INIZIO DI SETTIMANA FRENETICO IN VISTA DEI DATI USDA DI DOMANI

L’anteprima del WASDE e le rinnovate preoccupazioni climatiche fanno schizzare i mercati americani

Mentre abbiamo fatto appena in tempo a riassumere la settimana appena trascorsa, che ha visto registrare nell’area del Mar Nero importanti cali sui prezzi del grano, oltre Oceano, oggi sembra esser scattata una gara all’acquisto di grano, mais e soia, in vista del prossimo WASDE in uscita per domani ed a seguito di rinnovate preoccupazioni dal punto di vista meteorologico.

I prezzi all’esportazione del grano da macina ucraino, come abbiamo avuto modo di pubblicare in un apposito articolo, sono diminuiti di $ 10- $ 11 per tonnellata la scorsa settimana attestandosi tra $ 280 e $ 288 per tonnellata FOB Mar Nero.

Mentre i prezzi all’esportazione del mais, attestandosi tra $ 264 e $ 270, e quelli dell’orzo quotato tra $ 249- $ 257, erano rimasti da quasi invariati, ovvero leggermente più deboli.

I prezzi del grano in Ucraina sono calati la scorsa settimana, principalmente a causa del balzo delle esportazioni russe di cereali prima dell’avvicinarsi delle tasse all’esportazione.

I prezzi all’esportazione del grano russo, inoltre, sono diminuiti drasticamente la scorsa settimana anche a causa dell’indebolimento del rublo.

Tanto che il grano russo con il 12,5% di proteina dai porti del Mar Nero in consegna per marzo era compreso tra $ 285 e $ 286 per tonnellata franco a bordo (FOB), con un calo medio di circa $ 8,5 rispetto alla settimana precedente, mentre l’orzo è aumentato di $ 1, attestandosi a $ 248.

Nel frattempo però, i prezzi dei futures a Chicago hanno iniziato a correre, trascinando in avanti anche Euronext.

Il persistente ottimismo derivante dagli ingenti volumi di esportazioni verso la Cina fatte nelle ultime settimane, ma soprattutto, le rinnovate preoccupazioni climatiche in Europa, come negli Stati Uniti ed in Sudamerica, oggi stanno dominando il mercato, facendo salire tutti i prezzi al CME in maniera diremmo vertiginosa.

Un’ondata di freddo, infatti, è attesa questa settimana nell’Europa centro orientale e questa, potrebbe causare qualche danno di troppo, soprattutto nelle aree dove fino a poco tempo fa, c’è stato un clima favorevole, e le colture si trovano maggiormente esposte alle gelate.

Alcune tempeste invernali, inoltre, stanno limitando, nel bacino del Mar Nero, le operazioni di spedizione in quattro dei principali porti di imbarco.

Le temperature sotto lo zero ed un manto nevoso ridotto, stanno inoltre minacciando anche le pianure nordiche degli Stati Uniti.

Le condizioni del grano invernale negli Stati Uniti continuano a lottare, mentre la siccità indotta da La Niña ha colpito le pianure statunitensi.

All’inizio di febbraio, oltre il 93% della superficie nelle High Plains era classificata in una categoria di condizioni di siccità da anormalmente secca ad eccezionale.

Le condizioni del grano invernale sono già in difficoltà nelle grandi pianure.

Le previsioni meteorologiche, quindi, continuano ad avere un impatto sostanziale sui prezzi del grano, sia in termini di consumo destinabile al settore zootecnico, che di potenziale di produzione.

I rally dell’inizio del 2021, come possiamo ricordare, sono stati supportati principalmente dalle condizioni di siccità in Sud America ed in Europa.

Eventuali cambiamenti climatici simili negli Stati Uniti, avranno pertanto un impatto altrettanto significativo sui prezzi globali del grano nel corso di questa primavera.

Per quanto riguarda la soia, invece, i continui ritardi dovuti alle piogge in Brasile durante la stagione di punta del raccolto, stanno portando i futures ad esporsi nuovamente su questo prodotto.

Queste piogge, infatti, potrebbero durare fino alla fine di febbraio, ritardando ulteriormente le spedizioni ed allungando i tempi di consegna.

Un clima più secco in alcune parti del Centro-Ovest brasiliano ha consentito al raccolto di soia 2020/2021 di acquisire un certo slancio la scorsa settimana dopo le interruzioni causate dalle eccessive piogge.

Tuttavia, la raccolta è ancora molto al di sotto delle medie storiche per questo periodo della stagione.

L’anno scorso, infatti, secondo i calcoli di AgRural, gli agricoltori, in questo periodo, avevano raccolto il 16% della superficie coltivata.

Al 4 febbraio, invece, gli agricoltori brasiliani sembra siano riusciti ad ottenere una superficie raccolta di solo il 4% del totale.

