Le preoccupazioni sull’offerta globale hanno continuato a spingere sempre più in su, anche oggi, i prezzi del mais.

Al Chicago Board of Trade il mais così alto non si vedeva dal marzo 2013.

La riduzione dell’offerta, una domanda incessante ed il clima sfavorevole in Brasile stanno continuando a preoccupare i mercati.

Oggi acquirenti cinesi hanno acquistato 1,36 milioni di tonnellate di mais statunitense che saranno spediti durante la campagna di commercializzazione 2021/22, che inizierà a settembre.

I volumi di carico settimanali delle esportazioni di mais rilasciati ieri e che riguardavano la settimana terminata il 29 aprile, sono stati il secondo volume più alto mai registrato.

Anche i prezzi della soia hanno continuato ad aumentare, tuttavia, nel complesso si sta iniziando ad osservare qualche segno di rallentamento, rispetto al trend del mais.

L’impennata dei prezzi degli oli vegetali ha continuato sostenere i prezzi nel complesso della soia, anche se un altro ciclo di epidemie di influenza suina africana nella mandria di maiali cinese potrebbe limitare la domanda mondiale di soia e farina di soia.

Le esportazioni della soia americana hanno segnato il secondo volume settimanale più basso della campagna di commercializzazione 2020/21 nel rapporto sulle vendite all’esportazione rilasciato ieri dall’USDA .

Anche le vendite all’esportazione per la soia 2020/21 non erano niente di entusiasmante.

Ma tutto ciò non sorprende affatto gli operatori in questo periodo dell’anno, atteso che la domanda cinese, che è stata ed è il motore internazionale più significativo dei prezzi della soia statunitense, si è in gran parte spostata in Brasile nell’ultimo mese.

A dirla tutta, gli acquirenti cinesi hanno anche rallentato gli acquisti in Brasile nelle ultime settimane poiché i prezzi della soia sono schizzati ai massimi degli ultimi otto anni.

Alcuni agricoltori brasiliani continuano a contestare i contratti precedentemente concordati, poiché prezzati un anno fa, quando i prezzi erano significativamente inferiori a quelli attuali.

Questo, ovviamente, ha aumentato le complessità logistiche ed i costi della soia brasiliana per poter raggiungere la Cina.

Con i tentativi della Cina di ridurre il mais e la farina di soia nelle razioni dei mangimi, i mercati quindi, rimangono cauti sui ritmi di acquisto cinesi sia dagli Stati Uniti che dal Brasile.

La domanda cinese ha costruito l’attuale rally nel mercato dei cereali e dei semi oleosi.

Ma ha anche la capacità di azzerarlo se le cose dovessero cambiare.

La soia, in ogni caso, non raggiungeva simili prezzi dal 2012.

Tutto ciò, da notare si è verificato, nonostante molti operatori oggi abbiano conseguito diverse prese di profitto dopo i forti rialzi ottenuti negli ultimi giorni.

I rally meteorologici, la domanda e l’offerta certamente hanno contribuito alla rincorsa dei prezzi dei cereali.

Ma i dati sull’inflazione negli USA pubblicati la scorsa settimana, hanno visto un aumento del 2,6% anno su anno.

Questo è stato visto dagli operatori come un segnale caratteristico dell’attività economica che vi sarà nell’economia statunitense post-pandemica.

Tuttavia, ciò potrebbe portare ad alcune dinamiche molto interessanti che certamente avremo modo di osservare nell’odierno rapporto sull’impegno dei trader rilasciato dalla CFTC.

Le materie prime, infatti, sono in gran parte viste dagli investitori esterni come un rifugio sicuro contro l’aumento dei tassi di inflazione.

L’acquisto dei fondi ha svolto un ruolo significativo negli attuali rally ed è probabile che i dati della CFTC oggi continuino a sostenere questa tendenza, soprattutto perché le previsioni meteorologiche dell’ultima settimana hanno messo in dubbio le condizioni di sviluppo delle colture nel Midwest e nelle pianure statunitensi.

I prezzi del grano, invece, sono stati spinti al rialzo dal rally del mais e dalla forte domanda mondiale di grano per uso zootecnico, in particolare quella proveniente dalla Cina.

