Sessioni all’insegna della volatilità sia a Parigi che a Chicago
Seduta in chiusura pressoché invariata sul mercato europeo, nonostante la nuova gara indetta dall’Algeria
Mercati statunitensi fortemente limitati, anche a fronte dell’ennesima vendita eccezionale di mais fatta alla Cina
I prezzi del mais negli Stati Uniti avevano ripreso a crescere, a seguito di un mini rally nella sessione mattutina, salvo poi ridimensionarsi su guadagni decisamente più modesti in prossimità della chiusura.
Il grano ha seguito parzialmente i prezzi del mais nel corso della giornata, ma ha dovuto successivamente confrontarsi con i propri fondamentali, venendo trascinato in territorio negativo.
La soia, invece si è presenta più incerta già sin dalla mattinata, con un tentativo di ripresa salvo poi retrocedere anch’essa in territorio negativo.
L’USDA ieri ha affermato che gli agricoltori statunitensi hanno piantato l’80% dei loro acri previsti a mais, a far data da domenica.
Questo è andato a confrontarsi con il 67% di una settimana prima e con la media quinquennale del 68%.
È davvero impressionante la velocità con cui gli agricoltori sono stati in grado di piantare mais quest’anno dopo aver combattuto le temperature fredde e l’eccessiva umidità nel Midwest, nonché la siccità nelle pianure.
Nelle ultime tre settimane, è stato piantato il 63% degli acri di mais previsti per il 2021.
Le temperature più calde e gli acquazzoni sparsi durante la scorsa settimana hanno aiutato ad aumentare i tassi di emergenza.
Per la settimana terminata il 16 maggio, il 41% del mais piantato nel 2021 era già emerso.
I tassi di emergenza sono ben al di sopra della media quinquennale del 35% per la settimana di riferimento.
Il mais quindi sta mostrando segni di netto miglioramento, soprattutto considerando che due settimane fa i tassi di emergenza erano rimasti indietro rispetto alla media quinquennale.
Tuttavia, gli analisti intervistati da Reuters si aspettavano un range di semina compreso tra il 79% e l’88% e ciò ha portato ad una prima istintiva reazione degli operatori.
Nel frattempo, la domanda asiatica rimane molto forte.
Anche oggi infatti, gli Stati Uniti hanno venduto altri 1,7 milioni di tonnellate di mais alla Cina.
È stata la quarta vendita di mais di oltre 1 milione di tonnellate in Cina questo mese.
Sono parzialmente riemersi, quindi, nuovamente le preoccupazioni per le carenze dell’offerta globale a fronte di una domanda globale che sembra essere inarrestabile.
Altro dato che ha allarmato gli operatori è stato il fatto che l’USDA ieri ha valutato il grano invernale in condizioni da buone a eccellenti al 48%, ovvero in calo di 1 punto percentuale rispetto alla settimana precedente.
Gli analisti intervistati da Reuters, in media, si aspettavano che le condizioni del raccolto invernale migliorassero almeno di 1 punto percentuale.
Le valutazioni rimangono comunque inferiori del 4% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, anche se una superficie coltivata più alta nel 2021 potrebbe compensare eventuali danni al raccolto subiti durante l’inverno.
Le temperature più basse hanno rallentato la crescita la scorsa settimana, con progressi che sono scesi al di sotto della media quinquennale.
A domenica il 53% del raccolto di frumento invernale aveva raggiunto già la fase di spigatura.
Ciò ha segnato un aumento del 15% rispetto alla settimana precedente, ma resta comunque inferiore del 5% rispetto alla media quinquennale per lo stesso periodo di riferimento.
Nelle pianure settentrionali, gli acquazzoni della scorsa settimana hanno rallentato la fine della semina, ma hanno rafforzato le condizioni di crescita del raccolto primaverile.
Al 16 maggio, l’85% del raccolto era già stato seminato, suggerendo che gli agricoltori probabilmente finiranno la semina entro le prossime due settimane.
Temperature più calde e alcuni rovesci extra hanno fatto salire i tassi di emergenza alle stelle.
La settimana che si è conclusa domenica scorsa, vede il 47% del raccolto di grano primaverile piantato, già emerso.
Questo rappresenta un aumento del 18% rispetto alla settimana precedente ed +11% rispetto alla media quinquennale.
Le piogge previste nei prossimi giorni, non fanno altro che migliorare le condizioni delle colture.
I guadagni di oggi sul grano erano stati parzialmente sostenuti anche da un dollaro più debole.
