Gli investitori sono diventati diffidenti riguardo alle prospettive economiche a seguito di un nuovo ciclo di restrizioni sul coronavirus nella zona euro.
Inoltre, le preoccupazioni normative su una eventuale cancellazione delle azioni tecnologiche cinesi dalle borse americane, ha provocato delle immediate reazioni da parte dell’Impero di Mezzo, innescando un sell-off generalizzato che non ha interessato solo i titoli cinesi.
H&M, ad esempio, è scesa dell’1,9% dopo che almeno un rivenditore online cinese sembrava abbandonare i suoi prodotti a seguito degli attacchi dei social media all’azienda svedese per aver detto di essere “profondamente preoccupato” per le segnalazioni di lavoro forzato nella regione più occidentale dello Xinjiang in Cina.
Le azioni della società tedesca di abbigliamento sportivo Adidas, anch’essa oggetto di critiche, sono scese del 3,2%.
In questo contesto, l’indice paneuropeo STOXX 600 è sceso a 419,19 , con i titoli oil & gas, banche e retail a guidare il declino, per poi risalire a 423,08.
Le preoccupazioni per la domanda cinese e un dollaro più forte, quindi, sono stati i due principali fattori macro che hanno causato una generale perdita di propensione al rischio in tutto lo spazio delle materie prime.
L’International Grains Council (IGC) oggi ha previsto che la produzione globale di cereali salirà ad un record di 2,287 miliardi di tonnellate per la stagione 2021/22.
Nella sua prima valutazione completa della stagione 2021/22, l’Ente infatti ha previsto che il raccolto globale di grano salirà a 790 milioni di tonnellate, rispetto ai 774 milioni della stagione precedente.
Inoltre, ha previsto una produzione mondiale di mais a 1,193 miliardi di tonnellate, rispetto a 1,139 miliardi nella stagione 2020/21.
Tuttavia, prevede che l’offerta più ampia di cereali, sarà interamente assorbita da un consumo più elevato.
I ritmi di carico delle esportazioni di mais statunitensi intanto continuano a stabilire nuovi record, in gran parte grazie alla domanda cinese.
Per la settimana terminata il 18 marzo, infatti, l’USDA ha riferito che sono stati spediti a clienti internazionali tramite terminali statunitensi, 80,2 milioni di bushel di mais.
Certamente va notato che il volume è stato inferiore del 7% rispetto al totale record della scorsa settimana arrivato a 86,6 milioni di bushel, tuttavia il volume esportato questa settimana è stato il secondo più grande volume di esportazioni settimanali di mais mai registrato.
Facendo eco all’annuncio di una associazione di coltivatori messicana che ha dichiarato che quest’anno la produzione totale scenderà ben al di sotto della proiezione del governo messicano di 844,9 milioni di bushel, la scorsa settimana gli Stati Uniti hanno spedito in Messico oltre 18,5 milioni di bushel di mais.
Ovviamente, la domanda costante dalla Cina, con circa 2,4 milioni di bushel in più rispetto alla settimana precedente, continua ad essere un fattore chiave atteso che sono stati quasi 16,5 milioni di bushel di mais quelli spediti nella settimana terminata il 18 marzo, .
La Corea del Sud, il Giappone e la Colombia hanno completato le altre destinazioni.
Ma i rapidi ritmi di spedizione del mais non sono state l’unica buona notizia per il mais nel rapporto di questa mattina.
Le vendite all’esportazione 2020/21 infatti sono balzate a 176,5 milioni di bushel, con un aumento di 4,5 volte superiore al volume di vendita della scorsa settimana.
In queste cifre, ovviamente, sono ricomprese le prenotazioni che la Cina ha effettuato in prossimità dei colloqui diplomatici della scorsa settimana tra Cina e Stati Uniti pari a 153,2 milioni di bushel.
Da notare che questo ha rappresentato l’86% di tutte le nuove vendite all’esportazione della settimana.
Alcuni nuovi ordini dalla Corea del Sud e dal Messico hanno completato le nuove vendite all’esportazione per il periodo in esame.
Per quanto riguarda le vendite all’esportazione di mais raccolto 2021/22 bisogna evidenziare però che non sono state molto entusiasmanti.
Infatti sono state vendute solo 5,7 bushel di mais nuovo raccolto ad acquirenti internazionali, ovvero in calo di quasi il 40% rispetto a una settimana fa.
La Cina è stata in gran parte assente dal prenotare nuovi ordini, nelle ultime due settimane.
I dati della soia sono state meno rosei di quelli del mais la scorsa settimana.
I ritmi di carico delle esportazioni settimanali, infatti, sono calati a 18,4 milioni di bushel, in calo quindi di 1,2 milioni di bushel rispetto alla settimana precedente.
