L’USDA SORPRENDE I MERCATI …

Delusione su grano e mais, soia quasi in linea con le aspettative commerciali

Il rapporto WASDE (World Agricultural Supply and Demand Estimates) dell’USDA di oggi ha sorpreso i mercati, ma non esattamente come molti aspettavano.

Le forniture di mais e soia Statunitense si sono ristrette a causa dell’aumento delle esportazioni verso la Cina, ma si prevede che la produzione globale di mais e soia sarà imponente nonostante le avverse condizioni di crescita, avvenute prevalentemente in asciutto.

Con l’aumento del solo consumo interno ed il mancato ridimensionamento dei raccolti sudamericani il rapporto ha fatto immediatamente scendere i prezzi dei futures del mais di oltre l’1% nei momenti successivi alla pubblicazione.

I futures della soia hanno registrato guadagni frazionari, mentre i futures sul grano sono scesi dell’1% in virtù di un aumento delle produzioni mondiali.

L’Agenzia USA ha ridotto le scorte finali di mais 2020/21 di altri 50 milioni di bushel rispetto alle stime di gennaio, arrivando a 1.502 miliardi di bushel.

Tuttavia, questi numeri sono ancora notevolmente superiori rispetto all’ipotesi commerciale media di 1,392 miliardi di bushel.

L’agenzia ha in gran parte attribuito questo calo ad una raffica di grandi vendite di mais verso la Cina fatte il mese scorso.

Acquirenti cinesi e sconosciuti, infatti, hanno acquistato quasi 260 milioni di vecchio raccolto di mais americano nell’ultimo mese, compensando la debole domanda di etanolo e facendo salire i prezzi ai massimi di sette anni e mezzo nelle ultime due settimane.

Le stime dell’USDA 2020/21 per quanto riguarda le importazioni cinesi di mais sono più che triplicate rispetto al rapporto WASDE di ottobre 2020, salendo a 944,9 milioni di bushel, sottolinea Holland.

La stima è di 78 milioni di bushel in più rispetto ad un recente rapporto dell’addetto USDA.

Questo indica che la domanda cinese di mais rimarrà eccezionalmente alta nei mesi a venire, soprattutto perché la domanda di mangimi cresce man mano che la Cina aumenta i consumi di carne.

L’USDA ha inoltre evidenziato che il prezzo medio del mais all’agricoltore è stato quest’anno di $ 4,30 per staio, con un aumento di 10 centesimi a gennaio.

Sono state anche leggermente aumentate le stime sulla produzione globale di mais, portata ora a 1,439 miliardi di tonnellate.

Tuttavia, l’agenzia prevede una produzione maggiore, meno consumi e, conseguentemente scorte finali più elevate rispetto a gennaio.

Viene evidenziato, altresì, anche un aumento delle esportazioni di mais da parte di Stati Uniti, India e Sud Africa.

Per quanto riguarda le importazioni, gli aumenti in Cina hanno parzialmente compensato le riduzioni verso UE, Corea del Sud, India, Arabia Saudita e Turchia.

Le scorte finali globali quindi sono aumentate modestamente da gennaio, raggiungendo i 11,281 miliardi di bushel.

La produzione in Sud America è rimasta stabile, anche se gli analisti si aspettavano di vedere alcuni cali rispetto ad un mese fa.

Ciò lascia le stime brasiliane a 4,291 miliardi di bushel, con la produzione argentina che rimane a 1,870 miliardi di bushel.

Questo si è tradotto in una immediata liquidazione di molte posizioni da parte dei fondi.

Per quanto riguarda la soia, invece, l’agenzia ha aumentato le stime relative alle esportazioni 2020/21 di altri 20 milioni di bushel, raggiungendo così 2,25 miliardi di bushel.

Senza modifiche agli attuali livelli di schiacciamento, ciò farebbe scendere le scorte finali USA di altri 20 milioni di bushel, portandole a 120 milioni di bushel.

Questo è il livello di scorte più basso riscontrato negli States dal 2013/14, ma rappresenta soprattutto un crollo del 77% rispetto ad un anno fa.

