I prezzi dei cereali hanno chiuso la scorsa settimana in calo, a seguito del netto miglioramento delle condizioni delle colture nell’emisfero settentrionale.
Una più ampia svendita nei mercati globali, ha determinato un trend negativo per la settimana sui tutti i principali indici di riferimento.
La prevista strabiliante produzione di grano, nel corso dell’Hard Winter Wheat Tour in Kansas, realizzata dal Wheat Quality Council, ha certamente contribuito a gravare sui prezzi, in particolar modo su quelli del grano.
Negli ultimi due anni, l’aumento dei prezzi dei cereali ha portato ad un aumento della loro produzione a livello globale di circa il 3,2%.
Ma con l’aumento dei margini operativi lordi, gli agricoltori stanno assistendo ad un aumento dei costi di produzione.
I prezzi di tutti i principali input agricoli, infatti, sono aumentati in modo significativo rispetto allo scorso anno, soprattutto a seguito dell’espansione globale della superficie coltivata.
Anche i costi dei macchinari sono stati in aumento.
E, in un’era di costi di produzione in aumento e colli di bottiglia nella catena di approvvigionamento, è molto probabile che l’incremento del costo dei mezzi tecnici, si protrarrà anche nei mesi a seguire.
Tuttavia ciò, non è sintomatico di un contestuale e consequenziale mantenimento di elevati prezzi nei cereali per il prossimo futuro, tant’è che molti agricoltori stanno già cogliendo le attuali opportunità di prezzo, agendo rapidamente nelle proprie scelte per posizionarsi sul mercato in anticipo rispetto alla concorrenza, ancora prima di attendere nuovi sviluppi sui prezzi della prossima estate.
In tal senso, non sorprendono i risultati giunti oggi dalla gara d’appalto emessa dall’acquirente statale egiziano di cereali (GASC), che ha aveva richiesto grano per una quantità indeterminata, con spedizione prevista dall’8 al 22 agosto, con pagamento a vista.
L’offerta più bassa presentata alla gara conclusasi stamattina ha riguardato grano rumeno proposto a 254 $/t FOB.
Su questa scia, quindi, oggi i mercati dei cereali stanno facendo riscontrare diverse prese di profitto, sia a Parigi che a Chicago, con il grano che sembra essere il più colpito.
Nei mercati macro, gli analisti di Goldman Sachs hanno rilasciato ieri un promemoria suggerendo che i prezzi del petrolio potrebbero superare gli 80 dollari al barile nelle prossime settimane e ciò, in vista di una ripresa dei consumi tra l’allentamento delle misure di contenimento del Covid19 ed in relazione all’avvicinarsi dell’estate.
Conseguentemente, i prezzi dell’energia stamattina sono in aumento.
Anche i mercati azionari statunitensi sembrano più reattivi dato che gli investitori hanno metabolizzato l’attuale incremento dell’inflazione, rincuorati dal fatto che tale condizione è ritenuta meramente temporanea dalla Federal Reserve.
Così, lo S&P 500 sta segnando un +0,55% attestandosi a $ 4.175,00, il Dow Jones sta guadagnando 145 punti scambiando a 34.300, il Nasdaq è in aumento dello 0,75% a 13.507.
Il dollaro, scambiando sopra 1,22 contro l’euro, sta generando ulteriori venti contrari sui prezzi dei prodotti acquistati in dollari, cereali in primis.
Tornando al mercato dei cereali, il clima favorevole del fine settimana nel Midwest ha rafforzato le prospettive di rendimento sul raccolto di mais negli Stati Uniti per il 2021, gravando non poco sui prezzi.
Gli acquazzoni sulle pianure centrali e sulla fascia orientale del mais, hanno allentato le tensioni sul futuro raccolto.
Il rapporto sullo stato di avanzamento delle colture di questa sera mostrerà probabilmente che i ritmi di semina del mais sono rallentati dopo una stagione che ha visto correre molti agricoltori per mettere a dimora il seme.
