Ieri, alcuni analisti, mentre i prodotti agricoli facevano segnare la loro terza sessione consecutiva in calo, hanno sollevato una domanda importante: “questa correzione continuerà oppure ci troviamo difronte ad un passo indietro, per farne uno ancora più avanti?”
Certo le piogge tempestive in Sud America hanno innescato una serie di vendite facendo visualizzare una correzione tecnica attesa da tempo, soprattutto su soia e mais.
Con la venuta meno delle preoccupazioni legate alla siccità in Argentina ed in Brasile, infatti, i fondi di investimento hanno compiuto una chiara mossa vendendo importanti quantità ed incassando i profitti.
I fondi in genere acquistano o vendono in periodi di tre giorni, il che dovrebbe implicare che se di correzione tecnica si trattava, oggi questa dovrebbe stabilizzarsi.
Tuttavia, le sessioni sembrano essere contrastate, nonostante una domanda internazionale che si conferma essere molto dinamica:
- l’Algeria ha acquistato 390.000 t di grano a un prezzo stimato compreso tra 313 e 314 dollari;
- la Giordania ha acquistato 120.000 tonnellate di frumento, la cui origine è facoltativa;
- il Dipartimento dell’Agricoltura degli stati Uniti, ha reso noto che oggi Cina e Messico hanno acquistato rispettivamente 136.000 t e 163.290 t di soia con consegna prevista nel 2020/2021, la Nigeria ha acquistato 138.000 t di grano HRW con consegna prevista nel 2021/2022, mentre una vendita di 336.500 t di mais è stata fatta verso una destinazione sconosciuta e sarà consegnata nel 2020/2021;
- la Tunisia ha indetto una gara con scadenza domani, per 92 kt di grano duro, 92 kt di grano tenero e 75 kt di orzo foraggero;
- SAGO ha indetto una gara per 480 kt di orzo foraggero di cui 240 kt da consegnarsi a marzo e 240 kt da consegnarsi ad aprile.
Sul fronte degli interventi finalizzati al contenimento dell’inflazione:
- l’Argentina sta valutando l’istituzione di una quota di 8,5 Mt per il 2020/21;
- l’ Ucraina potrebbe fissare una quota per l’esportazione di cereali pari a 22 Mt ma ne ha già esportato 10,25 Mt dall’inizio della campagna;
- la Russia prevede di rinnovare le tasse anche nel 2021/22.
Eppure, in questo momento [21/01/2021 17:37 (GMT+1)] il grano ed il mais stentano a trovare uno slancio con i mercati europei ed americani che stanno facendo registrare delle perdite ancorché limitate.
Soia e colza, invece, tentano un leggero rimbalzo.
Così, al CME uno staio di grano (circa 27 kg) con consegna a marzo, sta quotando a $ 6,6175, in calo di 6,00 (¢/b);
Uno staio di mais (circa 25 kg) con consegna a marzo, sta quotando a $ 5,2550, in aumento di appena 3,50 (¢/b);
Uno staio di soia (circa 27 kg) con consegna a marzo, sta quotando $ 13,7525, in aumento di soli 5,75 (¢/b).
Su Euronext , una tonnellata di grano tenero nella scadenza di marzo, sta perdendo 2,75 euro, quotando a 231,25 euro, e 2,00 euro nella scadenza di maggio, quotando 226,75 euro.
Una tonnellata di mais, è in pareggio nella scadenza di marzo, quotando 213,50 euro, mentre perde 0,25 euro sul contratto di giugno, quotando 210,75 euro.
Una tonnellata di colza sta guadagnando 7,25 euro nella scadenza di febbraio, quotando 434,75 euro e 5,50 euro nella scadenza di maggio, quotando 426,50 euro.
Quali quindi i motivi che determinano queste incertezze?
La Russia ha indicato che il suo raccolto di grano per il 2021 raggiungerà i 131 milioni di tonnellate contro i 133 milioni dello scorso anno in leggero calo quindi ma rappresenta comunque un record.
Inoltre va considerato che, presumibilmente avrà un riporto più corposo a causa delle restrizioni e della riduzione delle esportazioni pertanto maggiori disponibilità.
Gli agricoltori russi nel frattempo stanno chiedendo al governo di togliere la tassa sulle esportazioni anche alla luce delle migliori condizioni meteo
Dal punto di vista climatico, infatti, nel bacino del Mar Nero, anche se gli operatori del settore osservano l’arrivo di un’ondata di freddo, il manto nevoso sembra essere sufficiente per evitare danni da gelo.
Ed ancora, con l’aumento dell’incertezza che ha circondato i piani del governo argentino per le esportazioni di mais, gli agricoltori stanno prendendo posizione, stante gli attuali prezzi alti, prenotando vendite all’esportazione per il maggior volume possibile.
La US Energy Information Administration (EIA) oggi ha pubblicato le informazioni aggiornate sulla produzione di etanolo.
E’ evidente, i prezzi elevati del mais, stanno danneggiando la produzione del biocarburante con offerte visibilmente al ribasso ed un aumento delle scorte che vedeva un inventario all’8 gennaio ad un +1,8% sulla settimana precedente e 995,1 milioni di galloni in giacenza – ovvero il volume di scorte di etanolo più alto dall’inizio di maggio 2020.
I prezzi della soia, invece, stanno cercando di recuperare, tuttavia, i guadagni sono limitati oltre che dall’aumento delle previsioni sul raccolto brasiliano, a causa di potenziali riduzioni delle esportazioni verso la Cina.
Il ministero cinese dell’Agricoltura e degli affari rurali, infatti, ha appena reso noto che è stato riscontrato un nuovo focolaio di peste suina africana nella provincia meridionale del Guangdong e questo ha comportato l’uccisione di 214 maiali in un allevamento di 1.015 capi.
È il primo caso di malattia mortale segnalato in Cina in tre mesi.
Ed è anche la prima volta dallo scorso giugno che viene segnalato un focolaio in una fattoria fisica in Cina.
L’epidemia da Covid 19 certamente non aiuta i consumi, con i casi di coronavirus che negli Stati Uniti sono aumentati da 184.655 a 24.438.938 casi a partire da questa mattina, secondo il Johns Hopkins Coronavirus Resource Center .
Il bilancio delle vittime è aumentato di ben 4.385 unità, arrivando a 406.162 morti totali.
Anche nel Regno Unito la situazione non è migliore, stante che solo ieri sono stati registrati più di 1.800 decessi.
Domani vedremo come si chiuderanno le sessioni.
