La chiusura dei mercati statunitensi in occasione del Memorial Day riduce il numero delle contrattazioni
Calano i prezzi all’esportazione sia del grano russo che di quello ucraino
Parigi vede il grano tendenzialmente in equilibrio, il mais con qualche preoccupazione, mentre la colza cede sotto la pressione dell’olio di palma
Oggi i mercati americani sono chiusi in occasione del Memorial Day.
Le attività riprenderanno regolarmente domani mattina.
Nel frattempo, apprendiamo che le importazioni cinesi di beni americani ad aprile sono rallentate, frenando così i progressi per raggiungere gli obiettivi di acquisto concordati con gli Stati Uniti nell’accordo commerciale del 2020 cosiddetto di “Fase 1”.
La Cina ha acquistato dagli Stati Uniti, prodotti manifatturieri, agricoli ed energetici per un valore complessivo di 10,4 miliardi di dollari nel mese di aprile, portando il totale nei 16 mesi trascorsi dalla firma dell’accordo a 147 miliardi di dollari.
Questo, è stato il ritmo più lento di quest’anno ed ha raggiunto solo il 38,9% dell’obiettivo biennale fissato a 378 miliardi di dollari.
A marzo aveva raggiunto il 36,1%.
Nel frattempo, la Cina ha annunciato che rafforzerà i controlli sui prezzi di ferro, rame, mais, soia, petrolio greggio, gas naturale ed altre materie prime per affrontare le fluttuazioni anormale dei prezzi.
La Cina, inoltre, si sta organizzando per creare una solida offerta di cereali e stabilizzare i prezzi.
La Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma, ovvero, l’agenzia di pianificazione economica cinese, ha dichiarato che è loro ferma intenzione reprimere i monopoli nei mercati delle materie prime, la diffusione di informazioni false e l’accaparramento.
La dichiarazione del governo cinese riflette le crescenti preoccupazioni per l’impennata dei prezzi delle materie prime, che sono stati sovraccaricati dalla ripresa industriale del paese dopo la pandemia.
I prezzi di mais e soia statunitensi, quindi, con l’incremento notevole degli ettari coltivati in America quest’anno, dipendono prevalentemente dalla futura domanda di esportazione verso la Cina.
Tuttavia, con la repressione dell’inflazione in Cina, gli operatori commerciali cominciano a chiedersi se, quanto e fino a quando i cinesi continueranno a comprare questi prodotti.
Una prima cosa è certa, i maiali ingrassati a dismisura in Cina, hanno fatto crollare i prezzi dei suini vivi nel paese.
Gli allevatori cinesi, infatti, hanno iniziato ad ingrassare i loro maiali a partire dalla fine dell’anno scorso, fino a quasi raddoppiare il loro peso normale, nella speranza che gli animali generassero rendimenti più elevati visti i prezzi in crescente aumento.
Al contrario, i prezzi all’ingrosso della carne suina cinese sono crollati di oltre il 40% da metà gennaio a questa parte, a causa della domanda fiacca, dell’aumento delle importazioni e delle vendite da panico da parte degli allevatori dopo l’insorgenza di nuovi focolai di peste suina africana.
Pertanto, secondo alcuni analisti, ci si aspetta un continuo calo dei prezzi del maiale cinese, con il crollo che non raggiungerà il minimo almeno fino al prossimo anno o addirittura il 2023.
Vedremo come e in che misura ciò impatterà sui prezzi di mais e soia nel prossimo avvenire.
Nel frattempo, proprio nel giorno del Memorial Day, che coincide con l’inizio della stagione automobilistica americana, riscontriamo che il prezzo medio della benzina al dettaglio negli Stati Uniti ha raggiunto oggi un nuovo massimo, superando leggermente i prezzi osservati durante la crisi del gasdotto coloniale ad inizio maggio.
Con $ 3,046 al gallone, questo è prezzo più costoso da ottobre ad oggi.
In Brasile la situazione sembra ormai irreversibile almeno nelle zone più precoci e ciò, nonostante alcune piogge benefiche giunte durante il fine settimana, a detta di alcuni, troppo tardi per sostenere i raccolti.
La produzione di mais brasiliano, infatti, dovrebbe essere significativamente inferiore alle ultime proiezioni del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, che contava su 102 Mt.
Passando ad analizzare il mercato europeo, i prezzi del grano oggi sono stati tendenzialmente negativi, mentre sono proseguite le tensioni sul mais, con delle preoccupazioni sulla disponibilità, almeno nell’immediatezza, nel continente europeo.
Un clima tendenzialmente più favorevole, sta esercitando in ogni caso, una certa pressione sui prezzi.
I prezzi della colza, invece, hanno subito un calo di quasi l’1%, sulla scia dell’olio di palma malese.
L’olio di palma ha in effetti ceduto un po’ di terreno, a seguito dello sviluppo della pandemia nella zona asiatica.
Nel frattempo, la società di consulenza Strategie Grains ha mantenuto pressoché invariate le sue previsioni per il raccolto di colza 2021 nell’Unione europea a 27 nazioni stimandole a 16,82 milioni, contro i 16,78 milioni di tonnellate previsti un mese fa.
