Effetto esplosivo del rapporto USA sui mercati internazionali
I prezzi dei cereali hanno raggiunto nuovi record in un mercato estremamente dinamico, supportati oltre che dai dati appena pubblicati nel rapporto mensile del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, dalle voci di nuove restrizioni all’esportazione da parte della Russia.
Le autorità russe, infatti, stanno prendendo in seria considerazione la possibilità di aumentare ulteriormente le tasse all’esportazione, al fine di frenare l’inflazione interna nel paese.
Il governo, in relazione alle valutazioni che saranno adottate da qui a breve, potrebbe aumentare la tassa sul grano da 25 a 50 euro direttamente per il 15 febbraio oppure rinviandola al 15 marzo.
Tuttavia, valutando le proiezioni sulle esportazioni russe nel rapporto USA appena rilasciato, questo non ha per nulla intaccato il primato russo nelle esportazioni di grano.
Infatti, nonostante le restrizioni, la Russia si conferma nella prima posizione nell’esportazione mondiale di questo cereale.
Già tra luglio e dicembre la Russia ha esportato circa 25 milioni di tonnellate di grano, quasi i due terzi delle previsioni per l’anno, superando di gran lunga quelle che sono le previsioni per l’intero anno degli Stati Uniti, ovvero il maggiore esportatore mondiale di grano dopo la Russia.
Gli esportatori russi hanno cercato di aumentare le vendite prima dell’introduzione della tassa, considerando anche il fatto che le spedizioni successive a quella data dovrebbero diminuire fisiologicamente in virtù della stagione invernale.
Data la produzione record della Russia e le restrizioni all’esportazione, le scorte finali russe dovrebbero aumentare.
Ma ciò fa molto riflettere, poiché le scorte della maggior parte degli altri principali paesi esportatori di grano, quest’anno sono in calo.
Altro fattore a sostegno dei prezzi, sono state alcune gare internazionali tra cui quella egiziana sul grano e quella giordana sull’orzo, ma entrambe, sono state cancellate, a causa di offerte limitate e di prezzi considerati alti e che probabilmente alla luce dei risvolti sul mercato avrebbero potuto essere convenienti.
Infatti, ciò che ha dato lo slancio decisivo ai mercati, è stata la “pesantezza” dei dati relativi alla produzione ed alle scorte mondiali finali, contenuti nel rapporto dell’Agenzia Statunitense di questa sera.
Dai sommari, rileviamo che la produzione globale di grano è diminuita questo mese con raccolti ridimensionati in Argentina ed in Cina che compensano il raccolto più ampio avuto in Russia.
Il consumo globale è cresciuto a seguito dell’aumento del consumo di mangimi in Cina e dell’aumento dei consumi in Russia.
Anche il commercio globale è in leggero aumento, con maggiori esportazioni per Canada, Unione Europea e India che compensano ampiamente le minori esportazioni da parte di Argentina e Russia.
Le maggiori importazioni fatte da Cina e Giordania, nel frattempo, hanno più che compensato le minori importazioni da parte di Algeria ed Emirati Arabi Uniti.
Si prevede che il Marocco aumenterà le importazioni di grano di 1,6 milioni di tonnellate, raggiungendo un record di 6,5 milioni durante l’attuale campagna di commercializzazione 2020/21, rendendolo così un attore chiave nel commercio globale del grano.
Il prezzo medio agricolo previsto per la stagione in corso negli Stati Uniti è aumentato di $ 0,15 per staio stabilendosi a $ 4,85.
Per quanto riguarda il mais, si prevede che la produzione globale diminuirà poiché le riduzioni in Argentina, Brasile, Unione Europea e Stati Uniti hanno più che compensato gli aumenti di Cina ed India.
Le esportazioni globali sono in calo a causa dei tagli fatti da Argentina e Stati Uniti.
Ne risultano tagli corrispondenti alle importazioni in diversi paesi, con il commercio globale in calo rispetto al mese scorso.
Le maggiori importazioni fatte dalla Cina compensano le minori importazioni dell’Unione Europea.
Il prezzo medio agricolo negli Stati Uniti è aumentato di $ 0,20 fissandosi a $ 4,20 per staio.
