I prezzi dei cereali europei riprendono a correre, alimentati dalla dinamica di rialzo dei prezzi a Chicago, favorita a sua volta dai problemi logistici riscontrati in Argentina.
In questo momento [05/01/2021 17:11 (GMT+1)] su Euronext , una tonnellata di grano tenero sta crescendo di 3,00 euro nella scadenza di marzo quotando a 217,25 euro e di 2,25 centesimi nella scadenza di maggio quotando a 213,75 euro.
Una tonnellata di mais è in aumento di 2,75 euro, quotando nella scadenza marzo 201.25 e di 1,75 euro, su quella di giugno quotando a 200,50 euro.
Anche i prezzi della colza sono in forte aumento, sostenuti dall’intero complesso dei semi oleosi e dai problemi climatici e logistici riscontrati in Sud America.
Tanto che attualmente stiamo visualizzando un 429,50 euro/ton con un +8,00 €/Tt nel contratto di febbraio ed un 422,50 euro/ton con un +7,50 €/t.
Lo sciopero in Argentina e la limitazione alle esportazioni di mais, infatti, stanno facendo letteralmente esplodere il mercato di Chicago, dove in questo momento [05/01/2021 17:11 (GMT+1)] possiamo visualizzare la seguente situazione:
Il grano nella scadenza di marzo, sta quotando a 658,25 (¢/b), facendo registrare un +16,25 (¢/b), nella scadenza di maggio, sta scambiando a 655,50 (¢/b) con un +15,00 (¢/b).
Il mais nella scadenza di marzo, sta quotando 494,00 (¢/b), facendo registrare un +10,25 (¢/b), nella scadenza di maggio, sta scambiando a 494,50 (¢/b), facendo segnare un +10,25.
Gli aumenti più significativi, neanche a dirlo, si stanno visualizzando sulla soia che, nel contratto di gennaio, sta quotando 1369,75 (¢/b), facendo segnare un +53,25 (¢/b) e nel contratto di marzo sta quotando 1365,75 (¢/b) mettendo a segno un +52,75 (¢/b).
Situazione esplosiva quindi Oltre Oceano che, ovviamente, dovrà essere ulteriormente verificata, a fine sessione.
Ma cosa sta succedendo realmente?
Mentre lo sciopero dei portuali argentini, sembrava aver trovato una via d’uscita, ora il problema è stato posto dai doganieri che, con le loro richieste, stanno generando non poche difficoltà di carico nei porti.
L’Argentina, inoltre, ha deciso di sospendere le sue esportazioni di mais fino alla fine di febbraio nel tentativo di frenare l’inflazione.
Ciò, ovviamente, contribuisce a dar forza ai prezzi mondiali del mais, in particolare dopo la revisione al ribasso della produzione negli Stati Uniti ed in Ucraina.
Questo, combinato con una domanda di importazione senza precedenti proveniente dalla Cina, sta facendo esplodere una polveriera.
Per quanto riguarda la volatilità dei prezzi del grano, certamente questa è favorita dalla domanda cinese, che obbiettivamente è senza precedenti.
Infatti, mentre la domanda per le destinazioni tradizionali come i paesi Nord Africani è leggermente più facile da valutare, l’appetito cinese invece è una vera “sconosciuta”.
Il “clima secco”, complica ulteriormente la situazione.
