L’improvviso deterioramento dei rapporti diplomatici tra Stati Uniti e Cina, fa tremare i mercati Oltre Oceano, timori per l’arrivo di un’onda anomala in Europa.
I prezzi internazionali rimangono sotto pressione.
Una tendenza internazionale ribassista dovuta alle migliorate condizioni meteorologiche in Sud America ed all’improvviso deterioramento delle relazioni sino-americane, gravano pesantemente sui prezzi di tutte le materie prime.
Le relazioni diplomatiche tra Stati Uniti e Cina, infatti, si sono deteriorate dopo che Washington ha annunciato nuove sanzioni contro l’Impero di Mezzo, in risposta all’esclusione di alcuni funzionari eletti ad Hong Kong il mese scorso.
Conseguentemente Chicago oggi è crollata.
L’Europa continua ad avere sulla propria testa la spada di Damocle della Brexit che, ancora è ferma a pochi giorni dalla fine del periodo di transizione.
Un no-deal avrebbe gravi conseguenze sulle relazioni tra l’UE e il Regno Unito.
Quindi, anche oggi Euronext è tornato in territorio negativo, fatta eccezione per il grano, che ha guadagnato solo sul contratto a breve termine poco più di due euro, a qualche settimana dalla scadenza naturale.
Il contratto più lontano, invece, ha chiuso la settima sessione consecutiva in rosso dopo che l’Agenzia Statale Francese ha annunciato che per il 2021 sono state messe a dimora superfici per 4.7 Mha.
In realtà, alcune Agenzie private, stimano che sarebbero stati seminati ben 5,2 M ha, ovvero +900.000 ha rispetto allo scorso anno.
Stamattina sono state pubblicate anche le stime sulle superfici di colza invernale che, secondo l’Agenzia Statale, sono pari a 1,1 Mha, ovvero una cifra pressoché identica a quella dello scorso anno.
L’Unione Europea ha affermato che le esportazioni di grano tenero al 6 Dicembre, hanno raggiunto 10,44 Mt.
Si tratta di un calo del -21% rispetto alla scorsa stagione fino ad oggi.
Le esportazioni di orzo si attestano a 3,23 Mt, -12% in meno rispetto allo scorso anno.
Le importazioni di mais sono del -23% rispetto al livello della scorsa stagione a 7,23 Mt.
I dati sulle esportazioni settimanali Statunitensi, per quanto riguarda il grano sono stati in linea con le aspettative avendo raggiunto 530.871 t esportate, compreso un carico di duro dai Grandi Laghi verso l’Italia.
Anche per quanto riguarda la soia, sono state in linea con le aspettative attestandosi a 2.297.316 t.
Per quanto riguarda il mais, invece, sono state deludenti poiché si sono fermate a sole 734.079 t.
Non sono state segnalate, invece, vendite di sorgo.
L’Ucraina a Novembre ha esportato solo 4,6 Mt di grano.
Dall’inizio della stagione sono stati esportati poco più di 12 Mt di grano, il che significa che restano da caricare solo 5,5 Mt per raggiungere il limite massimo fissato dal memorandum firmato tra autorità ed esportatori.
L’orzo caricato è stato di 0,3 Mt, il totale dall’inizio della stagione è di 3,7 Mt.
Vi è stata, invece, un’accelerazione nelle spedizioni di mais con 3.1Mt caricati a novembre.
Questo porta il volume di mais già spedito durante questo raccolto, a 5Mt.
In vista della pausa di fine anno, quindi, le attività commerciali stanno già rallentando a prescindere su tutti i fronti con gli acquirenti ancor più cauti, in vista del rapporto dell’Agenzia USA in programma per giovedì.
Le novità sul fronte diplomatico tra Cina e Stati Uniti però, oggi hanno letteralmente creato il panico nei mercati di Oltre Oceano.
Il complesso dei semi oleosi era già sotto pressione, con la colza che è stata trascinata in rosso da un ulteriore forte calo della soia statunitense.
I bilanci europei in forte deficit però, potrebbero contenere le perdite su questo prodotto.
I prezzi della soia, come detto, si stavano già indebolendo in relazione al miglioramento delle condizioni meteo in Brasile, le novità di oggi hanno pesato ulteriormente.
A Kuala Lumpur, conseguentemente, anche i prezzi dell’olio di palma hanno perso ben 31 ringgit.
Questa mattina l’Eurodollaro quotava 1,2120.
Il rublo saliva leggermente a 73,80.
Il greggio a New York si sta stabilizzando sui 45,50 $ / b.
In questo contesto, ieri fondi a Chicago sono stati acquirenti netti per 15.000 lotti di mais e 2.500 lotti di grano. Sono rimasti invece neutri nella soia.
Al contrario, oggi, hanno fatto chiudere la sessione in profondo rosso, facendo registrare gravi perdite su tutte le materie prime e, certamente, le notizie sul fronte diplomatico, hanno pesato non poco sulle scelte degli investitori.
Avremo modo di commentare i mercati domani ma, osservando di primo acchito come si è chiusa la sessione a Chicago, possiamo dire che siamo di fronte ad un vero e proprio tsunami.
A livello internazionale, la Corea del Sud ha acquistato 60.000 t di mais probabilmente proveniente dagli Stati Uniti.
Taiwan ha lanciato una gara d’appalto per il mais da 65.000 t.
