Il 97 ° forum annuale sull’agricoltura dell’USDA tenutosi la scorsa settimana ha posto un’enfasi crescente sulla domanda cinese, citando che la crescita della seconda economia più grande al mondo, rappresenta la più grande opportunità per i prossimi tre anni, per gli agricoltori statunitensi.

La Cina, nel frattempo, ha risposto la scorsa notte in maniera quasi contrapposta (come per dire non fatevi illusioni più di tanto), emettendo un’importante dichiarazione politica che pone la sicurezza alimentare interna al centro della propria politica nel periodo 2021-2025.

Durante questo periodo infatti, questo nuovo documento stabilisce che la Cina si concentrerà sullo sviluppo della genetica dei semi, per aumentare i raccolti di cereali nel paese.

Cosa significa questo?

Bisogna aspettarsi un drastico cambiamento nei modelli commerciali tra le due maggiori economie del mondo?

I mercati al momento non sembrano eccessivamente preoccupati.

In effetti, stamattina i mercati hanno continuato a beneficiare dell’elevata domanda di esportazioni statunitensi verso la Cina fatte nelle settimane precedenti e di un dollaro USA più debole, che tende a rendere i cereali statunitensi più attraenti per coloro che detengono altre valute.

Ma sicuramente qualcosa sta cambiando e bisogna tenerla d’occhio per il prossimo futuro.

Nel frattempo, oggi è stato pubblicato l’ultimo rapporto settimanale sulle ispezione alle esportazioni di cereali redatto a cura dell’Agenzia USA, che copre la settimana fino al 18 febbraio.

Questo non conteneva dati rialzisti.

Mais, soia e frumento hanno registrato infatti, una tendenza moderatamente inferiore rispetto ad una settimana fa, anche se tutte e tre le colture sono riuscite a rimanere all’interno della gamma delle stime commerciali.

Nel complessivo le ispezioni alle esportazioni sono diminuite di un altro 12%.

Il totale delle esportazioni infatti è calato da 2,7 milioni di tonnellate, a 2,6 milioni.

Il più grande perdente è stato la soia, che è scesa dalle 922.181 tonnellate della settimana precedente, a 721.845 della scorsa settimana, con una perdita di quasi il 22%.

Questo calo segue ad uno molto più ampio (del 57,5%) registrato durante la settimana che finiva l’11 febbraio.

La Cina è stata spesso la destinazione numero 1, ma il volume tipico del paese è diminuito drasticamente la scorsa settimana anche in occasione delle festività del capodanno lunare.

La Cina occupa ancora il primo posto, con 5,1 milioni di bushel, superando di poco le ispezioni ai Paesi Bassi.

Egitto, Messico e Spagna hanno completato i primi cinque.

La stessa cosa è stata per il mais che nelle ultime due settimane, ha visto le ispezioni in calo.

La scorsa settimana nello specifico atteso che sono state ispezionate 1.231.810 mt di mais, vi è stata una riduzione del 6,3% rispetto alla settimana precedente, che aveva visto ben 1.314.960 mt ispezionate.

Il Messico è tornato come destinazione numero 1, con 13,1 milioni di bushel.

Il Giappone non era molto indietro, con poco meno di 9,0 milioni di bushel.

Cina, Perù e Marocco hanno completato i primi cinque.

Le ispezioni sul sorgo, invece, sono aumentate, passando da 71.084 mt, a 124.101 mt,

La Cina ha rappresentato oltre il 99% del totale, con la Corea del Sud che raccoglie il resto.

Finora i totali cumulativi per la campagna di commercializzazione 2020/21 sono quasi triplicati rispetto allo scorso anno, con 136,3 milioni di bushel.

Le ispezioni sulle esportazioni di grano sono diminuite di un altro 22% su base settimanale, passando da 418.816 mt della settimana precedente, a 324.597 mt della scorsa.

I totali cumulativi per la campagna di commercializzazione 2020/21 rimangono leggermente al di sotto del ritmo dello scorso anno, con 652,5 milioni di bushel.