Un dollaro più debole ha ulteriormente contribuito a stimolare i guadagni su tutte le tipologie di grano.

Spostandoci sul mercato europeo, la semina del mais nell’Unione europea è in pieno svolgimento.

Le prime previsioni prevedono che i 27 paesi dell’UE, raccoglieranno un raccolto più grande quest’anno, poiché i raccolti in Romania ed in altre nazioni si riprenderanno dalla siccità subita nel 2020 e l’area coltivata nell’UE rimarrà stabile .

Gli agricoltori francesi si trovano nelle ultime fasi della semina, avendo accelerato il lavoro sul campo subito dopo le gelate di inizio aprile.

Per il mais da granella, la campagna di semina al 3 maggio è giunta all’89% della superficie prevista seminata, rispetto al 74% della settimana precedente ed al 76% di un anno fa.

Tuttavia la percentuale dei raccolti emersi è inferiore a quella di un anno fa.

Le piogge della scorsa settimana hanno aiutato le colture e le piogge più consistenti previste nei prossimi giorni dovrebbero favorire i futuri raccolti.

La superficie a mais da granella in Francia, tuttavia dovrebbe diminuire quest’anno e ciò a causa dell’interruzione della semina invernale.

Arvalis prevede un calo del 10%.

In Germania, la semina del mais da granella sta per essere completata.

L’associazione tedesca delle cooperative agricole prevede che l’area a mais da granella per il raccolto 2021 aumenterà dell’1,5% su base annua portandosi a 428.000 ettari.

In Polonia, la semina era in ritardo dopo un aprile freddo, ma i prezzi elevati dovrebbero incoraggiare gli agricoltori a finire il lavoro prima che la finestra di semina ideale si chiuda.

L’area polacca dovrebbe corrispondere ai 620.000 ettari dello scorso anno.

Ipotizzando una resa media di circa 7,6 tonnellate per ettaro, gli analisti vedono il raccolto della Polonia raggiungere da 4,8 a 4,9 milioni di tonnellate.

Tra gli altri principali produttori di mais dell’UE, gli agricoltori ungheresi sono circa a metà della semina ed il ministero dell’agricoltura prevede un’area di 988.000 ettari, in linea con quella dello scorso anno.

Anche la superficie coltivata a mais della Romania è prevista dagli analisti stabile, a circa 2,6 milioni di ettari.

La condizione del grano tenero francese si sono deteriorate per la quarta settimana consecutiva.

Tuttavia sono rimaste ben al di sopra del livello dell’anno scorso.

Si stima che il 79% del grano tenero francese al 3 maggio fosse in buone o eccellenti condizioni, in calo rispetto all’81% di una settimana prima.

Il calo è stato inferiore al calo di quattro punti della settimana precedente, suggerendo che il ritorno delle piogge della scorsa settimana in alcune parti della Francia potrebbe aver aiutato alcuni raccolti.

Il punteggio buono / eccellente per l’orzo invernale è sceso al 76% dal 77% della settimana precedente, mentre il punteggio del grano duro e dell’orzo primaverile è rimasto invariato durante la settimana.

I mercati dei cereali stanno ora osservando se le previsioni di rovesci diffusi per questa e la prossima settimana, forniranno una spinta alle colture che hanno sopportato temperature minime record e piogge limitate nel mese di aprile.

In ogni caso, le valutazioni dei raccolti sono rimaste in aumento rispetto a un anno fa, quando i raccolti avevano sofferto per le piogge torrenziali.

Dal bacino del Mar Nero, il ministero dell’agricoltura ucraino, ha comunicato che l’Ucraina ha seminato un totale di 4,4 milioni di ettari a cereali primaverili alla data del 6 maggio, ovvero il 58% dell’area prevista.

Le aziende agricole hanno seminato 2,4 milioni di ettari di mais, 1,3 milioni di ettari di orzo, 226.400 ettari di piselli, 172.200 ettari di grano e 185.400 ettari di avena.

La superficie cerealicola complessiva dovrebbe ammontare a 15,5 milioni di ettari quest’anno, inclusi 7,6 milioni di cereali primaverili.

La superficie di semina primaverile dovrebbe includere 1.388 milioni di ettari di orzo, 176.600 ettari di grano, 5.327 milioni di ettari di mais, 194.050 ettari di avena e 235.400 ettari di piselli.

