Parigi cerca di recuperare posizioni in prossimità della fine della sessione, mentre Chicago tenta un rimbalzo
Le notizie poco rassicuranti in arrivo dal Brasile e le ispezioni settimanali sull’esportazione dei cerali USA superiori alle aspettative, danno il via ad una settimana che si prospetta essere molto volatile
I prezzi sul grano sono stati instabili all’inizio della giornata, a seguito delle tempeste del fine settimana che hanno portato un discreto livello di umidità nelle principali aree delle pianure statunitensi, coltivate a grano invernale.
Mais e soia, invece, hanno iniziato in rosso poiché i traders attendevano maggiori informazioni sul meteo e sui raccolti sudamericani oltre che sulle prospettive di semina negli Stati Uniti.
A proposito delle prospettive di semina infatti, oggi sono stati resi noti i risultati del sondaggio annuale condotto dalla società di intermediazione ed analisi delle materie prime Allendale Inc, secondo cui gli agricoltori statunitensi dovrebbero piantare 92,828 milioni di acri di mais nel 2021 e 90,317 milioni di acri di soia.
Le piantagioni a mais secondo il sondaggio sarebbero quindi superiori alle previsioni dell’Outlook del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti considerate a 92,0 milioni di acri e superiori ai 90,8 milioni di acri piantati nel 2020.
Le piantagioni di soia previste supererebbero le ultime previsioni dell’USDA fatte a 90,0 milioni di acri e supererebbero di gran lunga gli 83,1 milioni di acri piantati a soia nel 2020.
Il sondaggio ha anche indicato che le piantagioni a grano negli Stati Uniti raggiungeranno 46,409 milioni di acri, ovvero ben al di sopra delle previsioni dell’USDA considerate a 45,0 milioni e dell’area piantata nel 2020 pari a 44,3 milioni di acri.
E ciò in considerazione del fatto che a grano invernale si stima siano stati piantati 32,205 milioni di acri, mentre a grano primaverile si stima si possa giungere a 12,465 milioni di acri.
A grano duro si stima siano stati piantati 1,740 milioni di acri.
Un dollaro più forte, ha aggiunto ulteriore pressione sui prezzi, rendendo, in teoria, i cereali statunitensi meno competitivi a livello globale ma nella pratica più a buon mercato.
La forza nei mercati globali sugli oli vegetali invece ha continuato a sostenere i prezzi dell’olio di soia, praticamente in maniera ininterrotta.
Nel corso della giornata però, lo scenario è cambiato con una serie di informazioni che hanno innescato un giro di acquisti tecnici riportando in positivo gran parte dei prezzi.
La prima notizia è arrivata dalla Cina dove, ad un’asta indetta sulle riserve statali, sono state vendute 2,26 milioni di tonnellate di grano, ovvero il 56% dell’offerta totale.
Il volume venduto, ad un prezzo medio di 2.376 yuan ($ 365,30) per tonnellata, è aumentato rispetto alla settimana precedente a seguito della forte domanda da parte dei produttori di mangimi che stanno utilizzando il grano in sostituzione del mais molto costoso.
In Brasile, Sorriso, la principale città agricola del Brasile, ha dichiarato ufficialmente “lo stato di emergenza”.
La città del Mato Grosso, il più grande stato produttore di soia del Brasile, dopo aver ricevuto circa 800 millimetri di pioggia negli ultimi 45 giorni, ha dichiarato lo stato di emergenza l’11 marzo scorso per aver subito diverse perdite e danneggiamenti alle infrastrutture locali.
Il decreto di emergenza consentirà, tra l’altro, agli agricoltori di poter rinegoziare contratti e debiti.
Il governo locale stima perdite per 269 milioni di dollari solo nel settore privato.
L’area coltivata a soia nella zona di Sorriso è stimata pari a circa 620.000 ettari.
A livello nazionale, i coltivatori brasiliani hanno raccolto solo il 46% della superficie a soia, rispetto al 59% di un anno fa, mentre la semina del secondo raccolto di mais, che viene piantato nelle stesse aree, dopo che la soia è stata raccolta, è al 74%, contro l’89% della stagione precedente.
