Le piogge sudamericane, il dollaro più forte e le preoccupazioni pandemiche spingono i prezzi dei cereali al ribasso

Senza il supporto del mais, il grano è in forte calo tra prese di profitto ed incertezze sulla domanda internazionale

Nonostante le importanti vendite annunciate dall’Agenzia Statunitense, i prezzi del mais stanno scendendo dell’1,2% – 1,3% dopo un nuovo round di prese di profitto.

L’arrivo delle piogge in Sud America e le rinnovate preoccupazioni sul coronavirus che hanno distrutto il settore energetico, hanno ulteriormente accentuato questa debolezza sul mercato del mais.

Le vendite all’esportazione tra l’8 ed il 14 gennaio fatte dagli Stati Uniti hanno visto con consegna nel 20/21, per il mais vendite nette per 1.4376 MMT, sostanzialmente immutate rispetto alla settimana precedente, anche se in crescita del 51% rispetto alla media delle ultime 4 settimane.

Per quanto riguarda la soia sempre con consegna nel 20/21, ci sono state vendite nette per 1,8177 MMT, ovvero in notevole aumento su base settimanale, ma nella media delle ultime 4 settimane.

Per quanto riguarda il grano, invece, ci sono state vendite nette con consegna nel 20/21 per 329,6 kMT, ovvero in aumento del 49% su base settimanale, ma in calo del 7% rispetto alla media delle ultime 4 settimane.

La domanda internazionale sul grano è rimasta forte con:

  • l’Algeria che ha acquistato 390.000 tonnellate di grano dalla Francia, dall’Unione europea e dal Sud America;
  • la Nigeria che ha acquistato dagli Stati Uniti 138.000 tonnellate di grano rosso;
  • la Tunisia che ha acquistato 92.000 t di grano tenero ad un prezzo compreso tra 314,98 e 321,68 dollari, e 92.000 t di grano duro ad un prezzo compreso tra 387,29 e 388,67 dollari

Eppure, oggi la Turchia ha ricevuto ben 14 offerte sulla gara indetta per 400.000 tonnellate di frumento a prezzi compresi tra 301,90 e 315,50 dollari, con un prezzo medio di circa 308 dollari.

Qualcosa sta cambiando …

A livello globale, i mercati sono divisi tra fondamentali che resterebbero tesi e gli interrogativi che si ripresentano sulla dinamica della domanda internazionale rispetto all’espansione dei casi di Covid 19 nel mondo.

A questa situazione, inoltre, si è aggiunta una nuova incertezza relativa alla domanda cinese che è stata, come sappiamo, all’origine dell’aumento dei prezzi.

E’ stato reso noto, infatti, che nuovi focolai di peste suina africana siano stati riscontrati ed in particolare, in una fattoria nella provincia cinese del Guangdong, pare sino morti ben 214 maiali di un allevamento di 1.015 capi.

Pare che l’epidemia sia stata diffusa dall’uso dei vaccini illeciti.

Molte altre aziende agricole della zona che ingrassano i maiali per contratto, hanno infatti segnalato diversi casi di questo virus devastante.

Prima della ricomparsa del virus in questi allevamenti, la Cina aveva grandi aspettative per poter ritornare agli inventari dei maiali pre-2018 entro questo trimestre, fornendo altrettante aspettative ai detentori delle materie prime.

Ed ancora, la principale società di consulenza agricola russa, ha aumentato le sue proiezioni per il raccolto di grano russo 2021/22 dell’1%, dopo che le abbondanti nevicate di gennaio hanno migliorato le condizioni di dormienza del raccolto.

Si stima che il nuovo raccolto possa raggiungere un totale di 77,7 MMT.

Se realizzato, sarà il terzo raccolto più grande mai registrato dalla Russia.

Ci sono anche delle incertezze su cosa farà effettivamente la Russia, dopo aver annunciato tasse all’esportazione sul suo grano.

Se non ci saranno queste tasse o se queste saranno inferiori rispetto al previsto, i prezzi attuali sono probabilmente troppo alti.

Ed infatti, stiamo assistendo ad una certa resistenza da parte degli acquirenti sugli attuali livelli di prezzo.

C’è da aggiungere poi che, quelle che sono buone notizie per i contadini in termini metereologici, lo sono molto meno per i prezzi: le abbondanti piogge sulle pianure americane hanno infatti migliorato di gran lunga le condizioni di coltivazione del grano invernale.

Il dollaro più forte sta contribuendo a queste perdite, poiché l’ICE Dollar Index è salito dello 0,11% portandosi a $ 90,225.

Anche la soia, dal canto suo, nonostante altre vendite annunciate oggi per 136.000 tonnellate in Cina e per 163.290 tonnellate in Messico, sta ripiegando.

Le ispezioni sulle esportazioni di soia statunitense di questa settimana seppur aumentate dell’11,4% rispetto ad una settimana fa, raggiungendo i 75,6 milioni di bushel, sono state costituite per il 62% dalla Cina, che ha portato a casa altri 46,8 milioni di bushel.

Egitto, Messico, Pakistan e Thailandia hanno completato le vendite.

Ma, con l’insorgenza di questi nuovi focolai di peste suina africana in Cina, molte preoccupazioni ora insorgono.

Si sottolinea inoltre una certa volatilità sui semi oleosi, compresa la colza, che è legata alle variazioni dei prezzi dell’olio di palma, attualmente divisi tra i timori sulla produzione dovuti alle inondazioni che imperversano in Malesia ed il calo delle esportazioni.

prezzi dei semi oleosi utilizzati per la produzione dei carburanti, stanno cedendo terreno in quanto gli investitori sono preoccupati per il numero di casi di Covid-19 in Cina, con l’annuncio di nuove restrizioni per i viaggi che, limitando gli spostamenti in occasione del capodanno lunare, comporteranno inevitabilmente implicazioni sulla domanda e sulla ripresa economica.

Come sappiamo, i fondi di investimento, che hanno già delle “posizioni lunghe”, nell’assumere un “approccio ancor più cauto”, si stanno ritirando dai rischi che potrebbero comportare simili incertezze.

Così, in questo momento [22/01/2021 18:00 (GMT+1)] su Euronext, una tonnellata di grano tenero è calo di 5,75 euro nella scadenza di marzo, quotando 226 euro, e di 6,00 euro nella scadenza di maggio, quotando 221,25 euro.

Una tonnellata di mais sta perdendo 3,00 euro nella scadenza di marzo, quotando 210,75 euro, e 3,00 euro nel contratto di giugno, quotando 208,00 euro.

Una tonnellata di colza sta scendendo di 1,25 euro nella scadenza di febbraio, quotando 432,50 euro e di 2,50 euro nella scadenza di maggio, quotando 423,75 euro.

Al CME, uno staio di grano (circa 27 kg) con consegna a marzo sta quotando $ 6,4250, in calo di 18,25 (¢/b).

Uno staio di mais (circa 25 kg) in consegna a marzo, sta quotando 5,1450 dollari, in calo di 9,75 (¢/b).

Uno staio di soia (circa 27 kg) con consegna a marzo, sta quotando $ 13,4475, in calo di 25,50 (¢/b).

Domani avremo modo di commentare la settimana e di dare nuovi spunti di riflessione.

“Fortuna Eruditis Favet …”