Un clima generalmente favorevole potrebbe aiutare gli agricoltori ad aumentare il raccolto di cereali fino a 75 milioni di tonnellate.

Il ministero ha anche reso noto che finora le aziende agricole hanno seminato 3,2 milioni di ettari di girasole, 223.000 ettari di barbabietola da zucchero e 254.800 ettari di semi di soia.

L’area per i girasoli potrebbe raggiungere un totale di 6,4 milioni di ettari, i semi di soia 1,4 milioni di ettari e la barbabietola da zucchero 226.900 ettari nel 2021.

Nel contempo, la società di consulenza agricola russa IKAR, ha abbassato le sue previsioni sulla produzione di grano russo per il 2021, portandole a 79 milioni di tonnellate dai 79,5 milioni di tonnellate, precedentemente stimati.

Dall’Impero di Mezzo, si prevede che la produzione di mais cinese nel 2021 aumenterà del 4,3% rispetto all’anno precedente portandosi a 272 milioni di tonnellate.

La superficie coltivata a mais nel 2021 dovrebbe aumentare del 3,3% rispetto all’anno precedente raggiungendo 42,63 milioni di ettari (105,3 milioni di acri), ha affermato il China National Grain & Oils Information Center (CNGOIC) in una dichiarazione pubblicata sul suo account WeChat ufficiale.

Le stime arrivano dopo che i prezzi interni del mais in Cina hanno raggiunto livelli record.

La Cina aveva tagliato la superficie coltivata a mais negli ultimi anni per ridurre le scorte statali ed aumentare la produzione di altre colture come la soia.

Ma all’inizio di quest’anno è stato chiesto agli agricoltori di aumentare la superficie coltivata a mais, poiché le riserve temporanee di mais erano diminuite.

Gli incentivi sulla soia, invece, non sono stati così forti come per il mais.

Secondo CNGOIC, la produzione di soia cinese nel 2021 dovrebbe diminuire del 6,1% dal 2020, raggiungendo 18,4 milioni di tonnellate, mentre la superficie coltivata a semi oleosi è vista scendere del 6,9% a 9,2 milioni di ettari.

Al contrario, secondo CNGOIC, la produzione di grano cinese nel 2021 è aumentata dell’1,6% rispetto all’anno precedente portandosi a 136,4 milioni di tonnellate, mentre la produzione di riso è aumentata dell’1,5% a 215 milioni di tonnellate.

La Cina dovrebbe produrre anche 14,5 milioni di tonnellate di colza nel 2021, in aumento del 2,8% rispetto all’anno precedente.

In questo contesto, Euronext ha chiuso con una tonnellata di grano tenero in calo di 9,75 euro nella scadenza di maggio, mentre ha guadagnato 1,75 euro in quella di settembre, quotando rispettivamente 243,75 euro e 232,00 euro.

Una tonnellata di mais, ha guadagnato 4,75 euro nella scadenza di giugno e 6,75 euro in quella di agosto, quotando rispettivamente 263,00 euro e 254,00 euro.

Una tonnellata di colza ha guadagnato 0,25 euro nella scadenza di agosto, quotando 540,75 euro e 0,75 euro nella scadenza di novembre, quotando 533,50 euro.

A Chicago, al momento della redazione del presente report [07/05/2021 19:48 (GMT+1)] uno staio di grano (circa 27 kg) in consegna a maggio quota $ 7,6050 in calo di 3,75 (¢/b).

Uno staio di mais (circa 25 kg) in consegna a maggio, quota $ 7,6900 in aumento di 9,50 (¢/b).

Uno staio di soia (circa 27 kg) in consegna a maggio, quota $ 16,2700 in aumento di 21,50 (¢/b).

Uno staio di farina di soia (circa 27 kg) in consegna a maggio, quota $ 4,4180 in aumento di 14,10 (¢/b).

Domani vedremo come si chiuderanno le sessioni Oltre Oceano ed avremo modo di fare il bilancio di una settimana che ha visto una impennata dei prezzi delle materie prime straordinaria.

“L’opportunità favorisce la mente preparata ed a volte gli audaci”.

(Louis Pasteur)

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