I progressi molto significativi nelle semine statunitensi di mais e soia, stanno certamente pesando alquanto sulla tendenza dei prezzi dei cereali.
Con condizioni meteorologiche abbastanza favorevoli, che hanno visto arrivare delle precipitazioni e rinfrescare generalmente le temperature, “l’atmosfera” è stata senza ombra di dubbio più rilassata.
Così, i prezzi del mais, dopo le pesanti perdite subite ieri, stamattina tendevano a stabilizzarsi, mentre quelli di soia e grano continuavano inesorabilmente a deteriorarsi.
Nel mentre sui mercati macro, il settore energetico, ancorché supportato dalla parziale ripresa dei principali titoli azionari, rimbalzati dopo l’ennesima rassicurazione dei funzionari della Fed sulle preoccupazioni inerenti un eventuale incremento strutturale dell’inflazione, sono rimasti tendenzialmente in calo a causa della debolezza del complesso del greggio.
Il petrolio greggio WTI e Brent, infatti, sono tendenzialmente in calo, sulle prospettive di un rientro nel mercato globale del petrolio iraniano.
Tuttavia, le perdite sono state parzialmente compensate dal crescente ottimismo sul miglioramento della domanda di carburante e dalla debolezza del dollaro.
In vista del rapporto ufficiale EIA in programma per più tardi, il rapporto API di ieri sera ha infatti mostrato una forte diminuzione delle scorte di petrolio greggio e combustibili statunitensi nel corso della scorsa settimana.
Gli indici azionari statunitensi sono rimasti tendenzialmente paralizzati oggi a causa di un basso volume di scambi.
A fine mese non sorprende assistere ad una sorta di tiro alla fune con alcuni operatori che vogliono uscire dal mercato ed altri che invece sono desiderosi di entrarci.
Nel mentre, è giunto il rapporto sulla fiducia dei consumatori che di fatto è stato un miscuglio, poiché il risultato di 117,2 è stato inferiore alle aspettative di 118.
Ma il risultato è solo di 0,3 punti al di sotto del 117,5 di aprile, quindi rimane piuttosto forte nonostante i timori per l’aumento dell’inflazione.
D’altro canto, con un calo del 5,9% nelle vendite di nuove case ad aprile, tutto suggerisce che i consumatori potrebbero essere più riluttanti a spendere su articoli di grandi dimensioni.
Le vendite delle case infatti sono scese a 863.000 dai 917.000 del mese precedente.
Contestualmente, l’indice nazionale statunitense dei prezzi sulle case “Case-Shiller” è salito del 13,2% a marzo, suggerendo che il robusto aumento dei prezzi delle case potrebbe spaventare i potenziali acquirenti, almeno in questo momento.
Questa situazione e, contestualmente, le notizie giunte dall’Argentina, hanno parzialmente bloccato un altro tentativo di svendita sulle materie prime agricole, innescatosi nel corso della sezione pomeridiana di oggi a causa dell’annullamento di alcuni acquisti cinesi.
Ieri era serpeggiata la voce secondo cui i cinesi stessero spostando alcuni acquisti di mais dal vecchio raccolto, al nuovo raccolto, ritenendo un annullamento di molti degli acquisti fatti anticipatamente, nel corso delle ultime settimane.
Il mais di nuovo raccolto, infatti, è attualmente circa $1,20 per staio in meno, rispetto a solo due settimane fa, quando ha avuto inizio la serie impressionante di acquisti da parte della Cina.
Oggi, secondo Bloomberg, ufficialmente la Cina sta respingendo alcune importazioni di mais a seguito della preoccupazione che alcuni acquisti all’estero siano stati fatti fuori controllo.
Contestualmente sta costringendo diversi mangimifici ad annullare i loro carichi statunitensi.
Le autorità doganali cinesi stanno attualmente limitando nello specifico le importazioni nelle zone di libero scambio, che non vengono conteggiate ai fini di una quota di acquisto annuale ufficiale.
Si stima che le cancellazioni totali di mais negli Stati Uniti siano inferiori ad 1 milione di tonnellate.
Alla base di questa scelta però vi sono certamente le condizioni ideali di crescita negli Stati Uniti, le previsioni meteorologiche più umide, la farina di soia che è scesa ai nuovi minimi dell’anno e la liquidazione da parte dei fondi.