Nella gran parte delle aree del Brasile, quindi, la finestra climatica ideale per piantare il secondo raccolto di mais ormai si è chiusa.
Il rapporto sulle ispezioni alle esportazioni di cereali dell’USDA, pubblicato stamattina e che copre la settimana fino all’11 marzo, ha rilasciato dati contrastanti ma prevalentemente positivi, specialmente per il mais e per il grano.
Gli analisti, infatti, si aspettavano una grande settimana per quanto riguarda le ispezioni sulle esportazioni di mais, ma i numeri effettivamente hanno superato di gran lunga l’intera gamma delle ipotesi commerciali.
Anche il grano si è mosso moderatamente al rialzo rispetto alla settimana precedente, mentre la soia ha subito un modesto calo.
Entrando nei numeri, le ispezioni sulle esportazioni di mais sono aumentate del 32% rispetto al conteggio della scorsa settimana, raggiungendo gli 86,8 milioni di bushel.
Questo è stato anche al di sopra dell’intera gamma di ipotesi commerciali, che era compresa tra 47,2 milioni e 74,8 milioni di bushel.
I totali cumulativi per la campagna di commercializzazione 2020/21 hanno raggiunto 1,179 miliardi di bushel.
Il Giappone è emerso come la destinazione numero 1, con 20,3 milioni di bushel.
Messico, Cina, Colombia e Corea del Sud hanno completato i primi cinque.
Le ispezioni sulle esportazioni di sorgo sono aumentate leggermente, raggiungendo i 9,2 milioni di bushel.
La totalità del sorgo è destinata alla Cina, che è stata di gran lunga l’acquirente dominante negli ultimi mesi.
I totali cumulativi per la campagna di commercializzazione 2020/21 rimangono molto più avanti rispetto al ritmo dello scorso anno, con 157,8 milioni di bushel.
Le ispezioni sulle esportazioni di soia, invece, sono state relativamente deludenti, con un calo del 13% su base settimanale, raggiungendo 19,1 milioni di bushel.
Ciò, comunque, rientrava al centro delle ipotesi commerciali che oscillavano tra 12,9 milioni e 23,9 milioni di bushel.
I totali cumulativi per la campagna di commercializzazione 2020/21 hanno raggiunto 1,915 miliardi di bushel.
La Cina è stata ancora una volta la destinazione numero 1, con altri 5,9 milioni di bushel.
Egitto, Bangladesh, Messico e Indonesia hanno completato i primi cinque.
Le ispezioni sul grano hanno registrato miglioramenti settimanali del 41%, salendo a 25,1 milioni di bushel.
Anche in questo caso è stata superata l’intera serie di ipotesi commerciali, che oscillavano tra 11,0 milioni e 18,4 milioni di bushel.
I totali cumulativi per la campagna di commercializzazione 2020/21, rimangono ancora leggermente inferiori rispetto al ritmo dello scorso anno ma hanno già raggiunto 708,3 milioni di bushel.
Le Filippine sono state di gran lunga la destinazione numero 1, con oltre 6,5 milioni di bushel.
Corea del Sud, Cina, Bangladesh e Repubblica Dominicana hanno completato le prime cinque posizioni.
A temperare gli animi in una fase successiva della sessione la National Oilseed Producers ‘Association (NOPA) che ha rilasciato i volumi di schiacciamento aggiornati per febbraio 2021.
Il mese di febbraio tende sempre a offrire i numeri più piccoli dell’intera campagna di commercializzazione.
Il volume di febbraio di quest’anno non è stato un’eccezione, soprattutto dopo che molti impianti di frantumazione sono stati costretti a chiudere a metà febbraio poiché le materie prime come il gas naturale sono state assorbite dalla domanda per il riscaldamento delle abitazioni a seguito dell’eccezionale ondata di freddo.
Gli analisti di mercato, si aspettano un volume di schiacciamento pari a 168,6 milioni di bushel, con un intervallo previsto tra 158,8 milioni e 175,3 milioni di bushel.
Tuttavia i dati diffusi sono stati ben al di sotto delle aspettative commerciali, scendendo al minimo degli ultimi 17 mesi.
