IL FREDDO FA IMPENNARE I PREZZI DEL GRANO E DEL MAIS OLTRE OCEANO

Le preoccupazioni sulle condizioni meteo in Nord America, fanno balzare i futures a Chicago, mentre la gara indetta dall’Algeria, supporta i prezzi europei

I prezzi del grano al Matif sono aumentati ulteriormente, in attesa dei risultati della gara algerina.

È probabile che la Francia fornirà buona parte del prodotto, resta tuttavia da capire quale sarà la quantità effettivamente acquistata dall’Algeria a fine gara.

La scadenza era fissata per oggi, ma i dettagli non sono stati ancora resi noti.

Nel contempo, sempre l’OAIC Algerino, oggi ha indetto un’altra gara, questa volta per l’acquisto di 50.000 tonnellate di orzo da foraggio da consegnare nella seconda metà di marzo.

Questi due fattori hanno certamente contribuito a mantenere una certa effervescenza dei prezzi europei.

Sul fronte delle condizioni meteo infatti, in Europa non sembra che si siano avuti danni significativi alle colture invernali da questa ondata di freddo, sia perché queste si trovavano già ad uno stadio vegetativo abbastanza avanzato, sia perché in molti areali la neve ha fornito una protezione adeguata.

Sebbene l’impatto del gelo non possa essere completamente determinato almeno fino a quando i raccolti non emergeranno dalla dormienza invernale, la prevista assenza di gravi perdite nell’Unione Europea potrebbe determinare un raccolto decisamente più ampio quest’anno, supportato anche dall’incremento delle superfici investite.

Secondo alcuni analisti, tuttavia, la colza seminata durante la siccità di fine estate ed alcuni appezzamenti di orzo primaverile, sembrano più compromessi rispetto al grano.

Oltre Oceano, invece, questa ondata di freddo nelle pianure statunitensi ha creato maggiori preoccupazioni sul mercato, soprattutto per le condizioni del grano invernale.

Si prevede, infatti, che il 10% del raccolto di grano tenero invernale ed il 15% del raccolto di grano duro invernale, subirà danni notevoli dovuti alle gelate.

Sul fronte della domanda internazionale, il Ministero dell’Agricoltura giapponese è alla ricerca di 82.393 tonnellate di grano di qualità alimentare mentre alcuni importatori delle Filippine stanno cercando di acquistare circa 145.000 tonnellate tra grano da macina ed uso zootecnico con provenienza Stati Uniti.

Per quanto riguarda il mais, invece, questo oggi è stato sospinto dall’aumento dei prezzi del complesso energetico e dalle importanti vendite fatte venerdì scorso in America Centrale.

I prezzi del petrolio, hanno raggiunto livelli di prezzo pre-pandemici, conseguentemente ne hanno beneficiato tutti gli oli vegetali, ampiamente utilizzati nella produzione dei biocarburanti.

I semi oleosi dipendono ancora da una disponibilità limitata in Europa ed attraverso l’Atlantico.

Il ritorno della siccità in Argentina sta anche sollevando preoccupazioni per le colture sudamericane di mais e soia, ma certamente il forte balzo del grano di oggi ha contribuito a supportare ulteriormente i prezzi del mais.

Anche la soia statunitense, che sta già da tempo vivendo una situazione di tensione in termini di scorte, oggi sta beneficiando dei timori climatici nelle pianure americane.

La vivace domanda interna ed internazionale di soia statunitense, come sappiamo, ha eroso le scorte statunitensi.

L’attività di esportazione dovrebbe essere leggera questa settimana a causa delle celebrazioni del capodanno lunare cinese.

Tuttavia, secondo alcuni analisti, gli impianti di trasformazione della soia negli Stati Uniti a gennaio hanno gestito la loro terza più grande quantità mensile mai registrata atteso che la National Oilseed Processors Association oggi ha reso noto che i suoi membri hanno schiacciato ben 183,087 milioni di bushel.

Nel mentre i ritardi nel raccolto in Brasile, ovviamente, creano preoccupazioni sul lato dell’offerta, sostenendo ulteriormente i prezzi.

Ai ritardi del raccolto Sudamericano, si aggiungono anche alcuni problemi logistici, dovuti all’accavallarsi delle diverse attività.

Secondo il gruppo commerciale di semi oleosi Abiove, infatti, migliaia di camion carichi di cereali per l’esportazione sono rimasti bloccati sabato vicino ad una stazione di trasbordo merci nel nord del Brasile.

Un dollaro più debole ed un Dollar Index che è sceso dello 0,33%, hanno supportato ulteriormente tutti i prezzi sui mercati americani.

Degna di nota è la notizia secondo cui, la più grande banca francese, BNP Paribas, ha annunciato ieri che smetterà di concedere credito alle aziende coinvolte nella produzione di carne bovina o di soia su terreni sgomberati dalla foresta pluviale amazzonica brasiliana dopo il 2008.

È una mossa audace ed interessante – si ritiene che la deforestazione dell’Amazzonia sia un fattore determinante nel cambiamento climatico e nella protezione della foresta pluviale potrebbe aiutare a mitigare i modelli meteorologici estremi.

Ma i prezzi elevati offrono agli agricoltori brasiliani pochi incentivi a contrarre la superficie nel prossimo futuro.

Il Brasile probabilmente raccoglierà 4,89 miliardi di bushel di soia quest’anno – un volume record – dovuto in gran parte all’espansione della superficie, gran parte della quale proviene dalla foresta pluviale amazzonica.

Così, Euronext chiude con una tonnellata di grano tenero che è aumentata di due euro nella scadenza di marzo, quotando 230,50 euro e di 75 centesimi nella scadenza di maggio, quotando 223,25 euro.

Una tonnellata di mais è aumentata di 75 centesimi nella scadenza di marzo, quotando 221,00 euro, mentre è rimasta invariata nel contratto di giugno, quotando 215,50 euro.

Una tonnellata di colza è aumentata di 7,50 euro nella scadenza di maggio, quotando 461,50 euro e di 3,25 euro nella scadenza di agosto, quotando 419,50 euro.

Sul CME, invece, in questo momento [16/02/2021 19:36 (GMT+1)] uno staio di grano (circa 27 kg) in consegna a marzo sta quotando $ 6,5475 in aumento di 18,25 (¢/b).

Uno staio di mais (circa 25 kg) in consegna a marzo sta quotando $ 5,5050 in aumento di 11,75 (¢/b).

Un staio di soia (circa 27 kg) in consegna a marzo, sta quotando $ 13,8225 in aumento di 10,25(¢/b).

Domani avremo modo di commentare la chiusura delle sessioni.

Fortuna Eruditis Favet (“fortune favours the prepared mind”).