Tuttavia, tra i dati macro e lo sciopero in Argentina, pare le preoccupazioni degli operatori siano parzialmente rientrate, offrendoci ancora una volta la possibilità di assistere all’interno della stessa sessione ad una estrema volatilità dei prezzi.
Le navi cariche di cereali, infatti, oggi non sono state in grado di salpare dall’hub dei cereali argentino di Rosario, a causa di un nuovo sciopero indetto dai capitani dei rimorchiatori e da altri lavoratori portuali marittimi che chiedono l’accesso alle vaccinazioni COVID-19.
Una seconda ondata di infezioni ha colpito il Paese, spingendo il governo a rafforzare le misure di blocco contro la pandemia, ma il lancio dei vaccini è stato lento.
I sindacati hanno detto che il nuovo sciopero è stato richiesto “dato l’aumento esponenziale dei casi, la deplorevole perdita di diversi colleghi ed il fallimento di tutte le trattative tenute con le autorità nazionali.
Nel frattempo, la produzione settimanale di etanolo potrebbe rivelarsi per la quinta settimana consecutiva, in aumento, se il rapporto settimanale della US Energy Information Administration corrisponde alle tendenze energetiche in corso.
Nel rapporto della scorsa settimana, la produzione di etanolo era tornata ai livelli pre-pandemici, aumentando del 5% rispetto alla settimana precedente a 43,3 milioni di galloni / giorno.
Questa è stata la più grande produzione settimanale per il settore dell’etanolo in un anno e due mesi, alimentata da un aumento della domanda di benzina e da tassi di immissione di etanolo più elevati da parte di miscelatori e raffinerie.
Contestualmente, mais e soia sono contrastanti, mentre il grano ha continuato a perdere terreno.
Gli agricoltori, infatti, stanno approfittando dell’incentivo in denaro extra per vendere i propri raccolti prima del picco della stagione estiva delle esportazioni.
Nel mercato europeo, oggi ha prevalso il segno meno, nonostante la Tunisia abbia indetto una gara per l’acquisto di 92.000 t di grano da macina di origine facoltativa, che ha certamente evitato al grano di subire perdite.
La scadenza per la presentazione delle offerte alla gara tunisina è per domani 27 maggio.
La gara richiede che il grano venga spedito in tre partite da 25.000 tonnellate ed una da 17.000 tonnellate.
La spedizione è stata indicata in varie date tra il 15 giugno e il 25 luglio, a seconda dell’origine del grano.
I motivi principali sono da ricercarsi nella liquidazione di molte delle posizioni detenute da parte degli investitori.
Come hanno mostrato i dati pubblicati da Euronext stamattina, i partecipanti al mercato non commerciale infatti hanno abbassato la loro posizione lunga netta nei futures e nelle opzioni del grano da macina nella settimana fino al 21 maggio in maniera consistente.
Fondi di investimento ed istituzioni finanziarie, hanno ridotto la loro posizione lunga netta a 98.477 contratti dai 114.842 di una settimana prima.
Allo stesso modo, hanno ridotto la loro posizione corta netta a 139.003 contratti dai 156.401 della settimana prima.
Le posizioni corte commerciali rappresentavano il 60,4% della posizione corta totale, mentre le posizioni lunghe commerciali rappresentavano il 37,3% delle posizioni lunghe totali.
Le posizioni corte non commerciali rappresentavano il 39,6% delle posizioni corte totali, mentre le posizioni lunghe nette non commerciali rappresentavano il 62,7% delle posizioni lunghe totali.
Nei futures e nelle opzioni sulla colza, hanno aumentato la loro posizione corta netta a 10.649 contratti dai 7.277 di una settimana prima ed hanno ampliato la loro posizione lunga netta a 4.765 contratti dai 1.375 della settimana prima.
Sul fronte politico, oggi i ministri dell’agricoltura dell’Unione europea hanno detto che i negoziatori sono vicini ad un accordo che mira a riformare l’enorme programma di sovvenzioni agricole del blocco, proteggere le piccole aziende agricole ed allineare l’agricoltura con gli obiettivi ambientali.