Le esportazioni, effettivamente, sono il volume più alto mai registrato e oltre un terzo in più rispetto ai ritmi di carico del 2019/20.

Il numero di esportazioni modificato, dovuto in gran parte ai ritardi nelle spedizioni in Brasile, ridurrà le forniture statunitensi al livello più stretto mai registrato.

Il rapporto tra stock e utilizzo per la soia statunitense è sceso dal 3,6% nel rapporto WASDE del mese scorso, al 2,6%, superando di poco le forniture 2013/14 come il più stretto mai registrato.

Il prezzo medio stagionale dei semi di soia è rimasto comunque invariato a $ 11,15 per staio.

Anche a livello globale, le scorte finali di soia per il 2020/21 hanno subito una riduzione, scendendo a 3,063 miliardi di bushel, ma questo numero era per lo più in linea con le stime commerciali che prevedevano un calo di oltre 34 milioni di bushel rispetto a un mese fa.

Le stime sulla produzione sudamericana, infatti, sono rimaste stabili.

Il Brasile dovrebbe produrre 4,886 miliardi di bushel, mentre la produzione argentina viene ancora data a 1,764 miliardi di bushel.

Gli analisti, invece, si aspettavano di vedere un lieve calo per entrambi i paesi.

Le forti piogge nell’ultimo mese e l’aumento della superficie coltivata mitigano le potenziali perdite di rendimento dovute al clima secco causato dai modelli climatici di La Niña all’inizio di questo inverno.

Il mercato si aspettava qualche notizia in più su questo fronte e pertanto è stato deluso dalla mancanza di revisioni.

Per quanto riguarda le scorte di grano negli Stati Uniti per il 2020/21, queste sono rimaste stabili, con 836 milioni di bushel.

Gli analisti si aspettavano un modesto calo, con un’ipotesi commerciale media di 834 milioni di bushel.

L’agenzia, tuttavia, ha aumentato il prezzo medio stagionale percepito dall’azienda agricola di altri 15 centesimi e fissandolo a $ 5,00 per bushel.

Le scorte mondiali finali di grano, invece, hanno registrato un calo molto moderato, passando da 11,507 miliardi di bushel di gennaio a 11,177 miliardi di bushel di questo mese.

Si è trattato di un calo più ridotto rispetto a quanto previsto dagli analisti, che pensavano ad una riduzione di 11,494 miliardi di bushel.

Nonostante abbiamo assistito al quinto mese consecutivo di aumento delle stime sull’utilizzo globale del grano per l’alimentazione del bestiame, i prezzi del grano sono diminuiti in gran parte a causa dell’aumento dell’offerta in Kazakistan e del recente aumento delle aste cinesi sulle riserve statali di grano.

La tendenza pandemica dell’accaparramento globale del grano lascerà la Cina con il 51% delle riserve mondiali di grano entro la fine del 2020/21.

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Così, Euronext chiude in rosso, con una tonnellata di grano tenero che ha perso 2,75 euro nella scadenza di marzo, quotando 223,75 euro e di 2,00 euro nel contratto di maggio, quotando 218,75 euro.

Una tonnellata di mais, ha perso 1,50 euro nella scadenza di marzo, quotando 217,50 euro, e di 2,00 euro nella scadenza di giugno, quotando 212,50 euro.

Solo la colza resiste grazie agli input della soia, tanto che una tonnellata di colza è salita di 1,50 euro nella scadenza di maggio, quotando 446,25 euro, e di 1,25 euro nella scadenza di agosto a 409,00 euro.

Sul CME, al momento della redazione di questo documento, [09/02/2021 19:11 (GMT+1)]

Uno staio di grano (circa 27 kg) in consegna a marzo è quotato $ 6,4725, in calo di 8,50 (¢/b).

Uno staio di mais (circa 25 kg) in consegna a marzo è quotato $ 5,5550, ovvero in calo di 8,25 (¢/b).

Uno staio di soia (circa 27 kg) in consegna a marzo è quotato a $ 13,9600, in aumento di 8,25 (¢/b).