L’Egitto è stata la prima destinazione, con quasi 6,1 milioni di bushel spediti.
I ritmi di carico per la Cina sono diminuiti da 2,5 milioni di bushel di una settimana prima a poco meno di mezzo milione di bushel nel corso di questa settimana.
Un dollaro più forte ha aumentato il valore della soia brasiliana rispetto a quella proveniente dagli Stati Uniti, il che aumenta gli incentivi finanziari della Cina a ridurre l’approvvigionamento di semi di soia statunitensi e ad aspettare semplicemente i ritardi di spedizione dal Brasile.
Anche le vendite vecchio raccolto sono state pessime, essendosi attestate a 3,7 milioni di bushel e registrando così, il secondo volume di vendita settimanale più basso della campagna 2020/21.
Le vendite all’esportazione dei nuovi raccolti hanno registrato solo 2,4 milioni di bushel di nuovi ordini.
Anche i volumi di carico del grano sono stati leggermente inferiori rispetto alla scorsa settimana, essendosi attestati a 24,2 milioni di bushel.
Il Bangladesh è stata la prima destinazione con 4,3 milioni di bushel.
Quasi 3,0 milioni di bushel sono stati spediti in Giappone ed altri 2,6 milioni di bushel sono stati destinati alla Cina.
La domanda cinese continua ad essere un fattore chiave per eventuali posizioni rialziste.
Tuttavia, degno di nota il fatto che alcuni acquirenti non tradizionali degli Stati Uniti, hanno prenotato grosse spedizioni nelle ultime due settimane a seguito della tassa sull’esportazione del grano dalla Russia.
L’Algeria, tipicamente uno dei maggiori clienti dell’Unione Europea, ha ricevuto 2,7 milioni di bushel di grano americano la scorsa settimana.
Taiwan, Perù, Cile e Namibia hanno completato la lista.
Le nuove vendite raccolto 2020/21 attestandosi a 12,6 milioni di bushel, sono leggermente inferiori rispetto alla settimana precedente.
Acquirenti sconosciuti hanno annullato 7,9 milioni di bushel di ordini di grano vecchio raccolto durante la settimana, sebbene questa perdita sia stata ampiamente compensata dalle nuove vendite in Giappone e Corea del Sud.
Le vendite per il nuovo raccolto sono state meno ottimistiche, scendendo del 49% rispetto alla settimana precedente ed attestandosi a 2,6 milioni di bushel.
Il più grande ordine è stato di 2,1 milioni di bushel prenotato dalle Filippine.
Le piogge che potrebbero migliorare le condizioni di coltivazione cadute nei giorni scorsi soprattutto nelle pianure americane dove si coltiva il grano duro, stanno pesando ulteriormente sul prezzo del principale contratto del grano statunitense.
Il grano è stato sotto pressione anche a causa dei prezzi più bassi nella zona di produzione del Mar Nero.
Tra gli elementi che potrebbero aver pesato sui prezzi russi, c’è stata una nuova stima di produzione rivista al rialzo, dalla società di consulenza Ikar.
Il prossimo raccolto, adesso viene stimato a 79,8 milioni di tonnellate contro i 78 Mt precedenti.
In generale, la ridotta attività sul mercato fisico nel breve periodo ha pesato sulle scadenze a breve termine nel mercato europeo.
In questo contesto, al momento della redazione del presente report [25/03/2021 18:40 (GMT+1)] Euronext chiude con una tonnellata di grano tenero in calo di 4,50 euro nella scadenza di maggio, quotando 214,00 euro, e di 2,75 euro nella scadenza di settembre, quotando 193,75 euro.
Una tonnellata di mais, ha perso 3,75 euro nella scadenza di giugno e 3,25 euro in quella di agosto, quotando rispettivamente 211,25 euro e 210,00 euro.
Una tonnellata di colza ha perso 9,00 euro nella scadenza di maggio, quotando 516,25 euro, e 6,00 euro nella scadenza di agosto, quotando 442,00 euro.
A Chicago, uno staio di grano (circa 27 kg) in consegna a maggio sta quotando $ 6,1225 in calo di 12,50 (¢/b).
Uno staio di mais (circa 25 kg) in consegna a maggio, sta quotando $ 5,4675 in calo di 6,50 (¢/b).
Uno staio di soia (circa 27 kg) in consegna a maggio, sta quotando $ 14,1500 in calo di 17,75 (¢/b).
Domani avremo modo di commentare come si chiuderanno le sessioni Oltre Oceano.
“L’opportunità favorisce la mente preparata ed a volte gli audaci”.
(Louis Pasteur)