Al 16 maggio scorso, era già all’80% piantato il mais previsto per il 2021, facendo registrare un aumento del 13% rispetto alla settimana precedente e del 12% in più rispetto alla media quinquennale.
Il 41% del mais piantato era già emerso a quella data.
I prezzi della soia stanno seguendo quelli del mais al ribasso.
Le previsioni meteorologiche più favorevoli migliorano le speranze per maggiori produzioni di soia nel 2021.
La pioggia e le temperature più calde in programma per le prossime settimane forniranno una buona base per lo sviluppo delle colture.
Anche per quanto riguarda la soia è probabile che la semina rallenti, poiché gli agricoltori tendono a concludere le attività di semina quando la finestra di semina massima per i raccolti ottimali inizia a chiudersi.
Al 16 maggio, la semina di soia era completa per il 61%, ovvero in aumento del 19% rispetto alla settimana precedente e del 24% in più rispetto alla media quinquennale.
Il grano è quello che sta subendo il maggior colpo già a partire dalla scorsa settimana.
Le piogge nelle pianure centrali e meridionali degli Stati Unito probabilmente miglioreranno le condizioni del raccolto del grano invernale.
Il tour del grano in Kansas, ha portato ad una previsione di 58,1 bushel per acro.
Se ciò verrà realizzato, potrebbe essere la più grande resa di grano mai registrata in Kansas.
Certamente, le recenti piogge hanno dato ai raccolti del grano invernale una spinta, migliorando le prospettive sull’offerta globale.
Nel rapporto di oggi sui progressi delle colture, avremo modo di verificare ulteriormente questo dato.
Il rapporto della scorsa settimana aveva degradato le condizioni del grano invernale negli Stati Uniti dell’1% in meno rispetto alla settimana precedente, considerando solo un 48% delle colture a grano invernale in condizioni da buone ad eccellenti.
Al 16 maggio il 47% del raccolto di grano primaverile risultava già piantato, con un incremento dell’11% rispetto alla media quinquennale.
Nel frattempo, gli ultimi dati inerenti le ispezioni settimanali sui cereali esportati dagli USA nel corso della settimana conclusasi il 20 maggio, come mostrato in tabella, hanno visto una riduzione del 12,8% per quanto riguarda il mais, nonostante i numeri, siano ancora ovviamente impressionanti ed il totale cumulativo sia ben al di sopra di quello raggiunto l’anno scorso.
Una riduzione simile l’ha subita il grano facendo segnare un -13% rispetto alla settimana precedente.
I totali cumulativi sono leggermente superiori a quelli registrati l’anno precedente.
Per quanto riguarda la soia, invece, si registra un calo del 37,5% rispetto alla settimana precedente.
Ma anche in questo caso, i totali cumulativi sono ben al di sopra di quelli registrati l’anno precedente.
Per quanto riguarda il sorgo, assistiamo ad un incremento del 172% rispetto alla settimana precedente, nel mentre viene raggiunto un totale cumulativo che è pari al doppio rispetto a quello di un anno fa.
GRAIN 05/20/2021 05/13/2021 05/21/2020 TO DATE TO DATE BARLEY 0 0 0 33,143 30,548 CORN 1,727,878 1,983,459 1,097,249 48,874,544 27,462,759 FLAXSEED 0 0 0 509 520 MIXED 0 0 0 0 0 OATS 0 0 0 4,290 3,343 RYE 0 0 0 0 0 SORGHUM 163,649 59,949 188,102 5,966,627 3,195,576 SOYBEANS 193,912 310,408 343,698 56,217,013 35,069,776 SUNFLOWER 144 0 0 240 0 WHEAT 573,912 660,298 464,857 24,949,747 24,396,866 Total 2,659,495 3,014,114 2,093,906 136,046,113 90,159,388
Sul mercato europeo, si prevede che la produzione di grano rumena su base annua nella campagna di commercializzazione 2021/22 crescerà del 28% rispetto allo scorso anno.
