IL CLIMA FREDDO IN RUSSIA ED I RITARDI SULLA SOIA IN BRASILE TRASCINANO I MERCATI

I prezzi del grano europeo sono aumentati, favoriti, stavolta, dalle incertezze climatiche nel bacino del Mar Nero.

Il rischio di gelo minaccia il grano russo.

Le temperature stanno scendendo a -20 ° C, ma parte del sud del paese e del Volga hanno ancora solo una parziale copertura nevosa.

In tutta l’Europa occidentale, invece, stanno tornando pian piano temperature più miti dopo l’ondata di freddo che ha segnato l’inizio di questo mese.

Tuttavia anche se è vero che i cereali invernali hanno resistito bene a questo calo delle temperature, la colza al contrario avrebbe sofferto alquanto.

In tal senso, restano decisamente in calo le prospettive per la produzione di colza sia in Europa che in Ucraina dove, già la semina autunnale, era stata condotta in condizioni molto difficili.

I prezzi della colza europea, conseguentemente, hanno continuato a salire, supportati anche dall’andamento del petrolio, superando i 480 euro nel contratto di maggio.

Il Brent del Mare del Nord in consegna ad aprile ed il Crude Oil statunitense WTI in consegna per lo stesso mese, infatti, si sono confermati in positivo, dopo aver toccato livelli che non si vedevano dall’8 gennaio 2020.

L’aumento dei prezzi del petrolio greggio ha rafforzato quelli dell’olio di soia considerando anche le scarse forniture globali di olio vegetale ed i crescenti margini nei biocarburanti.

I prezzi del grano Oltre Oceano stanno invece aumentando, a seguito della forza che stanno mostrando mais e soia.

I danni causati dalla tempesta invernale dei giorni scorsi negli USA, continuano ad essere valutati con attenzione dal mercato, sebbene le preoccupazioni per le perdite non siano più alte come prima, specialmente dopo il rapporto settimanale rilasciato dall’USDA lunedì sulle condizioni dei raccolti che in fondo è stato abbastanza misto.

I danni da gelo sono ancora difficili da stimare sia in Kansas che in Oklahoma, ma, secondo i feedback che vengono dal campo, il disastro sarebbe stato evitato.

Un dollaro più debole ha anche sostenuto i prezzi nel corso della mattinata.

La situazione per quanto riguarda la soia, invece, continua a peggiorare sempre più in Brasile.

I problemi insorti nel settore energetico potrebbero limitare le forniture di diesel agli agricoltori nei prossimi giorni, ritardando ulteriormente la raccolta della soia e, quindi, la semina del mais.

La compagnia petrolifera statale Petrobas, infatti, rifiuta ordini di petrolio da potenziali acquirenti poiché i prezzi dell’energia fissati a suo tempo, sono molto al di sotto di quelli attuali.

A tal proposito, il presidente brasiliano Jair Bolsonaro ha estromesso l’ex CEO di Petrobas, Roberto Castello Branco, alla fine della scorsa settimana dopo che Branco aveva tentato di aumentare i prezzi per impedire a Petrobas di subire una perdita conseguente all’aumento della domanda dovuta ai prezzi energetici praticati più bassi.

Nel frattempo però, le richieste degli agricoltori di avere più carburante vengono in gran parte ignorate, mentre Petrobas, di proprietà statale, tenta di riorganizzarsi.

Secondo Reuters, nei prossimi mesi l’incertezza sulla fornitura di carburante aumenterà e, conseguentemente, anche il prezzo che verrà praticato.

A questa situazione, già di per se stessa destabilizzante, va ad aggiungersene un’altra.

Alcuni coltivatori brasiliani di soia sono inadempienti sulle vendite a termine fatte mesi fa, quando i prezzi erano più bassi.

Questo, sta innescando cause legali e causando potenzialmente perdite finanziarie per le società commerciali.

Gli agricoltori brasiliani hanno venduto la maggior parte della produzione in largo anticipo, spinti dalla forte domanda e da un real brasiliano abbastanza debole.

