MERCATI IN FRENATA TRA INCERTEZZE E REVISIONI SULLE PRODUZIONI DI MAIS E SOIA IN BRASILE

Alla fine della scorsa settimana tutti i cereali, hanno subito perdite generalizzate.

Anche questa settimana, inizia in rosso a seguito del graduale miglioramento delle condizioni metereologiche nelle principali aree di produzione e della permanenza di alcune incertezze socio politiche su entrambe le sponde dell’Atlantico.

Secondo l’Agenzia Statale Francese, il grano attualmente viene considerato al 96% da buono a molto buono, ovvero ben al di sopra dello scorso anno.

L’orzo, ha un rating al 94%.

In Europa, inoltre, il mercato continua a seguire con molta apprensione le discussioni in vista di un accordo post-Brexit tra europei e britannici su tre punti fondamentali:

  • l’accesso dei pescatori europei alle acque britanniche;
  • le garanzie richieste da Londra in questo settore;
  • la concorrenza e come risolvere eventuali controversie nel futuro accordo.

Così, la sterlina, è scesa dell’1% nei confronti del dollaro e dell’euro.

Non vanno meglio i mercati su Euronext, dove intorno a mezzogiorno, una tonnellata di grano tenero pur rimanendo al di sopra della soglia dei 200 euro/t, perdeva 1 euro nei contratti con scadenza dicembre venendo quotata a 204 euro e 2 euro, nei contratti con scadenza marzo, venendo quotata a 200 euro.

I lotti scambiati erano poco più di 14.500.

Contemporaneamente, la tonnellata di mais ha perdeva 2,75 euro nei contratti con scadenza gennaio venendo quotata a 184,50 euro e 3 euro nei contratti con scadenza marzo, venendo quotata a 185 euro.

I lotti scambiati erano 1.257.

Le piogge favorevoli su Brasile ed Argentina, in realtà, stanno contribuendo ad aumentare le stime dei futuri raccolti di soia e mais nel continente sudamericano e, contemporaneamente, a far abbassare, non poco, i prezzi su questi prodotti.

A questa situazione, va ad aggiungersi, il rallentamento delle attività nel mese di dicembre che, pur essendo un elemento abbastanza ricorrente in questo periodo dell’anno, pesa ulteriormente nella determinazione dei prezzi.

La svalutazione del dollaro nei confronti dell’euro e del rublo, quotati stamattina rispettivamente a 1.2130 ed a 74,10 ha ulteriormente appesantito i prezzi su tutti i principali mercati, anche se, alcuni analisti si aspettano che con la caduta del dollaro, le origini americane potrebbero diventare più competitive e, in conseguenza di ciò, far nuovamente risalire l’attuale livello dei prezzi anche Oltre Oceano.

Il petrolio tendenzialmente rimane stabile sui 46 USD al barile.

La colza, viene parzialmente supportata dalle stime della produzione di canola in Canada, però non ha subito sostanziali cambiamenti.

I prezzi della colza sono ai massimi da 7 anni a questa parte ed un ulteriore aumento, attualmente viene contenuto dal calo dei prezzi della soia.

Come detto, tutti gli analisti, stanno rivedendo al rialzo le stime della produzione di soia in Brasile, il che, ovviamente non può che gravare negativamente sull’attuale livello dei prezzi.

Attenzione però, la situazione è in continua evoluzione; AgRural, ad esempio, ha appena abbassato la propria stima sul raccolto di mais safra (mais estivo) portandola a 19,4 Mt, contro una stima precedente di 20,7 Mt.

Inoltre, il Brasile sarebbe sul punto di far accettare alla Cina prodotti usati per il trattamento fitosanitario nel mais, in vista delle esportazioni verso l’Impero di Mezzo.

Il che apre il mercato Brasiliano a nuove opportunità.

La palma stamattina a Kuala Lumpur si presentava relativamente stabile.

In questo contesto, i fondi venerdì hanno continuato le loro vendite per prese di profitto sulle posizioni lunghe, rimanendo venditori netti per 20.000 lotti di mais, 6.500 lotti di soia e 3.500 lotti di grano.

Anche oggi la situazione non sembra essere brillante con i prezzi che in questo momento stanno lottando per spuntare un pareggio.

Vedremo come si concluderà la seduta.

Il dubbio più grande rimane se la domanda cinese, continuerà ad essere sostenuta anche nel 2021.

Abbiamo già assistito all’annullamento di alcuni carichi di soia a seguito del netto calo dei margini di lavorazione.

Le prospettive per un raccolto record di soia in Brasile, quindi, determinano un ulteriore elemento ribassista.

C’è anche da dire che tutti i mercati finanziari, dopo l’euforia dei giorni scorsi, seguita all’annuncio del vaccino anti-covid, stanno attualmente vivendo dei momenti di incertezza e ciò anche in considerazione dell’esplosione del numero di casi positivi negli USA.

Sulla scena internazionale, la Turchia avrebbe acquistato nella gara conclusa venerdì scorso, 400.000 t di grano da macina.

L’origine è facoltativa ma, dati gli attuali prezzi, la Russia potrebbe essere il fornitore principale.

Per quanto riguarda il mais, l’attività di scambio rimane abbastanza sostenuta, avendo potuto assistere ad acquisti da parte di Algeria (35.000 tonnellate), Messico (182.020 tonnellate) e Corea del Sud.

Il primo ministro russo ha approvato la scorsa settimana una roadmap associata alla strategia di sviluppo del settore dei cereali.

Questa strategia prevede:

  • L’apertura di centri di selezione delle sementi;
  • La realizzazione di un sistema informativo per la tracciabilità dei cereali;
  • Uno stimolo al commercio interno ed internazionale;
  • L’ottimizzazione della logistica;
  • Lo sviluppo di meccanismi per sovvenzionare i costi di trasporto, nonché aiuti per la costruzione di terminal di carico.

L’idea è quella di raggiungere entro il 2035, 55 Mt di esportazioni annuali di cereali .

Ma questo, non sembra essere un obiettivo molto lontano, se si pensa che già quest’anno, la Russia si prepara a caricare ben più di 48 Mt.