Le abbondanti recenti piogge hanno migliorato l’umidità del suolo in tutta la Romania.
Il freddo e le piogge frequenti hanno ritardato la semina primaverile.
Con la prospettiva di un raccolto più ampio, la Romania è pronta a riemergere come uno dei principali esportatori internazionali di cereali.
Le esportazioni di grano, dovrebbero crescere del 54%, mentre le esportazioni di mais dovrebbero aumentare del 31% rispetto all’anno precedente.
Non a caso, quindi, in Nord Africa, come abbiamo avuto modo di sottolineare precedentemente, l’acquirente statale egiziano di cereali, l’Autorità generale per le materie prime di approvvigionamento (GASC), oggi ha ricevuto in una gara d’acquisto internazionale, come offerta più bassa 60.000 tonnellate di grano rumeno, a $ 254,00 FOB.
Il GASC stava cercando una quantità non specificata di grano da spedirsi tra l’8 ed il 22 agosto.
Il pagamento è a vista.
Le offerte presentate in dollari per tonnellata su base FOB sono state:
• Soufflet: 60.000 tonnellate di grano francese a $ 269,74;
• Grain Export: 60.000 tonnellate di grano rumeno a $ 254,00;
• Glencore: 60.000 tonnellate di grano rumeno a $ 258,80;
• ADM: 60.000 tonnellate di grano rumeno a $ 261,87;
• ADM: 60.000 tonnellate di grano rumeno a $ 261,87;
• Cargill: 60.000 tonnellate di grano rumeno a $ 263,76;
• Ameropa: 60.000 tonnellate di grano rumeno a $ 264,37;
• Ameropa: 60.000 tonnellate di grano rumeno a $ 264,37;
• CHS: 60.000 tonnellate di grano rumeno a $ 264,49;
• Cofco: 60.000 tonnellate di grano rumeno a $ 269,99;
• Solaris: 60.000 tonnellate di grano russo a $ 264,86;
• Solaris: 60.000 tonnellate di grano russo a $ 264,86;
• Agro AST: 60.0000 tonnellate di grano russo a $ 274,79;
• GTCS: 55.000 tonnellate di grano russo a $ 264.00;
• Posco: 60.000 tonnellate di grano ucraino a $ 260,20;
• LDC: 60.000 tonnellate di grano ucraino a $ 268,50;
• Glencore: 55.000 tonnellate di grano ucraino a $ 262,70;
• Inerco: 55.000 tonnellate di grano ucraino a $ 267,50;
Le offerte più competitive, inclusi costi e nolo (C&F) sono state:
*Grain Export: 60.000 tonnellate di grano rumeno a $ 254,00 + $ 19,00 di trasporto, pari a $ 273,00;
* Glencore: 60.000 tonnellate di grano rumeno a $ 258,00 + $ 19,00 di trasporto, pari a $ 277,80;
* ADM: 60.000 tonnellate di frumento rumeno a $ 261,87 + $ 19,00 di trasporto, pari a $ 280,87;
* ADM: 60.000 tonnellate di frumento rumeno a $ 261,87 + $ 19,00 di trasporto, pari a $ 280,87;
* Cargill: 60.000 tonnellate di grano rumeno a $ 263,76 + $ 20,98 trasporto merci pari a $ 284,74;
* Ameropa: 60.000 tonnellate di grano rumeno a $ 264,37 + $ 20,98 di trasporto pari a $ 285,35.
Nel pomeriggio GASC ha annunciato di aver comprato da Grain Export, 60.000t a 254.00 + 19.00 = 273.00; da Glencore 60.000 t a 258.80 + 19.00 = 277.80; da ADM 2*60.000t a 258.80 + 19.00 = 277.80.
Il grano è tutto di origine rumena.
Nel frattempo, l’Egitto già in piena fase di raccolta ha raggiunto la metà della superfice da raccogliere ed il governo ha dichiarato di aver procurato ad oggi, 2,9 milioni di tonnellate di grano locale dagli agricoltori.
