INIZIO DI SETTIMANA INCERTO

I prezzi del grano a Chicago lottano per non perdere terreno per la quarta sessione consecutiva, dopo aver fatto intravvedere il minimo da tre mesi a questa parte.

Il miglioramento del tempo nell’emisfero settentrionale ha aumentato le aspettative di forniture eccezionali e questo sta gravando non poco sui prezzi.

E non è solo nelle pianure degli Stati Uniti che stiamo assistendo a delle piogge favorevoli, bensì anche in alcune parti della Russia e dell’Ucraina dove le condizioni meteo stanno evolvendo decisamente meglio del previsto.

La scorsa settimana, infatti, le prospettive di grandi raccolti di grano per il 2021 e la debole domanda di esportazioni hanno pesato sui prezzi alle esportazione del grano in Ucraina e Russia.

In Ucraina, i prezzi all’esportazioni di frumento tenero e da foraggio sono diminuiti di $ 0,14 – $ 0,19 / staio a $ 7,35 – $ 7,59 / staio.

I prezzi in Russia hanno registrato un calo maggiore a causa della tassa sulle esportazioni con prezzi in calo da $ 0,19 – $ 0,24 / staio a $ 7,43 – $ 7,46 / staio.

Nel mentre, l’Australia presenta un’abbondante offerta, per poter soddisfare un’ampia domanda.

Il mais sta cedendo alcune posizioni dopo il rally di venerdì, mentre la soia cerca di mantenere le posizioni.

Gli operatori, infatti, da un lato tengono d’occhio il clima in Sud America e, dall’altro, qualsiasi evoluzione nei rapporti tra Stati Uniti e Cina dopo i colloqui di “alto livello” della scorsa settimana.

Gli analisti di Safras Mercado stimano che il raccolto di soia 20/21 del Brasile è arrivato al 59,5%, rispetto al 45,7% della scorsa settimana.

Certamente è ancora indietro rispetto ad un anno fa di circa l’8,9%, tuttavia, la media di lungo termine è del 62,9%.

Contestualmente, anche se è vero che le importazioni cinesi di soia dal Brasile sono diminuite drasticamente nei primi due mesi del 2021 rispetto ad un anno fa e le importazioni dagli USA sono più che raddoppiate, come dimostrato sabato dai dati della dogana cinese, dobbiamo tenere ben presente che il motivo principale è stato dovuto esclusivamente alla pioggia che ha ritardato diverse spedizioni dal paese sudamericano.

Pertanto, via via che il raccolto brasiliano procede, avremo modo di vedere una netta ripresa delle importazioni dal paese carioca ed un ritorno verso una “normalità”.

I mercati, quindi, si stanno preparando per i rapporti sulla superficie della prossima settimana che verranno rilasciati dall’USDA.

Congiuntamente, sarà rilasciato anche il rapporto trimestrale sulle scorte di cereali.

Secondo alcuni analisti i dati potrebbero avere buone notizie per i prezzi del mais, dato l’uso massiccio nel mangime ed un uso maggiore del previsto per l’etanolo insieme alle grandi ispezioni sulle esportazioni.

Ma è probabile che ci siano notizie meno rialziste per la soia.

Il rallentamento dei tassi di schiacciamento di febbraio a causa dell’ondata di freddo giocherà probabilmente un ruolo importante nel rapporto di mercoledì prossimo, come il già paventato rallentamento della domanda cinese.

A tal proposito, notiamo quanto contenuto nei dati sulle ispezione settimanali alle esportazioni USA, pubblicati nel pomeriggio.

Il rapporto, che copre la settimana fino al 18 marzo, infatti ha mostrato una generale tendenza al ribasso per i volumi di mais, soia e grano.

Le ispezioni sulle esportazioni di mais sono diminuite leggermente di settimana in settimana attestandosi a 77,2 milioni di bushel.

I totali cumulativi per la campagna di commercializzazione 2020/21 continuano ad accrescere il loro vantaggio rispetto al ritmo dello scorso anno, raggiungendo 1,259 miliardi di bushel.

Il Messico è stata la destinazione numero 1, con 17,8 milioni di bushel.

La Cina non era molto indietro, con 16,4 milioni di bushel.

Corea del Sud, Colombia e Indonesia hanno completato i primi cinque.

