I mercati sono estremamente nervosi.
I fondi erano tornati nelle ultime settimane all’acquisto di materie prime cerealicole in gran parte a seguito delle forti previsioni di esportazione e delle scorte finali 2021/22 previste in calo.
Il rapporto settimanale sugli impegni dei trader di oggi rilasciato della CFTC fornirà ulteriori informazioni in tal senso sul sentiment degli investitori per la settimana di rendicontazione del 17-23 febbraio.
È probabile che grano, mais e soia vedranno i dati di un’altra settimana di acquisti speculatori date le preoccupazioni sulle condizioni del grano invernale negli Stati Uniti ed in Russia, i ritardi nella raccolta della soia in Brasile, i ritardi nella semina del mais in Brasile, previsioni limitate delle scorte finali ed una previsione di esportazioni a termine molto significativa come annunciato dall’USDA nelle previsioni della scorsa settimana.
Tuttavia, adesso siamo più su una tendenza al ribasso, che al rialzo, il che potrebbe essere anche logico.
Abbiamo assistito ad aumenti importanti, a tal punto che è fisiologico che si possa assistere a dei cali.
I cereali hanno infatti registrato un’impennata dei prezzi alla fine del 2020, in particolare per effetto dell’annuncio delle tasse russe sulle esportazioni di cereali e di una revisione al ribasso delle stime dei raccolti mondiali.
Nel 2021, si sono aggiunti altri fattori tra cui la siccità in Argentina, il ritardo nei raccolti in Brasile, non ultimo l’eccezionale ondata di freddo che ha colpito l’Emisfero Settentrionale.
Questi fattori hanno causato un forte rimbalzo dei prezzi dei cereali a gennaio (+ 8,6%) che, confrontandoli con i prezzi di un anno fa sempre a gennaio portano ad un + 21,4% a/a.
Un mercato rialzista, tuttavia, ha la necessità di essere alimentato costantemente da notizie altrettanto rialziste.
Questa settimana, però, abbiamo avuto modo di raffrontarci con una serie di dati che hanno parzialmente smorzato l’entusiasmo di molti operatori.
Le preoccupazioni per la “Peste Suina Africana” in Cina minacciano le previsioni riguardo all’esportazione di soia verso l’Impero di Mezzo.
I focolai, iniziati nelle province settentrionali e nord-orientali della Cina, si sono diffusi più a sud, suggerendo che con questo ultimo round di focolai, potrebbe essere più problematico per la Cina raggiungere l’obiettivo di un volume di mandrie di maiale pre-ASF entro giugno 2021.
Ciò, certamente, ha fatto scendere i prezzi dei futures della farina di soia del 5% nel commercio notturno poiché le preoccupazioni su un eventuale calo della domanda hanno pesato non poco sulle scelte degli operatori.
Francamente, ieri non è stata una gran bella giornata per le esportazioni dagli Stati Uniti.
È stata la seconda settimana consecutiva di bassi ritmi di carico delle esportazioni di soia, guidati, appunto, da un calo delle spedizioni destinate alla Cina.
I volumi delle esportazioni di soia verso la Cina sono stati i più bassi della campagna di commercializzazione per la settimana terminata il 18 febbraio.
La Cina è stata assente dal pool di acquisti USA la scorsa settimana, anche perché gli acquirenti hanno rivolto la loro attenzione al nuovo raccolto brasiliano.
Inoltre, alcuni acquirenti cinesi e sconosciuti, hanno annullato 12,7 milioni di bushel di ordini di esportazione di soia 2020/21 nella settimana terminata il 18 febbraio.
Lo spostamento negli acquisti e nei ritmi di caricamento della soia verso la Cina, insomma, è stato palpabile.
In parte questa situazione era aspettata.
Alcuni segnali si erano già avuti quando alcuni impianti di frantumazione cinesi hanno cominciato a ridimensionare la produzione a causa dei prezzi elevati ed a causa della riduzione delle forniture.