In Sudafrica i coltivatori di mais dovrebbero raccogliere il 7% in più, rispetto alla stagione precedente, poiché le colture sono state favorite da un clima favorevole.
Il Crop Estimates Committee (CEC) del Sud Africa dovrebbe prevedere il raccolto di mais 2020/2021 a 16,413 milioni di tonnellate, rispetto ai 15,300 milioni di tonnellate raccolte la scorsa stagione, secondo la stima media di cinque commercianti e analisti.
La previsione è del 2% in più rispetto alla previsione di aprile della CEC pari a 16,095 milioni di tonnellate.
Con la raccolta già in corso in alcune parti del paese, gli analisti sperano che la stagione 2020/2021 vedrà rese molto elevate.
La CEC pubblicherà la sua quarta previsione di produzione per i raccolti estivi 2021 il 27 maggio.
Dal Mar Nero, secondo quanto riportato dal ministero dell’agricoltura ucraino, le aziende ucraine hanno quasi completato la semina primaverile del grano 2021.
I dati mostrano che le aziende agricole hanno seminato 176.600 ettari a grano primaverile, pari al 99,2% dell’area prevista.
Hanno inoltre seminato 1,39 milioni di ettari di orzo primaverile, pari al 96,2% dell’area pianificata, e circa 5,3 milioni di ettari di mais, pari al 92% dell’area prevista, 194.050 ettari di avena e 235.400 ettari di piselli e 6,4 milioni di ettari a girasole, pari all’87,7% dell’area prevista.
Un clima favorevole potrebbe aiutare l’Ucraina a raccogliere almeno 75 milioni di tonnellate di cereali quest’anno, contro i 65 milioni di tonnellate del 2020.
E, secondo il nuovo ministro dell’agricoltura Roman Lyshchenko, si potrebbe giungere fino a 100 milioni di tonnellate tra cereali e semi oleosi.
Gli scienziati si aspettano un raccolto di 71 milioni di tonnellate.
Nel frattempo, i prezzi all’esportazione del grano ucraino hanno invertito la direzione, avendo perso ben $ 6 a tonnellata nell’ultima settimana grazie alle migliori previsioni di produzione.
Secondo APK-Inform, i prezzi per il grano tenero di alta qualità sono stati tra $ 263 e $ 270 per tonnellata FOB porto nel Mar Nero.
Il grano uso zootecnico ha perso circa $ 5 a tonnellata quotando tra $ 261 e $ 268 FOB Mar Nero.
I prezzi del mais sono diminuiti di $ 2, nell’ultima settimana, quotando tra $ 282 e $ 289 FOB, mentre i prezzi dell’orzo, sono diminuiti fino a $ 4, quotando tra $ 242 e $ 249 per tonnellata FOB Mar Nero.
Le esportazioni dell’Ucraina potrebbero diminuire a 45,8 milioni di tonnellate nel 2020/21.
Anche i prezzi all’esportazione del grano russo nuovo raccolto, sono diminuiti la scorsa settimana.
Il calo dei parametri di riferimento globali sia a Chicago che a Parigi, ha determinato un trend negativo, anche nei mercati russi.
La Russia è uno dei maggiori esportatori di grano al mondo, di solito inizia la raccolta tra la fine di giugno e l’inizio di luglio.
Quest’anno potrebbe aumentare le esportazioni di cereali, anche in relazione al miglioramento delle condizioni climatiche.
La scorsa settimana le piogge sono arrivate in parte delle regioni meridionali e della Terra Nera della Russia.
Le regioni del Volga e di Stavropol, rimangono più asciutte ma per il momento non destano preoccupazioni eccessive.
Le rese del grano primaverile nel Volga, negli Urali ed in Siberia saranno danneggiate, se le piogge non arriveranno entro una o due settimane.
Nel frattempo, alla fine della scorsa settimana, i prezzi per il nuovo raccolto di grano russo con un tenore di proteine del 12,5% dai porti del Mar Nero hanno oscillato intorno a $ 260 la tonnellata franco a bordo (FOB), ovvero in calo di $ 12 rispetto alla settimana precedente.