Tuttavia nel corso della seduta, questi sono stati totalmente ridimensionati, portando quasi tutti contratti in territorio negativo.
I prezzi della soia come detto sono stati più contrastanti.
La semina della soia statunitense è stata completata al 61%, a far data da domenica, ovvero in anticipo rispetto alla stima media degli analisti del 60% e ben al di sopra della media quinquennale del 37% piantata.
Come hanno mostrato i dati pubblicati ieri dalla National Oilseed Processors Association, i trasformatori di soia statunitensi hanno frantumato meno soia del previsto ad aprile, con il volume di schiacciamento del mese che è sceso al secondo più basso in 19 mesi.
I tempi di fermo macchina della lavorazione della soia e le scorte ridotte di semi oleosi hanno limitato il ritmo di schiacciamento.
Il clima più caldo ha favorito i tassi di emergenza anche per la soia.
Per la settimana che si è conclusa domenica, il 20% del raccolto era già emerso, con un aumento del 10% rispetto alla settimana precedente e dell’8% in più rispetto alla media quinquennale.
Più acri a livello globale vengono assegnati alla soia dato l’alto prezzo.
E ciò sta avvenendo non solo negli Stati Uniti.
L’India, infatti, dovrebbe piantare almeno il 10% in più di acri a soia quest’anno.
Gli agricoltori, infatti, hanno realizzato prezzi eccezionalmente buoni quest’anno.
L’aumento della superficie a soia in India contribuirà a compensare l’aumento dei costi per le importazioni di palma, soia e girasole da altri paesi.
L’India è il più grande importatore mondiale di oli commestibili.
Nel contempo, l’aumento della superficie coltivata potrebbe non solo aumentare l’autosufficienza dell’India dall’olio commestibile, ma potrebbe anche potenzialmente aprire opportunità di esportazione ai coltivatori di soia indiani verso i mercati del sud-est asiatico.
Il Brasile probabilmente supererà i 5 miliardi di bushel di produzione di soia il prossimo anno.
Si prevede che anche l’Argentina e l’Ucraina aumenteranno la produzione di soia e, nel contempo, anche quella di mais, principalmente per soddisfare la crescente “fame” della Cina.
Se realizzato, i principali paesi esportatori di mais, concorrenti degli Stati Uniti, avranno il loro più grande surplus esportabile mai registrato, salendo di quasi il 20% nel 2021/22 a 4,7 miliardi di bushel (bbu).
Ed una tendenza simile è emersa sulla soia, con l’USDA che prevede aumenti della produzione di 293 mbu e 184 mbu rispettivamente in Brasile e Argentina.
Questo, ovviamente, aggiunge molta volatilità sia ai prezzi del mais che della soia, almeno nei mesi immediatamente a venire, ed oggi ha fatto si che i prezzi della soia venissero trascinati in territorio negativo.
Rimanendo in Sudamerica, l’Argentina ieri ha annunciato un’interruzione di 30 giorni nelle esportazioni di carne a seguito dell’aumento dei prezzi che ha spaventato il governo locale.
L’aumento dell’inflazione in vista delle elezioni chiave di medio termine alla fine dell’anno, certamente non è gradito all’attuale classe dirigente.
Il governo ha aggiunto che durante l’interruzione di 30 giorni avrebbe implementato altre misure per migliorare la regolamentazione delle esportazioni di carne.
L’arresto potrebbe essere potenzialmente ridotto se queste altre misure riuscissero a ridurre i prezzi.
L’inflazione ha indebolito la crescita ed il potere di spesa.
Negli ultimi anni l’Argentina ha aumentato le esportazioni di carne, in particolare verso la Cina, contribuendo a spingere il settore ma alimentando anche i timori che l’aumento delle esportazioni possa far salire i prezzi interni.
L’Argentina, secondo il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, è stata il sesto produttore mondiale di carne bovina e l’esportatore n. 5 nel 2020, .
In Europa, dopo un avvio di sessione brillante, con l’Algeria che ha approfittato del calo dei prezzi per lanciare una nuova gara d’appalto sul grano tenero, stimolando gli operatori, la giornata sembra chiudersi con guadagni decisamente limitati.
Le previsioni dell’arrivo di una perturbazione in Europa tra oggi ed il 27 maggio hanno allentato i timori sulle colture.
Certamente hanno pesato le notizie giunte dalla Turchia dove il governo ha deciso di non prorogare il prelievo a zero sulle importazioni.
In Turchia è iniziata la raccolta ed il paese ha bisogno di sostenere gli agricoltori locali.