Le ispezioni sulle esportazioni di sorgo sono scese a circa un terzo del volume della settimana precedente, attestandosi a 2,8 milioni di bushel.

La Cina ha preso quasi tutto.

Il Messico ha rappresentato il resto.

I totali cumulativi per la campagna di commercializzazione 2020/21 sono ancora più che raddoppiati rispetto allo scorso anno, con 162,6 milioni di bushel.

Le ispezioni sulle soia hanno raggiunto i 18,0 milioni di bushel, con un calo dell’11% rispetto al conteggio della settimana precedente.

I totali cumulativi per la campagna di commercializzazione 2020/21 hanno ancora un vantaggio notevole rispetto al ritmo dello scorso anno, e si attestano ora a 1,971 miliardi di bushel.

L’Egitto è emerso come la destinazione numero 1, con 6,1 milioni di bushel.

Messico, Indonesia, Giappone e Taiwan hanno completato i primi cinque.

Anche le ispezioni sul grano sono scivolate più in basso rispetto alla settimana precedente, attestandosi a 23,8 milioni di bushel.

I totali cumulativi per la campagna di commercializzazione 2020/21 hanno raggiunto 733,2 milioni di bushel e sono leggermente inferiori ai totali anno su anno di 738,5 milioni di bushel.

Il Bangladesh è stata la destinazione numero 1, con 4,3 milioni di bushel.

Giappone, Messico, Cina e Thailandia hanno completato i primi cinque.

Va notato però che le ispezioni sull’esportazione di mais e soia, sono comunque rimaste nella fascia più alta delle stime degli analisti, mentre il grano ha superato l’intera gamma delle ipotesi commerciali.

I prezzi dell’olio di soia sono in salita a causa di un aumento dei prezzi dell’olio di palma dovuto all’aumento delle esportazioni ed al miglioramento della domanda, nei mesi precedenti le festività del Ramadan.

La domanda globale di olio vegetale, infatti, aumenta tipicamente nei due mesi precedenti il Ramadan.

I mercati europei invece, sono stati generalmente calmi, con modesti volumi di scambio.

Potrebbe esserci qualche agitazione per il grano nei giorni a venire, dato che le autorità egiziane hanno indicato alla fine della scorsa settimana di avere abbastanza grano fino alla fine di giugno e, questo tipo di dichiarazione spesso è precursore di un imminente bando di gara.

Il mais, da parte sua, è riuscito a tenere bene grazie soprattutto agli ultimi massicci acquisti da parte della Cina evitando perdite significative.

Da tenere anche in conto che la Cina oggi ha venduto all’asta 1,63 milioni di tonnellate di grano, ovvero il 41% del volume totale offerto e questo, potrebbe essere sintomatico di un certo rallentamento della domanda cinese.

La colza, da parte sua perde terreno dopo che il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, ha dichiarato che la superficie di colza in Canada potrebbe aumentare di circa il 6%.

In questo contesto, Euronext chiude con una tonnellata di grano tenero in calo di 1,00 euro nella scadenza di maggio, quotando 218,75 euro, e di 1,75 euro nella scadenza di settembre, quotando 196,50 euro.

Una tonnellata di mais, guadagna 0,25 euro nella scadenza di giugno mentre perde 0,75 euro in quella di agosto, quotando rispettivamente 215,50 euro e 213,50 euro.

Una tonnellata di colza ha perso 2,00 euro nella scadenza di maggio, quotando 513,00 euro, e 0,25 euro nella scadenza di agosto, quotando 440,50 euro.

A Chicago, al momento della redazione del presente articolo [22/03/2021 18:52 (GMT+1)], uno staio di grano (circa 27 kg) in consegna a maggio sta quotando $ 6,2750 in aumento di 0,50 (¢/b).

Uno staio di mais (circa 25 kg) in consegna a maggio, sta quotando $ 5,4975 in calo di 8,00 (¢/b).

Uno staio di soia (circa 27 kg) in consegna a maggio, sta quotando $ 14,2200 in aumento di 5,75 (¢/b).

Domani avremo modo di commentare come si chiuderà la sessione Oltre Oceano.

“L’opportunità favorisce la mente preparata ed a volte gli audaci”.

(Louis Pasteur)