speciale Grano Duro

Enna – 24 Giugno 2021

Le condizioni del grano duro sono migliorate a partire da maggio, ma il caldo attuale potrebbe danneggiare ancora i raccolti.

In Francia, le condizioni di crescita sono ancora abbastanza incoraggianti.

FranceAgriMer stima il tasso “da buono a molto buono” al 70%, rispetto al 62% dell’anno scorso e al 64% su una media quinquennale.

Dal 1° luglio 2020 al 20 giugno 2021, l’UE ha importato circa 2.758 milioni di M.T di grano duro.

Di questi, 2,223 milioni, pari all’80,6%, è arrivato in Italia.

Si conferma l’alta qualità del grano duro italiano.

Ci sono ancora pochi venditori ma molti acquirenti, per lo più commercianti.

Il prezzo medio applicato in Italia è di 315 – 320 €/t.

Il grano duro francese, nel frattempo, ha approfittato di una ripresa della domanda, in particolare di quella proveniente dall’Italia, resistendo così alla pressione esercitata dal grano tenero, attualmente in calo sul mercato europeo.

I prezzi del grano duro in Francia, pertanto, sono rimasti stabili negli ultimi quindici giorni.

Il business sta guadagnando slancio, con una forte ripresa di interesse specialmente da parte dei compratori italiani.

Secondo alcuni osservatori locali, inoltre, quest’anno anche la concorrenza spagnola potrebbe essere limitata in termini sia di resa che di qualità.

La produzione di grano duro dell’UE-27 tuttavia potrebbe aumentare di ~ ½ milione di tonnellate, il che potrebbe ridurre le importazioni dal Nord America rispetto a quelle dell’anno scorso.

I messaggi che arrivano dal Nord Africa/Mahgreb, sono contrastanti.

Il Marocco ha aumentato gli ettari e quest’anno dovrebbe vedere raccolti decisamente migliori.

Tuttavia, il raccolto di grano duro in Algeria appare stressato e potrebbe essere inferiore di 500.000t, attestandosi ad 1 milione di tonnellate.

Anche la Turchia sta vivendo condizioni siccitose e le rese probabilmente diminuiranno.

Al di là dell’Atlantico, le condizioni di crescita restano preoccupanti nonostante l’arrivo delle recenti piogge.

Negli Stati Uniti, l’USDA ha stimato che gli acri a grano duro diminuiranno del 9% a 1,54 milioni di acri a causa dei maggiori investimenti previsti a mais e soia.

A contrario, secondo StatCan, gli acri a grano duro canadese sono aumentati dello 0,3% questa primavera attestandosi a 5,7 milioni di acri.

Tuttavia, gli aggiornamenti definitivi di queste stime di superficie da parte dell’USDA e StatCan non arriveranno comunque fino a metà luglio e fine luglio, rispettivamente.

Oltre alla riduzione della superficie coltivata negli Stati Uniti, le condizioni meteo sfavorevoli probabilmente ridurranno la produzione statunitense rispetto agli ultimi anni, mentre la produzione canadese dovrebbe rimanere pressoché invariata.

Le condizioni del raccolto nelle pianure del Nord America, infatti, non sono state ottimali.

Il rapporto sulle condizioni del raccolto in North Dakota del 13 giugno ha mostrato che il 55% delle colture era in condizioni da buone a eccellenti, il 28% in condizioni discrete ed il 17% in condizioni da pessime a molto cattive.

Le aree a grano duro canadese, invece, hanno ricevuto delle precipitazioni benefiche nelle ultime due settimane e quindi si presentano decisamente migliori.

Le condizioni nel Saskatchewan sono migliorate, con il 74% del grano duro del Saskatchewan classificato in condizioni da buone a eccellenti, il 25% in condizioni discrete e l’1% in cattive condizioni.

In Alberta, il 77% del grano duro è valutato da buono a eccellente.

Lo scenario attuale mostra che la produzione combinata USA-Canada probabilmente diminuirà di ~ 300.000 tonnellate, ma la produzione nordamericana aumenterà all’incirca della stessa quantità se si include il Messico.

Le scorte finali in Nord America rimarranno quindi strette.

Le stime di produzione verranno adeguate man mano che si apprenderà di più sulle colture.

Il grano duro è un coltura importante all’interno delle rotazioni degli agricoltori del Saskatchewan.

Il Canada è un attore di tutto rispetto nel mercato globale del grano duro, quindi ciò che accade in Canada gioca un ruolo significativo nella determinazione del prezzo del grano duro a livello mondiale.

Per l’annata 2020-21, in Canada le scorte di riporto si sono ulteriormente ridotte rispetto al mese di 650.000 tonnellate, ovvero in calo del 12% rispetto al 2019-20 ed il terzo volume più basso mai registrato.

Per il 2021-22, l’area seminata a grano duro in Canada, come dicevamo, dovrebbe rimanere relativamente uguale a quella dell’anno precedente e precisamente pari a 2,3 milioni di ettari.

Questo è quanto è emerso dalle intenzioni di semina degli agricoltori a marzo quando sono state rilevate da StatCan.

Tuttavia, si prevede che l’offerta scenderà del 9% a 6,7 milioni di tonnellate, mentre i rendimenti tornano a livelli medi e le scorte sono limitate.

Le esportazioni dal Canada infatti sono state ridotte questo mese rispetto al mese scorso, principalmente a causa della riduzione della produzione.

In tal senso, le esportazioni canadesi di grano duro per la settimana 45 sono state modeste la scorsa settimana a 47.000 tonnellate, per un totale da inizio anno di 5,5 milioni di tonnellate, rispetto ai 4,5 milioni di tonnellate dell’anno scorso.

Questo è del 23% in più rispetto allo scorso anno.

Pertanto, le esportazioni sono ora previste a 4,8 milioni di tonnellate, in calo del 17% anno su anno.

Gli agricoltori canadesi continuano ad essere molto cauti nella loro commercializzazione a causa di una ancora poco chiara visione sul loro prossimo raccolto a livello interno e mondiale.

La scorsa settimana le offerte per il grano duro in Saskatchewan sono rimaste stabili con 9,50 $/bu.

Il grano duro vecchio, dato che il grano di Minneapolis è a 7,74 dollari USA/bu (~ 9,40 dollari canadesi/bu), ci si aspetta di piazzarlo a 9,50 dollari/bu N/C.