Le prospettive per il raccolto di quest’anno sono del 2,2% superiori alla stima di 16,45 milioni di tonnellate prodotte nel 2020.
Di seguito le stime nel dettaglio:
Produzione 2019-20 2020-21 2021-22(prev.) 2021-22 (new) Pct 2021/20
Colza 15.58 16.45 16.78 16.82 2.2% Girasole 9.42 8.68 9.90 9.88 13.8% Soia 2.68 2.58 2.81 2.77 7.4%
Le stime di produzione indicate sono in milioni di tonnellate.
Rimanendo nell’area europea, a seguito delle condizioni invernali e primaverili più asciutte nella zona centrosud orientale della Turchia, si prevede che le dimensioni del nuovo raccolto di grano siano in calo a 16 Mln T contro i 18 del 20/21, incluso il grano duro.
Di questo, si stima che la produzione sarà pari 2,75 Mln T, contro 3.5 del 20/21.
Per quanto riguarda l’orzo si stima che si produrranno solo 5 Mln T contro i 7,5 del 20/21.
Non sono escluse revisioni al ribasso.
In Medioriente, l’acquirente statale giordano di cereali ha indetto una nuova gara internazionale per l’acquisto di 120.000 tonnellate di orzo per uso zootecnico.
La scadenza per la presentazione delle offerte è il 9 giugno.
Era attesa una nuova gara dopo che la Giordania non aveva effettuato acquisti nella sua precedente gara, non essendo riuscita ad attirare alcun partecipante.
La Giordania ha annullato diverse gare sull’orzo nelle ultime settimane a causa della scarsa partecipazione delle case commerciali.
La spedizione è richiesta in una serie di possibili combinazioni da 60.000 tonnellate cadauno.
Le possibili date sono 1-15 ottobre, 16-31 ottobre, 1-15 novembre e 16-30 novembre.
Spostandoci in Nord Africa, il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune ha esortato ieri il suo governo ad incrementare la produzione di grano duro ed a ridurre le importazioni di grano tenero.
Il paese nordafricano, è uno dei maggiori importatori di grano al mondo, produce parte del proprio fabbisogno di grano duro, ma fa molto affidamento sulle importazioni di grano tenero, in special modo dalla Francia.
L’Algeria, che è membro dell’OPEC, ha cercato di tagliare la spesa per l’acquisto di cibo ed altri beni poiché il paese sta affrontando pressioni finanziarie dopo un calo delle entrate del petrolio e del gas, la principale fonte di finanziamento statale.
“C’è la necessità di adottare i metodi scientifici disponibili per aumentare i livelli di produzione di cereali”, ha detto Tebboune in una dichiarazione presidenziale durante una riunione del gabinetto.
Nel frattempo, l’agenzia statale per i cereali algerina OAIC ha acquistato almeno 200.000 tonnellate di grano duro da origini facoltative in una gara conclusasi la scorsa settimana.
Il prezzo è stato tra $ 380 e $ 385 a tonnellata C&F.
La spedizione è richiesta tra il 1 ed il 15 luglio e tra il 16 ed il 31 luglio.
Spostandoci nel bacino del Mar Nero, la società di consulenza agricola russa IKAR oggi ha dichiarato di aver aumentato le previsioni per il raccolto di grano della Russia 2021 di 500.000 tonnellate portandole a 79,5 milioni di tonnellate.
La stima è stata aumentata a seguito del miglioramento del clima nelle regioni meridionali della Russia e di un’elevata area di semina a grano primaverile nelle regioni centrali.
Sovecon prevede che il raccolto di grano del 2021 sarà pari a 80,9 milioni di tonnellate.
Nel frattempo, la tassa sulle esportazioni di grano dalla Russia diminuirà drasticamente dal 2 giugno.
La tassa sulle esportazioni di grano sarà fissata a 28,1 dollari per tonnellata a partire dal 2 giugno e fino all’8 giugno e sarà rivista settimanalmente.
Le tasse all’esportazione sull’orzo e sul mais, invece, saranno rispettivamente di $ 39,6 e $ 52,2 per tonnellata.
Ciò significa per il grano una forte riduzione rispetto agli attuali 50 euro (61 dollari), mentre per orzo e mais rappresenta un incremento poiché attualmente sono fissate rispettivamente a 10 euro e 25 euro per tonnellata.
Secondo alcune società di consulenza, questo dovrebbe sostenere le esportazioni di grano della Russia a partire da giugno.
Contestualmente, i prezzi all’esportazione per il grano di nuovo raccolto sono diminuiti la scorsa settimana anche a seguito del calo dei parametri di riferimento globali sia a Chicago che a Parigi.
I prezzi per il grano di nuova produzione con un tenore di proteine del 12,5% dai porti del Mar Nero in consegna nella seconda metà di luglio sono stati pari a $ 256 a tonnellata franco a bordo (FOB), ovvero in calo di $ 4 rispetto alla settimana precedente.
L’orzo è sceso di 3 dollari quotando a 245 dollari la tonnellata.