I prezzi per il vecchio raccolto sono diminuiti, di $ 3, quotando a $ 272 per tonnellata, mentre quelli dell’orzo, hanno perso circa $ 2, quotando a $ 248 per tonnellata.
Dall’Australia, sono 759.610 le tonnellate di colza esportate a marzo, ovvero più del triplo delle 247.207 tonnellate spedite a febbraio.
Questo è quanto dichiarato oggi dall’Australian Bureau of Statistics (ABS).
Il Belgio con 191.570 t è stato ancora una volta il mercato più grande, seguito dai Paesi Bassi con 130.003 t e dal Regno Unito con 66.000 t.
La carenza di semi oleosi, nella regione del Mar Nero è diventata evidente a marzo, con la Romania e l’Ucraina che hanno preso entrambi un carico panamax per quella che si ritiene essere la prima volta.
Ucraina e Romania hanno ha ricevuto 120.000 t fino ad oggi.
200.000 tonnellate sono state spedite agli Emirati Arabi Uniti.
La rarità delle importazioni dall’Ucraina mostra la disfunzione del mercato quest’anno, mentre il numero degli Emirati Arabi Uniti è impressionante.
Con oltre un milione di tonnellate già fatto dal Canada, crea un numero record di importazioni per gli Emirati Arabi Uniti.
Le spedizioni di colza australiane ad aprile dovrebbero arrivare a circa 425.000 tonnellate e diminuire nei mesi successivi quando le scorte andranno ad esaurirsi.
In questo contesto, l’Australian Oilseeds Federation (AOF) ha previsto una superficie a canola nel 2021-22 di 2,9 milioni di ettari (Mha).
Questo, se realizzato, rappresenta un record nazionale accompagnato da prezzi molto alti e condizioni favorevoli di crescita nei più grandi stati produttori di colza australiani.
Nel suo rapporto sul raccolto di maggio, che include le prime stime sui nuovi raccolti, l’area è vista con un aumento del 25% rispetto allo scorso anno ed è del 5% al di sotto della stima permanente dell’Australian Crop Forecasters.
Con una resa media decennale applicata, il raccolto totale potrebbe superare il record dell’anno scorso di 4,3 milioni di tonnellate (Mt), mentre, se dovessero verificarsi le rese del 2020-21, che hanno fornito una resa nazionale superiore alla media, andrebbe a produrrebbe un raccolto di 5,3 milioni di tonnellate.
In questo contesto, Euronext al momento della redazione del presente report [24/05/2021 17:54 (GMT+1)] si appresta a chiudere con una tonnellata di grano tenero in calo di 5,50 euro nella scadenza di settembre e di 5,00 euro in quella di dicembre, quotando rispettivamente 207,25 euro e 206,50 euro.
Una tonnellata di mais, scende di 0,75 euro sia nella scadenza di giugno che in quella di agosto, quotando rispettivamente 254,00 euro e 248,00 euro.
Una tonnellata di colza perde 14,00 euro nella scadenza di agosto, quotando 510,75 euro e 13,25 nella scadenza di novembre, quotando 503,25 euro.
A Chicago, uno staio di grano (circa 27 kg) in consegna a luglio quota $ 6,6060 in calo di 13,40 (¢/b).
Uno staio di mais (circa 25 kg) in consegna a luglio, quota $ 6,5560 in calo di 3,60 (¢/b).
Uno staio di soia (circa 27 kg) in consegna a luglio, quota $ 15,1600 in calo di 10,20 (¢/b).
Uno staio di farina di soia (circa 27 kg) in consegna a luglio, quota $ 3,9860 in calo di 0,30 (¢/b).
Domani avremo modo di vedere come si chiuderanno le sessioni.
“L’opportunità favorisce la mente preparata ed a volte gli audaci”.
(Louis Pasteur)
