Il grano sale solo a Parigi, come conseguenza del raddoppio della tassa di esportazione russa.
I prezzi record della soia cinese e le buone performance per mais e soia sulle ispezioni settimanali USA, non riescono a trascinare i prezzi a Chicago.
Inizio di settimana, quindi, molto contrastato.
Stamattina quando abbiamo visto i futures sulla soia cinese al Dalian Commodity Exchange aver raggiunto un nuovo livello record, salendo del 2,5% ovvero a 6.058 yuan ($ 937,38) per tonnellata, si era pensato che anche i mercati statunitensi potessero seguire questo trend, trascinando quelli europei.
I futures sulla soia al Dalian in tutto il mese di febbraio hanno guadagnato il 4,3%.
Tuttavia con l’evolversi della giornata i prezzi hanno preso ad evolvere in ordine sparso, lasciando Parigi in territorio positivo e portando Chicago in rosso.
La Cina, infatti, ha vistosamente rallentato gli acquisti dai produttori statunitensi di soia mentre attende le spedizioni di soia brasiliana a prezzi decisamente più convenienti.
I prezzi così alti, stanno portando ad un razionamento della domanda cinese, con molte aziende di trasformazione che hanno deciso di ridurre i volumi di schiacciamento nel corso del prossimo mese, a causa dei bassi margini di profitto.
La fiammata di stamattina quindi, da molti operatori è stata vista come una cosa fortuita, mentre il futuro della farina di soia cinese crolla tra le continue preoccupazioni per una recrudescenza della peste suina africana oltre che nel branco di maiali cinesi, in Sud Africa ed in Malesia.
E’ di stamattina, infatti, la notizia secondo cui la Malesia ha reso noto che prevede di abbattere 3.000 suini selvatici e domestici dopo un’epidemia di peste suina africana in cinghiali e maiali da cortile nello stato di Sabah, sull’isola del Borneo, riscontrata a metà febbraio.
Questa, è stata la prima scoperta della malattia in Malesia.
In questo contesto, si prevede che la superficie coltivata a soia in Cina per questa primavera diminuirà, a favore del mais che, almeno per il momento, presenta margini di profitto decisamente più elevati.
Oggi, inoltre, è stato pubblicato il rapporto settimanale sulle ispezione alle esportazioni di cereali Statunitensi redatto a cura dell’Agenzia USA, che copre la settimana fino al 25 febbraio.
Mais e soia hanno parzialmente recuperato rispetto alla settimana precedente anche se vistosamente più rallentati rispetto alla fine di Gennaio – inizio di Febbraio, mentre il frumento ha continuato a registrare un ulteriore calo.
Le tre colture messe insieme, tuttavia, sono riuscite a riprendere quasi del tutto il volume perso la settimana precedente.
Nel complessivo, infatti, le ispezioni alle esportazioni hanno registrato un +11,50% rispetto alla settimana precedente.
Il totale delle esportazioni quindi è aumentato da 2,6 milioni di tonnellate, a 2,9 milioni.
Il più grande perdente questa volta è stato il grano, che è sceso ancora una volta dalle 324.597 tonnellate della settimana precedente, a sole 272.820 t della scorsa settimana, con una perdita di oltre il 16% settimana su settimana.
Questo calo segue quello più ampio (del 22%) registrato durante la settimana che finiva il 18 febbraio.
Il Messico è stata la destinazione numero 1, con un volume complessivo di 96.000 t.
Insieme con l’Indonesia con 74.344 t e la Tailandia, con 57.900 t che hanno rappresentato tutte e tre insieme quasi l’84% dei volumi.
Taiwan, Giappone e Colombia hanno completato il totale.
Anche le ispezioni sul sorgo, sono diminuite, passando da 124.101 mt, a 120.784 mt,
La Cina ha rappresentato la destinazione n 1, accompagnata da Afghanistan e Kenya.
Finora i totali cumulativi per la campagna di commercializzazione 2020/21 sono arrivati a 1.401.677 t.
Per quanto riguarda il mais, invece, abbiamo visto una decisa ripresa delle ispezioni rispetto alla settimana precedente.
Nello specifico sono state ispezionate 1.587.819 mt di mais.