Nel Centro/Ovest del Brasile, il raccolto del Mato Grosso è poco più di due settimane indietro rispetto al ritmo dello scorso anno.

Secondo le previsioni meteo, il Brasile settentrionale rimarrà umido per le prossime due settimane, in particolare nel Minas Gerais, ma anche nel Mato Grosso e nel Goias, il che manterrà lento il ritmo del raccolto per tutto il mese di febbraio e quindi delle esportazioni.

Ovviamente, tutti spingono per avere il prima possibile il nuovo raccolto, tuttavia, bisogna ricordare che nella zona del Rio Grande Do Sul, che è l’unica zona dove si sta riuscendo a fare qualcosa fino a questo momento, l’anno scorso il raccolto è iniziato la settimana del 20 febbraio e, pertanto, non ci sarebbe da sorprendersi del fatto che, solo l’1% del raccolto ad oggi è maturo, rispetto alla media del 2%, riscontrata l’anno scorso.

Certo, i risultati in campo non sono di grande aiuto: in questo areale infatti, solo il 25% del raccolto è pieno di baccelli, rispetto alla media del 41%, ed il 44% è in fiore rispetto alla media del 38% degli altri anni.

Questa situazione, ovviamente, sta anche innescando tutta una serie di preoccupazioni legate al secondo raccolto di mais brasiliano che non potrà esser piantato se prima non verrà raccolta la soia.

Insomma sembra “il cane che si morde la coda”.

Domani, con ogni probabilità, sarà un’altra giornata frenetica sui mercati, poiché secondo alcune anticipazioni che siamo riusciti ad ottenere sul WASDE, si prevede che la Cina continui a mantenere stabili le importazioni di mais e pertanto queste potrebbero arrivare a 866,1 milioni di bushel.

Questo significa 177,2 milioni di bushel in più rispetto alla stima WASDE del gennaio 2021 secondo cui l’USDA la considerava a sole 688,9 milioni di bushel.

Quindi, sembra molto probabile che l’USDA rivisiterà la stima delle importazioni di mais fatte dalla Cina.

Inoltre, secondo altre indiscrezioni, è probabile che le esportazioni di grano russo diminuiranno man mano che il governo scoprirà come ridurre le forniture esportabili a fronte dell’aumento dei prezzi alimentari interni.

Il rapporto USDA dall’Argentina prevede che le esportazioni di grano da questo paese diminuiranno del 6% rispetto alle stime di gennaio 2021.

L’addetto prevede che le esportazioni di grano dell’Argentina per il 2020/21 ammontino a 415,2 milioni di bushel.

L’Argentina è il settimo esportatore mondiale di grano.

Secondo l’addetto USDA a Canberra, il raccolto di grano australiano 2020/21 supererà probabilmente 1.139 miliardi di bushel, il secondo raccolto australiano più grande mai registrato, dopo i 1.169 miliardi di bushel del 2016.

Probabilmente l’USDA rivisiterà anche questa cifra precedentemente fissata a soli 1.102 miliardi di bushel.

Oltre all’aumento della domanda di cereali negli Stati Uniti quindi, l’altro fattore che muoverà i mercati nel rapporto di domani sarà la previsione di una produzione carente in Sud America.

Come detto, è in corso la raccolta della soia brasiliana.

Potrebbe essere troppo presto per l’USDA apportare modifiche alle stime di rendimento 2020/21, sebbene non impossibile.

L’addetto dell’USDA a Buenos Aires, in Argentina, ci ha riferito che i danni dovuti alla siccità dovrebbero far scendere le previsioni di produzione del mais dell’1% rispetto alle stime di gennaio, fissandole a 1,85 miliardi di bushel.

Il paese sudamericano ridurrà probabilmente il consumo interno per tenere conto della carenza dei raccolti e, pertanto si pensa che vi sarà una riduzione di 23,6 milioni di bushel nel consumo interno del 2020/21, fissandola a 566,9 milioni di bushel.

L’Argentina è il terzo esportatore mondiale di mais.

Anche l’addetto USDA in Brasile non porta notizie confortanti dal punto di vista della produzione, poiché stima che il raccolto di mais 2020/21 riuscirà a produrre 4,134 miliardi di bushel, ovvero in calo rispetto alle stime WASDE di gennaio.

Tuttavia, nonostante questi ritardi nella semina, l’addetto prevede che la superficie coltivata per il raccolto di safrinha (ovvero il secondo raccolto di mais) crescerà di 2,47 milioni di acri portandosi fino a 48,2 milioni di acri, poiché i prezzi del mais sono attualmente ai massimi record e ciò sta portando gli agricoltori brasiliani ad espandere la superficie coltivata a mais durante la campagna di commercializzazione 2020/21, che va da marzo 2021 a febbraio 2022.