La produzione globale di semi oleosi nel 2020/21 è prevista a 594 milioni di tonnellate, ovvero 1 milione di tonnellate in meno rispetto alla previsione di dicembre, con una produzione ridotta sia per la soia, che per i semi di cotone e per le arachidi.
La produzione di soia è diminuita di 1 milione di tonnellate e ciò in relazione alla riduzione della produzione negli Stati Uniti, che ha subito un calo di 947.000 tonnellate e viene stimata a 113 milioni.
La riduzione di 2 milioni di tonnellate in Argentina ed Uruguay ha compensato il maggior raccolto di soia cinese.
La produzione di arachidi è stata tagliata di 430.000 tonnellate a seguito della riduzione della produzione negli Stati Uniti ed in India, mentre i semi di cotone hanno avuto un calo di 296.000 tonnellate a causa della riduzione della produzione negli Stati Uniti ed in Pakistan.
A compensare parzialmente questi aggiustamenti vi è stato un aumento di 500.000 tonnellate nella produzione di semi di girasole fatto in Russia.
Le esportazioni globali dei semi oleosi, sono considerate a 193 milioni di tonnellate, in aumento di quasi 1 milione di tonnellate e ciò, a seguito della crescita delle esportazioni di semi di soia statunitensi e di girasole russi.
Lo schiacciamento dei semi oleosi è leggermente più alto con aumenti generalizzati anche se modesti per soia, colza e semi di girasole.
Le scorte globali dei semi oleosi sono in calo a seguito di scorte di soia inferiori negli Stati Uniti ed in Argentina, che sono state solo parzialmente compensate dalle scorte più elevate in Cina.
La produzione, il consumo e il commercio di farina e olii derivati dai proteici non sono cambiati.
Le esportazioni di farina di soia sono leggermente inferiori, con scambi ridotti in Argentina solo parzialmente compensati dalle maggiori esportazioni statunitensi.
In modo simile, vi è stata una riduzione delle esportazioni di farina di colza da parte della Russia, compensate dall’aumento del commercio negli Emirati Arabi Uniti.
Le scorte globali degli olii vegetali sono aumentate di 620.000 tonnellate.
Il prezzo medio agricolo previsto per la stagione in corso negli Stati Uniti per i semi di soia è aumentato di $ 0,60, portandosi a $ 11,15 per staio.
Ed ancora, in Argentina, i produttori continuano ad esprimere la loro insoddisfazione frenando le vendite, nonostante l’allentamento delle regole sull’esportazione del mais che ha visto introdurre una limitazione a 30.000 tonnellate al giorno.
Sulla scena internazionale, oggi si è registrata una nuova vendita di 120.000 t di soia dagli USA verso una destinazione sconosciuta.
In questo contesto Euronext ha chiuso, con il grano tenero in aumentato di 6,50 euro nella scadenza di marzo, quotando 224,50 euro e di 5,75 euro nella scadenza di maggio, quotando 221,00 euro.
Una tonnellata di mais, è aumentata di 5,50 euro nella scadenza di marzo, quotando 208,50 euro e di 4,50 euro nella scadenza di giugno, quotando 206,50 euro.
Una tonnellata di colza è aumentata di 1,50 euro nella scadenza di febbraio, quotando 441,50 euro e di 5,0 euro nella scadenza di maggio, quotando 433,00 euro.
Ma è Oltre Oceano che i numeri si fanno decisamente più pesanti, con guadagni che stanno sfiorando il 5%.
In questo momento [12/01/2021 19:32 (GMT+1)] infatti, il CME quota il grano con scadenza marzo a 666,00 (¢/b), con un +31,25 (¢/b), quello con scadenza maggio quota a 667,00 (¢/b), ovvero in aumento di 30,25 (¢/b).
Il mais nel contratto di marzo sta quotando 517,25 (¢/b), facendo segnare un +25,00 (¢/b), come pure quello con scadenza maggio, che sta quotando 519,00 (¢/b).
La soia nel contratto di gennaio sta quotando 1.424,00 (¢/b), segnando un +49,50 (¢/b), mentre nel contratto di marzo sta quotando 1.425,00 (¢/b), con un incremento di 52,50 (¢/b).
Domani avremo modo di approfondire ulteriormente questi dati, ma il mercato ha già dato la sua sentenza….