Vi è stato quindi un incremento del 22% rispetto alla settimana precedente, che aveva visto solo 1.231.810 mt ispezionate.
La Cina è tornata come destinazione numero 1, con 346.713 t, immediatamente seguita dal Giappone con 351.564 t e dal Messico con 198264 t.
Corea del Sud e Taiwan hanno completato i primi cinque.
I totali cumulativi per la campagna di commercializzazione 2020/21 sono di 25.669.415, contro i 14.206.529 t dell’anno precedente.
Anche le ispezioni sulle esportazioni di soia sono aumentate, ancorché più moderatamente, facendo registrare un + 9,5% su base settimanale e passando da 803.548 mt della settimana precedente, a 879.582 mt della scorsa.
I totali cumulativi per la campagna di commercializzazione 2020/21 rimangono comunque nettamente superiori rispetto a quelli dello scorso anno, atteso che siamo già a 51.879.094 t.
La Cina ha rappresentato quasi il 40% delle ispezioni delle esportazioni di soia, con 333.597 t.
Israele, Taiwan, Germania ed Egitto hanno completato i primi cinque.
A queste informazioni, è andata ad aggiungersi quella che ha visto il National Commodity Reserve Manager cinese vendere all’asta 1,681 mmt di grano, dalle riserve statali.
Il volume venduto è stato del 41,7% del volume offerto sul mercato.
Questo dato è molto significativo ed è indicativo del fatto che comincia ad esserci un rallentamento della domanda, atteso che questa è la seconda asta in cui non viene collocato tutto il volume offerto.
L’Egitto, inoltre, ha riferito di aver piantato ben 3,418 milioni di feddan a grano per la stagione di semina 2021, contro i 3.402 milioni di feddan della stagione precedente.
L’area coltivata quindi è aumentata leggermente di 16.000 feddan, anche se gli agricoltori non sono riusciti a raggiungere l’obiettivo previsto dal governo di 3,5 milioni di feddan.
Una primaria società di consulenza agricola russa privata, ha dichiarato stamattina di aver aumentato le proprie previsioni sulle esportazioni di grano dalla Russia per il 2020/21 di 1,2 milioni di tonnellate, portandole a 39,1 milioni di tonnellate e ciò in relazione al rapido ritmo delle esportazioni registrate negli ultimi mesi.
Questa informazione, è stata resa oggi, proprio nel giorno in cui è entrato in vigore il raddoppio della tassa russa sull’esportazione di grano.
La nuova tassa russa sull’esportazione di grano è ora pari a $ 1,64 / staio (ovvero $ 60,20 / tonnellata).
Di fine giornata, invece, è la notizia che vede l’Algeria indire una gara internazionale per l’acquisto di 50.000 t di grano duro.
La gara si chiuderà mercoledì 3 marzo, con le offerte che dovranno rimanere valide fino a giovedì 4 marzo.
La spedizione è richiesta tra il 1 ° e il 15 aprile e tra il 16-30 aprile.
In questo contesto, Euronext ha chiuso con una tonnellata di grano tenero in aumento di 5 euro nella scadenza di marzo, quotando 250,00 euro, mentre di soli 75 centesimi nella scadenza di maggio, quotando 230,25 euro.
Una tonnellata di mais, ha guadagnato di 1,25 euro nella scadenza di marzo, quotando 227,50 euro, mentre sul contratto di giugno 1,00 euro, quotando 221,00 euro.
Una tonnellata di colza ha guadagnato 4,75 euro nella scadenza di maggio, quotando 496,25 euro, mentre appena 0,75 euro nella scadenza di agosto, quotando 424,50 euro.
Situazione opposta a Chicago, dove in questo momento [01/03/2021 19:53 (GMT+1)] uno staio di grano (circa 27 kg) in consegna a marzo sta quotando a $ 6,4300 in calo di 12,00 (¢/b).
Uno staio di mais (circa 25 kg) in consegna a marzo, sta quotando $ 5,4755 in calo di 8,25 (¢/b).
Uno staio di soia (circa 27 kg) in consegna a marzo sta quotando $ 13,9600 in calo di 9,25 (¢/b).
Domani avremo modo di commentare come si chiuderanno le sessioni odierne.
“L’opportunità favorisce la mente preparata ed a volte gli audaci”.
(Louis Pasteur)
