MERCATI EUROPEI ED AMERICANI DISALLINEATI

Il grano a Chicago continua a restringersi a causa dei prezzi russi e dell’intensa nevicata arrivata sulle pianure americane.

Si osserva, invece, un lieve rimbalzo su Euronext, grazie alla gara egiziana che ha visto i francesi, guidati dal Gruppo Soufflet, aggiudicarsi ben 240.000 ton ovvero metà degli acquisti fatti oggi dal GASC.

Il prezzo del grano a Chicago è sceso quindi, a causa del calo dei prezzi russi, a sua volta causato da una ripresa delle vendite da parte degli agricoltori, prima dell’introduzione delle tasse all’esportazione.

In ragione di ciò, una delle principali agenzie di consulenza agricola della Russia, ha alzato la cifra per le esportazioni di grano russo per la campagna 2020-2021, portandola a 37,9 milioni di tonnellate (Mt), contro i 36,3 Mt precedenti.

A ciò, è andata ad aggiungersi una vasta tempesta di neve nel corso del fine settimana che ha colpito gli Stati Uniti portando una buona dose di ottimismo sulle pianure meridionali e centrali ed in particolare, per quanto riguarda il grano, sulle aree del Kansas e dell’Oklahoma.

Ciò, ovviamente, potrebbe aumentare i rendimenti e questo, inevitabilmente pesa sulle scelte dei trader e quindi sui prezzi.

Il rafforzamento del dollaro USA e l’esito della gara indetta dal GASC che ha visto l’Egitto optare per il grano dell’Unione Europea e del Mar Nero, hanno creato ulteriori venti contrari.

Così a Chicago, i prezzi del grano che a gennaio avevano raggiunto i massimi pluriennali, sono stati messi in pausa a seguito di un round di vendite tecniche e di prese di profitto nel corso della sessione odierna, arrivando a perdere quasi l’1%.

Anche i prezzi del mais sono scesi di oltre l’1%, nonostante stamattina sia stata annunciata dall’Agenzia americana, un’altra grande vendita lampo di 115.000 t di mais statunitense al Messico.

I fondamentali sul mais sono ancora solidi, tuttavia, gli operatori stanno attendendo il prossimo rapporto sulle stime della domanda e dell’offerta agricola mondiale predisposto dall’Agenzia USA e che sarà in uscita esattamente tra una settimana a partire da oggi.

Gravano sul mais anche i dati rilasciati ieri pomeriggio dall’Agenzia statunitense e che hanno visto fino a dicembre usati solo 430,4 milioni di bushel di mais per produrre etanolo, contro i 479,2 milioni di bushel di un anno fa.

La produzione di etanolo si è mantenuta infatti ridotta nelle ultime cinque settimane, oscillando in una media giornaliera che va da 933.000 barili a 945.000 barili.

La US Energy Information Administration rilascerà domani mattina il prossimo lotto di dati sulla produzione settimanale di etanolo ed avremo modo di valutarne i dati.

I prezzi della soia hanno seguito quelli del mais e sono diminuiti di circa lo 0,8%, in un contesto di vendite tecniche, oggi ancora più marcate a causa della crescente pressione del prossimo raccolto sudamericano che ha applicato ulteriori venti contrari, comportando perdite a due cifre.

Per quanto riguarda la soia, ci sono diversi fattori da considerare oltre alla potenziale produzione sudamericana: le tendenze dell’utilizzo di questo prodotto nei mangimi, le esigenze della Cina in evoluzione e, cosa da non sottovalutare il “sentiment” degli agricoltori.

Nelle ultime settimane, infatti, le idee degli agricoltori sono diventate leggermente meno rialziste rispetto allo scorso mese.

Gli agricoltori continuano ad essere ottimisti riguardo ai prezzi dei cereali ed ai valori dei terreni agricoli, ma restano diffidenti nei confronti di possibili questioni politiche sotto la nuova amministrazione Biden, con oltre quattro quinti degli intervistati (83%) che si aspettano normative ambientali più rigide in futuro.

Pertanto, uno staio di grano (circa 27 kg) in consegna a marzo è terminato a $ 6,4475 in calo di 6,25 (¢/b).

Uno staio di mais (circa 25 kg) in consegna a marzo è terminato a $ 5,4275 in calo di 6,50 (¢/b).

Uno staio di soia (circa 27 kg) in consegna a marzo è terminato a $ 13,5400, in calo di 11,25 (¢/b).

Su Euronext, invece, i prezzi del grano sono stati animati dall’esito della gara egiziana che ha visto il GASC, dopo 49 lunghi giorni di assenza e la cancellazione di una gara, acquistare 480KT di grano [il più grande acquisto dalla fine di agosto].

La Francia, guidata dal gruppo Soufflet è stato il grande vincitore con 240KT assegnati!

Le altre origini sono state: 120KT Russia, 60KT Ucraina e 60KT Romania.

Il prezzo medio FOB è stato di $ 293,7 / T contro ~ $ 270,0 di dicembre ed i $ 231,1 LY.

L’origine russa, nonostante le tasse, è stata l’offerta più bassa a $ 311,40 / t (FOB + trasporto).

Conseguentemente, su Euronext, una tonnellata di grano tenero è aumentata di 2,50 euro nella scadenza di marzo, quotando 226,00 euro e di 1,00 euro nella scadenza di maggio, quotando 220,75 euro.

Una tonnellata di mais, invece, ha guadagnato 0,50 euro nella scadenza di marzo, quotando 217,00 euro, ed 1,00 euro nella scadenza di giugno, quotando 213,25 euro.

La colza, invece, sta cedendo sotto la pressione dell’olio di palma, in forte calo a Kula Lumpur dopo che l’India ha annunciato la sua intenzione di aumentare le tasse di importazione.

Nei giorni scorsi la colza europea aveva trovato supporto nella canola canadese, che presenta i prezzi più alti da 13 anni, in un contesto in cui le scorte di riporto in Canada potrebbero scendere sotto il milione di tonnellate.

Così, una tonnellata di colza è scesa di 1,50 euro nella scadenza di maggio a 439 euro e di 0,75 euro nella scadenza di agosto, quotando 400,25 euro.