La Cina è stata la prima destinazione per le ispezioni sulle esportazioni di grano degli Stati Uniti la scorsa settimana, con 2,5 milioni di bushel. Perù, Nigeria, Cile e Messico hanno completato i primi cinque.

Nonostante questi risultati non molto entusiasmanti provenienti da Oltre Oceano, i prezzi del grano oggi hanno mantenuto la loro rotta rialzista, sospinti dalle preoccupazioni climatiche, da una offerta stabile, da una domanda internazionale che continua a persistere e dalla debolezza del dollaro.

Mentre le temperature infatti sono in aumento negli Stati Uniti ed in Europa occidentale, un’ondata di freddo è attesa questa settimana in Russia.

Inoltre, i danni della tempesta della scorsa settimana che ha colpito gli Stati Uniti, non possono essere misurati in questa fase colturale e le prime valutazioni potranno esser date solo alla ripresa vegetativa.

Sulla scena internazionale, la Giordania, ha pubblicato una nuova gara per l’acquisto di 120.000 tonnellate di grano.

Le possibili combinazioni di spedizione di 60K sono tra l’1-15 ottobre, tra il 16-31 ottobre, tra l’1-15 novembre e tra il 16-30 novembre.

La scadenza è prevista per il 24 febbraio 2021.

SAGO, una società pubblica Saudita attiva nel settore dei cereali, ha acquistato senza indire una gara, 355k tra grano australiano, canadese ed ucraino con arrivi previsti tra aprile e dicembre 2021.

Il grano canadese era stato bandito dal paese dal novembre 2018.

L’Algeria ha acquistato circa 150.000 tonnellate di orzo da foraggio in una gara conclusa oggi di cui, 30.000 tonnellate a circa $ 277 la tonnellata e 120.000 tonnellate a circa $ 281.

La spedizione è prevista tra il 16 marzo ed il 31 marzo.

In questo contesto i prezzi dei cereali restano sostenuti sia a Chicago che a Parigi, che vedranno entro la fine della settimana, chiudere i contratti in scadenza a marzo, il che potrebbe contribuire a far salire ulteriormente i prezzi su queste scadenze.

I prezzi della colza europea invece sono calati leggermente, sulla scia di una serie di prese di profitto, ma in un contesto che resta comunque rialzista.

Così Euronext chiude con una tonnellata di grano tenero che è aumentata di 75 centesimi nella scadenza di marzo, quotando 239,50 euro, e di 2 euro nella scadenza di maggio, quotando 229,25 euro.

Una tonnellata di mais ha preso 1,25 euro nella scadenza di marzo, quotando 229,25 euro, e 1,50 nel contratto di giugno, quotando 219,75 euro.

Una tonnellata di colza è scesa di 50 centesimi nella scadenza di maggio, quotando 461,00 euro, e di 1,75 euro nella scadenza di agosto, quotando 417,25 euro.

Sul CME, in questo momento [22/02/2021 19:05 (GMT+1)] uno staio di grano (circa 27 kg) in consegna a marzo è quotato a $ 6,6715 in aumento di 11,00 (¢/b).

Uno staio di mais (circa 25 kg) in consegna a marzo è quotato $ 5,4725 in aumento di 4,50 (¢/b).

Uno staio di soia (circa 27 kg) in consegna a marzo è quotato $ 13,7800 in aumento di 0,75 (¢/b).

Domani avremo modo di commentare come si chiuderanno le sessioni odierne.

“L’opportunità favorisce la mente preparata ed a volte gli audaci”.

(Louis Pasteur)

Il mais ha registrato un aumento nel commercio rangebound, s

* La Cina eserciterà maggiori pressioni sulle sue regioni per aumentare i raccolti di grano e aumentare il sostegno per la sua industria delle sementi nazionale mentre rafforza la sua attenzione sulla sicurezza alimentare, ha mostrato un importante documento politico pubblicato domenica tarda.

* L’USDA venerdì ha riferito che più bovini sono stati nutriti a gennaio del previsto, con posizionamenti al 103% di un anno fa, contro le stime commerciali per il 99,8%.

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