Anche i prezzi all’esportazione del grano ucraino sono scesi, perdendo ulteriori 5 dollari a tonnellata nell’ultima settimana.
I prezzi per il grano tenero di alta qualità sono stati compresi tra $ 260 e $ 265 a tonnellata FOB porto del Mar Nero.
Anche il grano uso zootecnico ha perso $ 5 a tonnellata quotando tra $ 258 e 263 FOB Mar Nero.
I prezzi del mais si sono attestati tra $ 278 e $ 291 FOB, mentre i prezzi dell’orzo sono stati quasi invariati essendo compresi tra $ 241e $ 249 per tonnellata FOB Mar Nero.
Il governo ha affermato che le esportazioni di grano potrebbero diminuire quest’anno e fermarsi a soli 45,8 milioni di tonnellate.
Le esportazioni, infatti, sono diminuite del 23% nei primi 11 mesi della stagione 2020/21 luglio-giugno raggiungendo 41,85 milioni di tonnellate.
Il volume includeva 15,88 milioni di tonnellate di grano, 21,14 milioni di tonnellate di mais e 4,17 milioni di tonnellate di orzo.
Le previsioni sul raccolto di cereali 2021 dell’Ucraina sono pari a 73,6 milioni di tonnellate.
Il raccolto lo scorso anno è stato di 64,9 milioni di tonnellate.
Spostandoci più a sudest, l’Iraq ha procurato fino ad ora oltre due milioni di tonnellate di grano locale, ha detto ieri il ministero del Commercio.
Il ministero ha affermato di aver acquistato circa 2,4 milioni di tonnellate di grano tenero di prima scelta, circa 161.786 tonnellate di seconda scelta e 6.861 tonnellate di terza classe.
L’organizzazione statale dei cereali dell’Arabia Saudita (SAGO) ha accettato di acquistare 562.000 tonnellate di grano in consegna tra agosto e settembre ad un prezzo medio di $ 299,55 per tonnellata.
Questo è stato l’esito della gara conclusasi venerdì scorso dove l’Organizzazione Governativa si impegnava ad acquistare un massimo di 720.000 tonnellate di Hard Wheat con il 12,5% di contenuto proteico.
Le origini offerte sono state Unione Europea, la regione del Mar Nero, il Nord America, il Sud America e l’Australia.
Il venditore ha la possibilità di selezionare l’origine fornita.
Gli acquisti sono stati effettuati in dollari per tonnellata C&F.
Nello specifico, da consegnarsi al Porto di Jeddah
– 65.000 tonnellate offerte da Agrorodeo a $ 300,58 C&F (10-20 agosto);
– 60.000 tonnellate da Holbud Limited a $ 296,97 C&F (1-10 settembre);
– 60.000 tonnellate da Olam a $292,50 C&F (20-30 settembre);
– 60.000 tonnellate da Holbud Limited a $ 295,00 C&F (20-30 settembre).
Da consegnarsi al Porto di Yanbu:
– 60.000 tonnellate da Solaris a $299,20 C&F (20-30 agosto);
– 65.000 tonnellate da ADM Hellas a $293,14 C&F (10-20 settembre);
– 65.000 tonnellate da Cargill a $297,54 C&F (10-20 settembre);
Da consegnarsi a Dammam:
– 65.000 tonnellate da Agrorodeo a $ 310,71 C&F (1-10 agosto);
– 62.000 tonnellate da Louis Dreyfus a $ 309,65 C&F (10 – 20 settembre).
Nelle offerte è stato proposto anche un po’ di grano russo, nonostante l’incertezza sulle tasse di esportazione.
Si ritiene inoltre che parte dell’acquisto provenga dagli stati baltici, inclusa la Lituania.
Nella sua precedente gara di grano Hard Wheat, all’inizio di aprile, SAGO aveva acquistato 295.000 tonnellate al prezzo più basso di 268,89 dollari a tonnellata c&f.
L’acquirente statale di cereali del Bangladesh, nella gara internazionale per l’acquisto e l’importazione di 50.000 tonnellate di grano che si è conclusa domenica, ha ricevuto come offerta di prezzo più bassa quella di 339,33 dollari a tonnellata CIF.
Nessun acquisto è stato ancora effettuato e le offerte sono ancora in fase di valutazione.
Si ritiene che l’offerta più bassa sia stata presentata dalla casa commerciale Aston.
In questo contesto, Euronext, al momento della redazione del presente report [ 31/05/2021 17:06 (GMT+1)] vede una tonnellata di grano tenero invariata nella scadenza di settembre ed in aumento di 0,25 euro in quella di dicembre, quotando rispettivamente 211,25 euro e 210,00 euro.
Una tonnellata di mais, che guadagna 1,75 euro nella scadenza di giugno e di 1,50 euro in quella di agosto, quotando rispettivamente 269,50 euro e 262,50 euro.
Una tonnellata di colza che perde 6,25 euro nella scadenza di agosto, quotando 513,50 euro e 5,75 nella scadenza di novembre, quotando 507,00 euro.
Domani avremo modo di vedere come si chiuderà la sessione.
“L’opportunità favorisce la mente preparata ed a volte gli audaci”.
(Louis Pasteur)