Già allo scorso luglio, il 40% del raccolto 2020-21 era stato venduto.

I prezzi, come sappiamo, nel frattempo sono più che raddoppiati.

Sebbene ciò, al momento rappresenta solo alcuni casi isolati, gli acquirenti internazionali sono sempre più preoccupati che sempre più agricoltori possano intraprendere azioni simili, il che potrebbe portare a delle perdite finanziarie ingenti laddove gli esportatori dovessero andare ad acquistare la soia mancante sul mercato spot per coprire le proprie vendite fatte all’estero già da tempo.

I contratti a termine tra commercianti ed agricoltori di solito non hanno una clausola di washout, ma prevedono solo una multa che deve essere pagata in caso di mancato rispetto.

La penale varia dal 20% al 50% del valore della merce non consegnata.

Considerando che i prezzi locali della soia potrebbero essere più che raddoppiati dalla vendita a termine, gli agricoltori possono guadagnare di più pagando la multa e vendendo la stessa soia sul mercato spot.

Alcune aziende, nel frattempo, hanno chiesto l’autorizzazione alle autorità locali per sequestrare la soia acquistata dalle fattorie.

Finora ci sono stati circa 20 episodi come questo, tuttavia, questo numero è alto per questa fase iniziale della raccolta, che è giunta solo al 15%.

In tal senso la scorsa settimana Abiove, ha lanciato uno strumento per monitorare l’adempimento dei contratti di soia da parte degli agricoltori.

L’idea è quella di registrare i dati del contratto in una piattaforma riservata, fornendo alle aziende informazioni sul volume aggregato venduto da ciascun produttore.

C’è un serio rischio ed il mercato è preoccupato, ma al momento, viene considerato come un rischio moderato.

I prezzi del mais, ovviamente, hanno seguito quelli della soia, poiché il ritardo nella raccolta della soia in Brasile ha ridotto la finestra temporale per la semina del mais safrinha.

Anche i prezzi rialzisti dell’energia hanno sostenuto i guadagni del mais, soprattutto perché i gasdotti naturali hanno cominciato a rifornirsi e la produzione di etanolo si affretta a tenere il passo con la crescente domanda di carburante da parte dei consumatori.

In tal senso, anche se le stime settimanali sulla produzione di etanolo pubblicate oggi dalla US Energy Information Administration (EIA) hanno mostrato un’altra settimana di bassa produzione, con tre settimane consecutive di aumento della domanda di carburante i produttori di etanolo sembrano essere più incoraggiati.

Tuttavia, i guadagni sul mais sono rimasti limitati a causa delle previsioni di una produzione record di mais brasiliano 2020/21 nonostante i ritardi nella semina.

In questo contesto, Euronext ha chiuso con una tonnellata di grano tenero che ha preso 4,50 euro nella scadenza di marzo, quotando 245,25 euro, e 3,25 euro nella scadenza di maggio, quotando 232,75 euro.

Una tonnellata di mais, nel frattempo, è scesa di 0,25 centesimi nella scadenza di marzo, quotando 229,50 euro, mentre sul contratto di giugno ha guadagnato 1,25 euro, quotando 221,25 euro.

Una tonnellata di colza ha guadagnato 12,50 euro nella scadenza di maggio, quotando 484,50 euro e 4,25 euro nella scadenza di agosto, quotando 428,50 euro.

A Chicago, in questo momento [24/02/2021 20:09 (GMT+1)] uno staio di grano (circa 27 kg) in consegna a marzo sta quotando a $ 6,7875 in aumento di 13,00 (¢/b).

Uno staio di mais (circa 25 kg) in consegna a marzo, sta quotando $ 5,5900 in aumento di 5,25 (¢/b).

Uno staio di soia (circa 27 kg) in consegna a marzo sta quotando $ 14,2075 in aumento di 14,75 (¢/b).

Domani avremo modo di commentare come si chiuderanno le sessioni odierne.

“L’opportunità favorisce la mente preparata ed a volte gli audaci”.

(Louis Pasteur)