Mentre i mercati tentavano invano, di mostrare uno stato d’animo cauto per iniziare la giornata, l’indice STOXX di 600 azioni europee, è sceso dello 0,4%.
Il rendimento dei titoli di Stato tedeschi a 10 anni è sceso di 1,9 punti base a -0,3290%.
I futures sull’S&P 500 sono scesi dello 0,28% per poi riprendersi leggermente.
L’indice MSCI Asia-Pacifico escluso il Giappone è sceso dello 0,66%, penalizzato da un calo dello 0,95% delle blue chip cinesi.
Il Nikkei giapponese è sceso dello 0,61%.
L’indice Hang Seng di Hong Kong è sceso dell’1,62%.
L’ultimo rendimento dei titoli del Tesoro USA a 10 anni è stato dell’1,6505%, in calo dall’1,732% di venerdì.
Anche il petrolio è sceso a causa dell’ampia offerta e delle rinnovate preoccupazioni per un rallentamento della ripresa della domanda di carburante a causa dei blocchi pandemici e del lento lancio dei vaccini in Europa.
Tant’è che i futures sul petrolio greggio US West Texas Intermediate (al momento della redazione del presente report), sono in calo dell’3,65% e quelli sul greggio Brent del 3,78% dopo aver recuperato un po’ da perdite più pesanti.
La causa scatenante di tutto questo tumulto è stata una nuova ondata di sanzioni statunitensi ed europee relative alle violazioni dei diritti umani nello Xinjiang, con Pechino che ha prontamente reagito contro l’UE con delle contromisure che inizialmente sembrava potessero includere anche rappresentanti politici, diplomatici, istituti e famiglie europee.
Ad aumentare il nervosismo dei mercati ci sono state ulteriori preoccupazioni sull’efficacia del vaccino AstraZeneca Plc sviluppato con l’Università di Oxford dopo che un’agenzia sanitaria statunitense ha affermato che il produttore di farmaci potrebbe aver incluso informazioni obsolete nei suoi dati.
Le preoccupazioni per il coronavirus ed il tumulto turco dopo il licenziamento shock del capo della banca centrale da parte del presidente Tayyip Erdogan nel fine settimana, hanno spinto molti investitori verso asset più sicuri.
In realtà il mercato dei cereali e dei semi oleosi era in gran parte tranquillo in attesa del rapporto USDA della fine di marzo.
Il 31 marzo p.v., il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti infatti pubblicherà il suo documento trimestrale, che fornisce un aggiornamento sulle scorte e sulle intenzioni di semina per la stagione 2020/21.
Questo è un rapporto importante, che certamente avrebbe smosso i mercati, ma fino ad allora, ci si aspettava di vedere una certa esitazione nei prezzi, al rialzo o al ribasso a seconda delle notizie in arrivo.
In questo contesto abbiamo osservato come la semina del mais nel sud degli Stati Uniti stia superando di gran lunga i ritmi degli anni passati.
I dati rilasciati ieri pomeriggio dall’USDA hanno mostrato che il 38% del mais del Texas è già stato piantato alla data di domenica scorsa, ovvero in aumento dell’8% rispetto alla settimana precedente e del 4% in più rispetto alla media quinquennale.
In Louisiana si è giunti a circa il 52%, mentre in Mississippi si è all’11%.
La safrinha in Brasile, ha subito enormi ritardi e ad oggi è completa all’86,2% nella regione del centro sud del paese.
Mediamente è indietro di circa il 10% rispetto alla media storica.
Secondo quanto riferito da Safras & Mercado, una società di consulenza agroalimentare brasiliana, si stima che altri 34,8 milioni di acri di mais safrinha dovranno essere piantati nella regione del Centro Sud del Brasile nelle prossime settimane.
La Cina, la scorsa settimana, aveva aumentato gli ordini di mais, anche se il rapporto sulle ispezioni delle esportazioni di ieri dell’USDA aveva smorzato un po’ l’ottimismo degli acquisti dato il calo dei ritmi di carico delle esportazioni e nonostante il trasporto settimanale sia rimasto tra i volumi settimanali più alti mai registrati nella campagna di commercializzazione 2020/21.
Il Brasile, certamente continua ad essere un elemento determinante atteso che dipende prevalentemente dal raccolto di safrinha per riuscire a realizzare i propri impegni di esportazione.
Con le scorte nazionali di mais ridotte, gli esportatori brasiliani dovranno probabilmente competere con i trasformatori locali per poter garantire gli impegni di mais all’estero.
Le spedizioni di soia dal Sud America continuano a subire ritardi mentre i costi di trasporto stanno aumentando poiché le navi in ritardo rimangono in attesa di esportare nei porti congestionati.
I commercianti di soia, inoltre, cominciano a contendersi i punti di carico con i commercianti di zucchero.
Pertanto, i costi di trasporto potrebbero rimanere alti poiché i porti con ogni probabilità rimarranno in arretrato per diversi mesi.
In questo contesto alcuni commercianti hanno riferito che gli armatori hanno aumentato drasticamente le controstallie, da circa $ 18.000 al giorno a $ 30.000 al giorno per i viaggi in Brasile.
E con scarse forniture dagli Stati Uniti, le navi che devono caricare la soia – la maggior parte delle quali sono destinate alla Cina – saranno costrette a continuare ad aspettare nei porti brasiliani.
La soia, inoltre, stava osservando da vicino il rally dell’olio di soia, sostenuto dalla crescente domanda di biodiesel negli Stati Uniti.