La politica agricola comune (PAC) dell’UE spenderà 387 miliardi di euro (474 miliardi di dollari), circa un terzo del bilancio dell’UE 2021-2027, per i pagamenti agli agricoltori e il sostegno allo sviluppo rurale.
Le nuove regole entreranno in vigore dal 2023.
La riforma della PAC mira ad allineare l’agricoltura agli obiettivi verdi dell’UE, frenando il 10% dei gas serra emessi dall’agricoltura e riducendo la pressione sugli habitat naturali da pratiche intensive, compreso l’uso di pesticidi e l’irrigazione.
I negoziatori stanno litigando sui piani per spendere tra il 20% e il 30% dei pagamenti agli agricoltori per programmi che proteggono l’ambiente, come l’agricoltura biologica o il ripristino delle zone umide per assorbire CO2 dall’atmosfera.
Gli attivisti ambientali affermano che le riforme mancano di obiettivi precisi, ad esempio per ridurre le emissioni di gas serra, e farebbero ben poco per ridurre l’agricoltura industriale.
Le riforme tenteranno anche di arrestare la perdita delle piccole aziende agricole europee, impedendo alle grandi imprese di assorbire la maggior parte dei soldi.
Dal bacino del Mar Nero, a partire da ieri, la Russia ha seminato 40,5Mha di raccolti primaverili contro i 40,4Mha dello scorso anno alla stessa data.
La Russia ha così recuperato terreno nonostante una primavera relativamente fredda e un avvio lento delle operazioni.
Nonostante le tasse previste per il grano, la superficie piantata in questo momento ha raggiunto un nuovo record con 10,7Mha piantati, ovvero l’85% della superficie prevista.
Inoltre, sono stati piantati 6,5Mha di orzo, 2,6Mha di mais, 7,9Mha di girasole e 1,7Mha di soia, vale a dire rispettivamente l’84%, il 93%, il 92% e il 56% delle intenzioni dichiarate dalle autorità.
Nella metodologia di calcolo dell’indice della tassa fluttuante approvata dalle autorità, la Borsa di Mosca non mostrerà il prezzo di mercato del grano, ma mostrerà solo l’indice dei prezzi ai fini fiscali.
Nel frattempo, l’autorità statale ucraina di regolamentazione dell’energia oggi ha accettato una richiesta del ministero dell’Energia di vietare temporaneamente le importazioni di elettricità dalla Russia e dalla Bielorussia.
Sin dall’epoca sovietica, l’Ucraina è stata collegata ai sistemi energetici degli stati vicini e all’inizio di quest’anno ha importato energia a causa della mancanza di produzione di energia interna.
La National Energy and Utilities Regulatory Commission ha affermato che il divieto durerà fino al 1 ° ottobre.
Nello scenario del commercio internazionale, la Giordania ha dovuto annullare la gara sull’orzo, a causa, questa volta, di mancanza di offerte.
La gara è stata posticipata al 9 Giugno.
In questo contesto, Euronext si appresta a chiudere con una tonnellata di grano tenero in aumento di 1,00 euro nella scadenza di settembre e di 0,25 euro in quella di dicembre, quotando rispettivamente 206,25 euro e 204,75 euro.
Una tonnellata di mais, perde 2,25 euro nella scadenza di giugno e 2,75 euro in quella di agosto, quotando rispettivamente 252,25 euro e 247,50 euro.
Una tonnellata di colza perde 6,50 euro nella scadenza di agosto, quotando 501,50 euro e 5,25 nella scadenza di novembre, quotando 496,00 euro.
A Chicago, al momento della redazione del presente report [26/05/2021 18:20 (GMT+1)] uno staio di grano (circa 27 kg) in consegna a luglio quota $ 6,5160 in calo di 4,60 (¢/b).
Uno staio di mais (circa 25 kg) in consegna a luglio, quota $ 6,2740 in aumento di 7,20 (¢/b).
Uno staio di soia (circa 27 kg) in consegna a luglio, quota $ 15,1560 in aumento di 4,00 (¢/b).
Uno staio di farina di soia (circa 27 kg) in consegna a luglio, quota $ 3,8550 in calo di 0,80 (¢/b).
Domani avremo modo di vedere come si chiuderanno entrambe le sessioni.
“L’opportunità favorisce la mente preparata ed a volte gli audaci”.
(Louis Pasteur)