Dall’altro lato della bilancia, ci sono tuttavia le preoccupazioni che persistono per una recrudescenza della peste suina africana e delle varie forme di influenza aviaria che stanno colpendo rispettivamente la mandria di maiali cinesi ed alcuni paesi del Sud Est Asiatico come ad esempio il Vietnam.

Un primo segnale si è avuto con l’asta pubblica fatta dalla Cina la scorsa settimana, nel corso della quale sono state venduti altri 63,1 milioni di bushel dalle riserve statali, ad un prezzo medio di $ 9,95 / staio.

La vendita è durata dal 2 al 3 febbraio, ed ha visto acquistati solo il 42,7% dei bushel di grano disponibili messi all’asta.

Un calo significativo rispetto alle precedenti quattro aste che avevano invece registrato un importante incremento ed una velocità pressoché immediata nell’aggiudicazione, dovuta ai prezzi alti dei cereali a livello mondiale ed alla crescente domanda di carne suina.

I dati aggiornati sulle esportazioni rilasciati venerdì scorso dall’US Census Bureau e dall’USDA – Foreign Agricultural Service, hanno inoltre rilevato che la Cina non ha rispettato gli impegni di acquisto della Fase 1 per l’anno solare 2020.

Anche facendo ricorso ai rapidi ritmi di spedizione di fine anno, la Cina ha acquistato solo $ 28,75 miliardi di prodotti agricoli statunitensi nell’anno solare 2020, scendendo oltre il 21% rispetto all’impegno di $ 36,5 miliardi per il 2020.

La notizia non è certo stata una sorpresa, tuttavia è molto indicativa se si scende nell’analisi dei dati.

Alcuni osservatori del mercato, infatti, erano sostanzialmente scettici sull’obiettivo del 2020 di 36,5 miliardi di dollari.

Il massimo precedente per gli acquisti cinesi di beni agricoli statunitensi era stato registrato nel 2013 e comunque era inferiore del 25% rispetto all’obiettivo del 2020, per un totale di $ 29 miliardi.

Inoltre, va evidenziato che la Cina ha acquistato semi di soia statunitensi per un valore complessivo di 14,16 miliardi di dollari nel 2020, incrementando questi acquisti di quasi il 77% in più rispetto all’anno precedente.

Tuttavia, sebbene questo fosse un importo sbalorditivo, il valore finale era comunque inferiore alle principali esportazioni di soia degli Stati Uniti fatte verso la Cina nel 2012 ($ 14,88 miliardi), 2014 ($ 14,48 miliardi) e nel 2016 ($ 14,20 miliardi).

Il destino della Fase 1 rimane ancora poco chiaro soprattutto sotto la nuova amministrazione Biden.

Le esportazioni di mais in Cina nel 2020 sono arrivate a $ 1,2 miliardi, dopo il picco del 2012 di $ 1,3 miliardi come il secondo più alto mai registrato.

Quindi, come messo in evidenza anche dall’analisi di “E-corn-omics”, le esportazioni di soia di fatto rappresentano il gioiello della corona degli acquisti di cereali nell’accordo commerciale di Fase 1, poiché di fatto costituiscono il valore più alto dell’accordo.

La domanda cinese rimarrà probabilmente elevata anche durante il 2021, poiché la mandria di maiali cinese si riprenderà e le forniture internazionali di cereali con ogni probabilità si restringeranno.

La stagione di semina del mais e della soia negli Stati Uniti è dietro l’angolo, tuttavia, gli agricoltori americani, certamente non faranno sfuggirsi questa straordinaria opportunità.

E finché i prezzi delle materie prime rimarranno alti, gli Stati Uniti trarranno tutto il profitto che si potrà trarre dalle esportazioni di prodotti agricoli verso la seconda economia mondiale.

Domani e nei giorni a seguire avremo modo di dissertare ampiamente su quali nuovi scenari i mercati si troveranno a confrontarsi.

Nel frattempo, Euronext chiude con una tonnellata di grano tenero che è aumentata di 2,00 euro nella scadenza di marzo, quotando 226,50 euro e di 1,75 euro nel contratto di maggio, quotando 220,75 euro.

Una tonnellata di mais, è salita di 50 centesimi nella scadenza di marzo, quotando 219,00 euro, e di 50 centesimi nella scadenza di giugno, quotando 214,50 euro.

Una tonnellata di colza è salita di 5,00 euro nella scadenza di maggio, quotando 444,75 euro, e di 4,25 euro nella scadenza di agosto a 407,75 euro.

Sul CME, al momento della redazione di questo documento, [08/02/2021 19:25 (GMT+1)]

Uno staio di grano (circa 27 kg) in consegna a marzo è quotato $ 6,5475, in aumento di 13,50 (¢/b).

Uno staio di mais (circa 25 kg) in consegna a marzo è quotato $ 5,6450, ovvero in aumento di 16,00 (¢/b).

Uno staio di soia (circa 27 kg) in consegna a marzo è quotato a $ 13,8650.