Il clima favorevole nel Mar Nero, unito al miglioramento dei rapporti sulle condizioni delle colture di grano invernale nelle pianure meridionali degli Stati Uniti, aveva parzialmente tranquillizzato gli operatori per quel che riguarda il grano date le discrete proiezioni dell’offerta globale.
Nel Kansas, infatti un calo del 30% dei livelli di umidità del suolo nelle ultime due settimane ha aumentato le valutazioni delle condizioni del grano invernale del 7% dalla settimana scorsa portandole al 45% da buono a eccellente.
Anche l’Oklahoma ha beneficiato delle piogge, aumentando del 5% dal rapporto della scorsa settimana, il rating sul grano invernale fissandolo al 62% da buono a eccellente.
Anche in Colorado ed in Texas si è registrato un miglioramento delle valutazioni.
Il raccolto del Colorado è migliorato dell’8% dalla settimana precedente venendo considerato al 33% da buono a eccellente, mentre il grano invernale del Texas ha visto un aumento della valutazione settimanale del 2% fissandosi al 29% da buono a eccellente.
Sul fronte europeo, si continua ad osservare un calo del 27,5% anno su anno nei volumi di esportazione di grano tenero dall’inizio dell’anno.
Secondo gli ultimi dati diffusi lunedì sera da Bruxelles, i dati sulle esportazioni europee di grano tenero per la campagna in corso sono leggermente rimbalzati, con 661.846 tonnellate esportate la scorsa settimana (contro le 439.679 tonnellate della settimana precedente), tuttavia il totale in questa fase è di sole 19,34 milioni tonnellate contro gli oltre 24 milioni dell’anno precedente.
Nel dettaglio, la Francia non progredisce, ma resta in testa, a 5.12 mt, davanti alla Lituania, a 2.63 mt e alla Polonia a 2.32 mt.
L’ufficio del Servizio agricolo al Cairo stima che la produzione di grano egiziano aumenterà di oltre l’1% a 330,7 milioni di bushel.
Quella produzione sarebbe un nuovo record per il paese nordafricano.
Tuttavia un addetto dell’USDA si aspetta che il più grande importatore di grano al mondo acquisti ancora più grano internazionale nella prossima campagna di commercializzazione.
Si prevede, infatti, che le importazioni di grano egiziano aumenteranno dell’1,5% a 485,0 milioni di bushel mentre la domanda globale di grano continuerà a salire nell’era della pandemia.
Sul fronte del commercio internazionale, la Giordania ha annullato la gara per l’acquisto di 120.000 t di orzo.
La Turchia ha annullato i dazi all’importazione sull’olio di girasole a causa del forte aumento dei prezzi interni e dell’offerta limitata sul mercato interno.
I dazi all’importazione su olio di senape, colza e olio di colza, cartamo e olio di cartamo saranno pari a zero fino al 30 giugno 2021.
Sul fronte della politica monetaria internazionale, oggi la Banca mondiale ha reso noto che avvierà programmi di vaccinazione in 30 paesi entro la fine di aprile, sostenuti da circa $ 2 miliardi di finanziamenti, secondo quanto riferito dal presidente David Malpass.
Il Presidente Malpass in occasione di un evento online dell’Organizzazione mondiale del commercio, ha anche aggiunto che l’espansione del commercio è di fondamentale importanza per una ripresa dei paesi in via di sviluppo.
Secondo Malpass è giunto il momento di abbassare le tariffe e le restrizioni normative in collaborazione diretta con i paesi interessati.
A fare da eco c’è stato l’amministratore delegato del FMI, Kristalina Georgieva, secondo cui “le prospettive di ripresa dal rallentamento economico indotto dal COVID sono incerte e disomogenee, con alcune economie emergenti e quasi tutti i paesi a basso reddito a rischio di una crescita inferiore”.
Pertanto, si ritiene che sia arrivato il momento di raddoppiare gli sforzi di modo che il commercio possa essere di nuovo il motore della crescita e delle opportunità.
Una ripresa del commercio, se gestita bene, può migliorare la crescita e il tenore di vita nei paesi in via di sviluppo.
In questo contesto quindi, Euronext chiude con una tonnellata di grano tenero in aumento di 2,25 euro nella scadenza di maggio, quotando 221,00 euro, mentre resta invariata nella scadenza di settembre, quotando 196,50 euro.
Una tonnellata di mais, guadagna 1,50 euro nella scadenza di giugno ed 1,00 euro in quella di agosto, quotando rispettivamente 217,00 euro e 214,50 euro.
Una tonnellata di colza ha guadagnato 7,75 euro nella scadenza di maggio, quotando 520,75 euro, e 4,75 euro nella scadenza di agosto, quotando 445,25 euro.
A Chicago, al momento della redazione del presente report [23/03/2021 19:07 (GMT+1)], uno staio di grano (circa 27 kg) in consegna a maggio sta quotando $ 6,3550 in aumento di 8,25 (¢/b).
Uno staio di mais (circa 25 kg) in consegna a maggio, sta quotando $ 5,5150 in aumento di 2,50 (¢/b).
Uno staio di soia (circa 27 kg) in consegna a maggio, sta quotando $ 14,2525 in aumento di 7,75 (¢/b).
Domani avremo modo di commentare come si chiuderà la sessione Oltre Oceano.
“L’opportunità favorisce la mente preparata ed a volte gli audaci”.
(Louis Pasteur)
