MERCATI EUROPEI ED AMERICANI IN CALO

L’elevato livello dei prezzi, porta i fondi ad intascare i profitti ottenuti nelle ultime settimane

La notizia dell’arrivo delle piogge in Sud America, sta trascinando i prezzi dei principali contratti di grano, mais e soia, saliti nelle ultime settimane ai massimi da sei anni, verso il basso.

Sia Parigi che Chicago, stanno facendo trapelare una situazione che, secondo alcuni analisti, dovrebbe esser vista solo come una correzione tecnica ovvero come la conseguenza delle prese di profitto da parte dei fondi, piuttosto che come un cambiamento dei fondamentali.

Quando il mercato sale di 15 euro, infatti, è plausibile che vi siano delle pause di riflessione subito dopo.

Tuttavia, questa flessione potrebbe durare anche nei giorni a venire ma attenzione, data la fermezza dei fondamentali, questi cali potrebbero stimolare a fare nuovi acquisti e quindi portare a nuovi rialzi.

L’agenzia Datagro, infatti, ha aumentato il raccolto di soia del Brasile portandolo ad un record di 135,6 milioni di tonnellate.

La superficie coltivata a soia è stata stimata in 38,75 milioni di ettari.

Ed è proprio la soia che sta guidando i mercati al ribasso.

Tuttavia, avvertiamo che anche con un raccolto record di soia sudamericana, rimane poco spazio nel bilancio globale per un uso più elevato.

Le forniture di grano rimarranno stabili nei prossimi tre mesi, ovvero fino a quando il raccolto in India non sarà in corso, tuttavia il grano continua ad essere legato al futuro del mais.

E mentre le prospettive di produzione di soia prevedono un raccolto record in Sud America, la produzione di mais non dovrebbe raggiungere un record.

A tal proposito, infatti, sempre Datagro, ha stimato la produzione totale di mais brasiliano a 110 milioni di tonnellate, in calo rispetto ai 114 milioni precedenti.

La superficie coltivata a mais, invece, è prevista a 19,6 milioni di ettari.

Si prevede che la domanda cinese rimarrà forte e che le forniture degli Stati Uniti stiano diminuendo.

Questa situazione, quindi, dovrebbe contribuire a mantenere un certo sostegno ai mercati nonostante la debolezza che stiamo visualizzando in questo momento [20/01/2021 16:57 (GMT+1)] con uno staio di grano (circa 27 kg) in consegna a marzo, che sta quotando, dopo una sessione all’insegna del segno meno, a $ 6,7300, ovvero con un guadagno di appena 0,75 (¢/b).

Uno staio di mais (circa 25 kg) in consegna a marzo, sta quotando a $ 5,2300, ovvero in calo di 3,00 (¢/b).

Uno staio di soia (circa 27 kg) in consegna a marzo sta quotando a $ 13,7300, in calo di 12,75  (¢/b).

Anche il mercato europeo, sta cancellando parte dei guadagni dei giorni scorsi.

Per alcuni produttori europei, infatti, stante le attuali condizioni delle colture, questi livelli di prezzo sul prossimo raccolto, oscillanti intorno ai 200 euro, sono ritenuti “soddisfacenti”.

Così, poco su Euronext, una tonnellata di grano tenero sta perdendo 1,00 euro nella scadenza di marzo, quotando a 234,75 euro, e di 1,25 euro, nella scadenza di maggio, quotando 229,50 euro.

Una tonnellata di mais sta scendendo di 2,75 euro, nella scadenza di marzo, quotando 213,75 euro, e di 2,75 euro nella scadenza di giugno, quotando 211,00 euro.

Una tonnellata di colza sta scendendo di 2.50 euro nella scadenza di febbraio, quotando 430,25 euro e di 3,00 euro nella scadenza di maggio, quotando 422,25 euro.