Le spedizioni brasiliane dovrebbero iniziare a crescere nelle prossime settimane o due e gli acquirenti cinesi sono pronti per l’arrivo della soia brasiliana che è più economica.
Ciò significa che gli acquirenti internazionali potrebbero tornare sulle coste degli Stati Uniti per la soia da metà estate a fine estate, se il Brasile dovesse esaurire nuovamente le scorte di soia esportabili.
Dubbi emergono inoltre, anche sulla continuità della domanda cinese di mais.
Ed ancora, la scorsa settimana la produzione di etanolo da mais ha subito una importante frenata, con un calo record del 28% settimana su settimana, poiché le temperature sotto lo zero, la neve e la carenza di gas naturale hanno messo a dura prova il funzionamento degli impianti.
Conseguentemente anche i prezzi del mais stanno subendo un calo con una scontata serie di prese di profitto, visto che sono stati raggiunti i massimi prezzi da sei anni e mezzo a questa parte, che pesano ulteriormente.
Non si vedeva dal gennaio 2020 il prezzo del petrolio così alto.
In vista del prossimo incontro dei paesi membri dell’OPEC, in programma per la prossima settimana, sta subendo una flessione.
L’organizzazione, infatti, potrebbe decidere di aumentare la propria produzione in un contesto in cui si prevede una crescita della domanda a livello globale.
Conseguentemente, i prezzi dei semi oleosi sono stati messi sotto pressione.
I prezzi del grano stanno seguendo gli altri cereali, con ancora una volta i dati sulle esportazioni USA poco brillanti che hanno continuato a pesare sulle scelte degli operatori.
Il volume di vendita delle esportazioni settimanali USA di grano è stato il più basso da oltre un anno.
Un dollaro più forte sta contribuendo ad appesantire i prezzi.
Le ultime stime settimanali rilasciate dall’Agenzia francese sulle condizioni delle colture di grano tenero francese, orzo invernale e grano duro che riguardano la settimana 7 che termina il 22 febbraio, hanno visto il raccolto di grano invernale valutato all’87% da buono ad eccellente, contro l’86% del 2020 ed il 64% del 2019 a pari data.
Le attuali condizioni di crescita favorevoli probabilmente porteranno il grano invernale francese 2021/22 a superare il raccolto dello scorso anno.
L’orzo invernale è stato valutato all’83% da buono ad eccellente, parimenti al 2020 ed al 66% del 2019 a pari data.
Il grano duro è stato valutato all’88% da buono ad eccellente, contro l’87% del 2020 ed il 66% del 2019 a pari data.
In questo contesto, Euronext si appresta a chiudere con una tonnellata di grano tenero in calo di 75 centesimi nella scadenza di marzo, quotando 245,00 euro, ed in calo di 2,25 euro nella scadenza di maggio, quotando 229,25 euro.
Una tonnellata di mais, sta scendendo di 3,25 euro nella scadenza di marzo, quotando 226,00 euro, mentre sul contratto di giugno sta perdendo 0,75 euro, quotando 220,00 euro.
Una tonnellata di colza sta guadagnando 2,75 euro nella scadenza di maggio, quotando 491,00 euro, mentre sta perdendo 4,50 euro nella scadenza di agosto, quotando 423,00 euro.
A Chicago, in questo momento [26/02/2021 18:27 (GMT+1)] uno staio di grano (circa 27 kg) in consegna a marzo che sta quotando a $ 6,5775 in calo di 14,00 (¢/b).
Uno staio di mais (circa 25 kg) in consegna a marzo, sta quotando $ 5,5255 in calo di 2,00 (¢/b).
Uno staio di soia (circa 27 kg) in consegna a marzo sta quotando $ 13,9750 in calo di 8,50 (¢/b).
Domani avremo modo di commentare come si chiuderanno le sessioni odierne di fare il punto sulla settimana.
“L’opportunità favorisce la mente preparata ed a volte gli audaci”.
(Louis Pasteur)