Ad oggi il prelievo è: con 200 usd come prezzo di riferimento, il 25% sul mais, il 35% sull’orzo ed il 45% sul grano.
Le importazioni di grano in Turchia potrebbero raggiungere i 10mmt nel 21/22.
Anche le notizie giunte dall’area del Mar Nero, hanno pesato alquanto.
Secondo quanto ha dichiarato il servizio stampa del Ministero dell’Agricoltura della Federazione Russa, al 17 maggio gli agricoltori russi hanno piantato colture primaverili in generale per 29 milioni di ettari, ovvero il 56,3% delle previsioni.
Di quest’area, a cereali primaverili sono stai investiti ben 17 milioni di ettari, ovvero il 58,1% delle previsioni.
Di questi, il grano rappresenta 6,3 milioni di ettari (49,6%), l’orzo 5,5 milioni di ettari (71%), il mais 2 milioni di ettari (70,4%), il riso 95,2 milioni di ettari (49,6%).
I russi hanno anche piantato colza primaverile su 781mila ettari (63%), girasole per 5,4 milioni di ettari (62,7%), soia su 795mila ettari (26,1%).
Dall’Impero di Mezzo, oggi è stata resa ufficiale la notizia secondo cui il 12 maggio 2021, il Ministero cinese dell’agricoltura e degli affari rurali (MARA) ha notificato all’ambasciata degli Stati Uniti a Pechino che il 28 aprile 2021 la Cina ha rilevato la peste suina africana (ASF) nella regione autonoma della Mongolia interna.
La Cina continua a monitorare la situazione, ma ciò ovviamente stempera alcune tensioni sulla domanda.
Nel frattempo, le importazioni di mais dalla Cina ad aprile sono state pari a 1,85 MMT, portando il totale da inizio anno a 8,58 MMT.
Le importazioni di aprile sono aumentate del 109% rispetto ad aprile 2020.
Le importazioni di grano di aprile hanno totalizzato 900kt, portando il totale da inizio anno a 3,83 mmt.
Le importazioni di aprile sono aumentate del 147% rispetto ad aprile 2020.
Il sorgo importato è stato pari a 1,03 mmt, ovvero in crescita del 448% su base annua.
Nello scenario del commercio internazionale, l’acquirente statale di cereali del Bangladesh ha pubblicato un’altra gara internazionale per l’acquisto di 50.000 tonnellate di grano da macina.
Il termine per la presentazione delle offerte di prezzo è il 30 maggio.
Il Bangladesh ha pubblicato una serie di offerte per grano e riso nei mesi scorsi.
Il paese sta importando riso e grano per sostenere le proprie riserve esaurite dopo le ripetute inondazioni dello scorso anno che hanno danneggiato i.
Le offerte di prezzo vengono ricercate alle condizioni CIF liner out.
Questi termini includono i costi di scarico della nave per il venditore.
La spedizione viene richiesta 40 giorni dopo la data di sottoscrizione del contratto.
Il grano può essere acquistato da qualsiasi origine mondiale eccetto Israele e viene richiesto per la spedizione a due porti, Chattogram e Mongla.
In questo contesto, Euronext chiude con una tonnellata di grano tenero in aumento di 0,50 euro nella scadenza di settembre e di 0,25 euro in quella di dicembre, quotando rispettivamente 215,00 euro e 214,25 euro.
Una tonnellata di mais, rimane invariata nella scadenza di giugno mentre guadagna 2,00 euro in quella di agosto, quotando rispettivamente 250,50 euro e 246,25 euro.
Una tonnellata di colza ha guadagnato 1,50 euro nella scadenza di agosto, quotando 542,50 euro e 0,75 euro nella scadenza di novembre, quotando 532,25 euro.
A Chicago, al momento della redazione del presente report [18/05/2021 19:15 (GMT+1)] uno staio di grano (circa 27 kg) in consegna a luglio quota $ 6,9720 in calo di 2,40 (¢/b).
Uno staio di mais (circa 25 kg) in consegna a luglio, quota $ 6,5544 in aumento di 2,00 (¢/b).
Uno staio di soia (circa 27 kg) in consegna a luglio, quota $ 15,7300 in calo di 14,40 (¢/b).
Uno staio di farina di soia (circa 27 kg) in consegna a luglio, quota $ 4,1210 in calo di 2,80 (¢/b).
Domani vedremo come si chiuderanno le sessioni oltre Oceano.
“L’opportunità favorisce la mente preparata ed a volte gli audaci”.
(Louis Pasteur)