Totalmente diverso l’approccio sui mercati europei, dove è prevalsa una giornata all’insegna dell’incertezza con gli operatori molto combattuti tra prospettive di produzioni record, concorrenza con i mercati del Mar Nero e gli avvenimenti d’Oltre Oceano.
La mancanza di dinamismo nell’esportazione del grano francese, è stata la principale causa dell’ingessatura del mercato europeo.
Questo rallentamento nelle esportazioni ha portato la scorsa settimana ad una revisione al rialzo delle scorte del grano francese, portata a 2,7 milioni di tonnellate.
Il frumento francese, infatti, deve far fronte alla concorrenza del frumento di origine baltica e dell’Europa orientale, come abbiamo avuto modo di vedere nell’ultima gara egiziana vinta dalla Romania.
I prezzi all’esportazione del grano russo, inoltre, sono diminuiti per la seconda settimana consecutiva la scorsa settimana proprio dopo che l’origine russa ha perso l’importante gara d’appalto in Egitto.
I prezzi all’esportazioni del grano ucraino hanno perso $ 1 – $ 2 a tonnellata nell’ultima settimana in conseguenza del calo del grano russo ed in previsione di un aumento del raccolto 2021.
I prezzi per il 12,5% di proteine del grano di origine ucraina era compreso tra $ 279 e $ 286 per tonnellata FOB Mar Nero, mentre l’11,5% è stato quotato tra $ 277 e $ 285 per tonnellata.
Il centro meteorologico statale ucraino ha dichiarato questo fine settimana che circa il 98% dei raccolti di grano invernale ucraino e il 100% dell’orzo invernale sono in buone condizioni.
Il governo ha affermato che un clima favorevole potrebbe aiutare gli agricoltori ad aumentare il raccolto di cereali spingendolo fino a 75 milioni di tonnellate contro i 65,5 milioni di tonnellate del 2020.
D’altra parte, anche le condizioni di coltivazione del grano francese sono state considerate all’88% tra “buone” e “molto buone”.
La Francia, infatti, stante così le cose, produrrebbe 35,9 Mt di grano, ovvero 7 Mt in più rispetto allo scorso anno!
E questo, certamente, non favorisce un mercato rialzista.
I prezzi all’esportazione del mais ucraino invece sono aumentati da $ 2 a $ 4 a tonnellata quotando $ 262- $ 270, mentre i prezzi dell’orzo sono rimasti stabili a $ 259- $ 265 FOB Mar Nero.
Sulla scena internazionale l’agenzia statale iraniana per gli acquisti, la Government Trading Corporation (GTC), ha pubblicato gare internazionali per l’acquisto di 30.000 tonnellate di olio di soia, 30.000 tonnellate di olio di girasole e 30.000 tonnellate di olio di palma.
La spedizione è stata richiesta in marzo ed in aprile.
Il termine ultimo per la presentazione delle offerte di prezzo è mercoledì 18 marzo.
In questo contesto, Euronext ha chiuso con una tonnellata di grano tenero in calo di 0,25 euro nella scadenza di maggio, quotando 223,00 euro, mentre ha guadagnato 1,00 euro nella scadenza di settembre, quotando 200,25 euro.
Una tonnellata di mais, ha guadagnato 0,25 euro nella scadenza di giugno, mentre ne ha perso altrettanto in quella di agosto, quotando rispettivamente 215,75 euro e 214,00 euro.
Una tonnellata di colza ha guadagnato 4,25 euro nella scadenza di maggio, quotando 526,25 euro, mentre ha perso 0,50 euro nella scadenza di agosto, quotando 455,50 euro.
A Chicago, al momento della redazione del presente articolo [15/03/2021 19:19 (GMT + 1)], uno staio di grano (circa 27 kg) in consegna a maggio sta quotando $ 6,4375 in aumento di 5,25 (¢/b).
Uno staio di mais (circa 25 kg) in consegna a maggio, sta quotando $ 5,4800 in aumento di 9,00 (¢/b).
Uno staio di soia (circa 27 kg) in consegna a maggio, sta quotando $ 14,1850 in aumento di 5,25 (¢/b).
Domani avremo modo di commentare come si chiuderanno le sessioni.
“L’opportunità favorisce la mente preparata ed a volte gli audaci”.
(Louis Pasteur)
