Chicago oggi sembra non reagire, anche a fronte di una ripresa in grande stile della domanda cinese.
La Cina, infatti, stamattina ha prenotato un grande acquisto di mais statunitense da esportatori privati che hanno venduto ben 1,156 milioni di tonnellate di mais statunitense.
La più grande vendita annunciata attraverso il sistema di reporting giornaliero dell’USDA dal 29 gennaio, quando la Cina acquistò 2,1 milioni di tonnellate.
L’USDA ha previsto che la Cina importerà 24 milioni di tonnellate di mais nella campagna di commercializzazione 2020/21, oltre ad altri cereali da foraggio tra cui orzo, sorgo e grano.
Al 4 marzo la Cina ne aveva acquistato 18,7 milioni di tonnellate, tuttavia, ne ha ritirato meno del 40% del totale.
La cautela prevale alquanto sulle scelte degli operatori, poiché il mercato attende indicazioni sulle tendenze della semina di mais e soia negli Stati Uniti.
Una serie di prese di profitto dopo il rally visto ieri sul mais, che ha trascinato con se grano e soia, hanno pesato ulteriormente sulla determinazione dei prezzi “ingabbiando” mais e soia in un range determinato.
La soia è rimasta frenata dai segnali di un indebolimento della domanda oltre che dal progresso del raccolto in Brasile, nonostante le recenti interruzioni delle piogge.
Secondo i dati diffusi lunedì dalla National Oilseed Processors Association, infatti, la schiacciata di soia statunitense è stata al di sotto delle aspettative commerciali a febbraio, toccando il minimo degli ultimi 17 mesi.
Nonostante i declassamenti previsti per l’imminente raccolto di soia in Argentina e la preoccupazione per i ritardi dovuti alle piogge per il raccolto in corso in Brasile, i commercianti stanno iniziando a tenere conto dell’arrivo di quella che è ampiamente prevista essere una produzione record.
Il grano è limitato poiché le valutazioni dei raccolti statunitensi hanno suggerito che l’umidità ha giovato al grano invernale nelle zone aride delle pianure statunitensi.
I dati USDA emessi dopo la chiusura del mercato lunedì hanno valutato il 38% del grano invernale in Kansas, il più grande stato produttore degli Stati Uniti, in condizioni da buone a eccellenti, dal 36% di una settimana prima.
La Russia, inoltre, è pronta a smettere di interferire nella regolamentazione delle esportazioni di cereali non appena il mercato si stabilizzerà, secondo quanto affermato dal ministro dell’Agricoltura Dmitry Patrushev in una riunione alla camera bassa del parlamento russo, la Duma di Stato.
In Francia, l’attività sul mercato fisico dei cereali a paglia stanno rallentando vistosamente.
I premi stanno diminuendo in assenza di una domanda significativa.
I prezzi del mais si muovono poco, con i commercianti cauti in attesa dell’inizio delle piantagioni nell’emisfero nord.
I risultati delle recenti gare che hanno visto paesi come la Romania vincere la gara egiziana la scorsa settimana, stanno facendo acquisire una maggiore consapevolezza ai commercianti.
Si pensava che i rumeni avessero venduto tutto, ed hanno venduto in Egitto.
Si pensava che i paesi Baltici avessero venduto tutto, ed hanno venduto all’Algeria.
Per quanto riguarda il prossimo raccolto in Europa, il servizio europeo Mars mostra una stima delle rese future di grano tenero a 5,89 contro le 5,7 tonnellate per ettaro dello scorso anno.
Nella gara indetta dal Pakistan per l’acquisto di 300.000 tonnellate di grano chiusa oggi, si ritiene che il prezzo più basso offerto fosse di 285,97 dollari per tonnellata c&f per la spedizione in agosto, mentre per la spedizione in aprile fosse di 323,97 dollari la tonnellata c & f.
Entrambe le offerte sarebbero state presentate dalla società commerciale Dreyfus, ma l’agenzia statale Trading Corporation of Pakistan (TCP) sta ancora valutando se accettare o meno le offerte.
Il prezzo sembra ancora alto.
La Giordania non ha effettuato acquisti nella gara internazionale per l’acquisto di 120.000 tonnellate di orzo.
Ha partecipato solo Viterra.
Si prevede che una nuova offerta sarà pubblicata il 23 marzo con gli stessi periodi di spedizione.
In questo contesto, Euronext ha chiuso con una tonnellata di grano tenero in calo di 1,00 euro nella scadenza di maggio, quotando 222,00 euro, e di 1,75 euro nella scadenza di settembre, quotando 198,50 euro.
Una tonnellata di mais, ha guadagnato 0,25 euro nella scadenza di giugno, ed 1,00 euro in quella di agosto, quotando rispettivamente 216,00 euro e 215,00 euro.
Una tonnellata di colza ha perso 0,50 euro nella scadenza di maggio, quotando 525,75 euro, e 4,00 euro nella scadenza di agosto, quotando 451,50 euro.
A Chicago, al momento della redazione del presente articolo [16/03/2021 19:15 (GMT+1)], uno staio di grano (circa 27 kg) in consegna a maggio sta quotando $ 6,4675 in aumento di 1,75 (¢/b).
Uno staio di mais (circa 25 kg) in consegna a maggio, sta quotando $ 5,5400 in aumento di 4,50 (¢/b).
Uno staio di soia (circa 27 kg) in consegna a maggio, sta quotando $ 14,2350 in aumento di 4,00 (¢/b).
Domani avremo modo di commentare come si chiuderanno le sessioni.
“L’opportunità favorisce la mente preparata ed a volte gli audaci”.
(Louis Pasteur)
