I ritardi nella raccolta della soia brasiliana sono ormai notori, tuttavia, sembra che il mercato abbia appreso di questa notizia per la prima volta solo oggi, dopo che è stato reso noto che fino a questo momento il raccolto è giunto solo al 15% contro il 31% dello scorso anno.

La lentezza del raccolto in Brasile certamente continua a rallentare le spedizioni dal paese sudamericano, favorendo le esportazioni di soia dagli Stati Uniti.

Conseguentemente, la soia a Chicago sta guadagnando oltre il 3%.

Questi ritardi stanno facendo ritornare anche le preoccupazioni sulla semina del secondo raccolto di mais brasiliano, la cosiddetta safrinha, supportando a loro volta anche i prezzi del mais.

Questo prodotto, generalmente viene esportato a giugno inoltrato.

Ad ogni modo, sia il Brasile che l’Argentina si aspettano un raccolto più grande del previsto.

L’Argentina ha ricevuto piogge abbondanti nella regione della Pampa dove si coltivano i cereali.

I meteorologici ritengono che queste precipitazioni saranno sufficienti a recuperare i danni alle colture causati dalla siccità durante la stagione delle semine.

Il clima umido di gennaio offre agli agricoltori argentini la possibilità di avere rese più elevate per mais e soia, soprattutto considerando le condizioni di semina asciutta dello scorso autunno.

Nel mentre la Cina sembra non abbia fretta di acquistare.

Non assistiamo a vendite straordinarie verso la Cina da parte degli Stati Uniti, già da qualche settimana.

Nonostante ciò, però, oggi mais e soia stanno facendo assistere ad un nuovo rally, portando i relativi prezzi ai massimi delle ultime due settimane.

Tra le notizie rialziste ieri, c’è stato l’accordo che la US Environmental Protection Agency (EPA) ha raggiunto con la Decima Corte d’Appello.

Sebbene questa intesa, probabilmente farà arrabbiare l’industria petrolifera, è una grande vittoria per il settore agricolo, soprattutto perché la domanda di etanolo in questo momento ha la necessità di riprendersi dalla pandemia.

Questo, ovviamente, presuppone un maggior uso di mais per la produzione dei biocarburanti.

I prezzi dei semi oleosi, dal canto loro, sono supportati in questo momento oltre che dal ritardo nei siti di raccolta in Brasile, dal netto aumento dei prezzi del petrolio.

I prezzi del petrolio, infatti, hanno battuto nuovi record, sospinti parzialmente dal dollaro più debole dei giorni scorsi e, parzialmente, dalla lenta ripresa della produzione statunitense dopo l’ondata di freddo che ha colpito in modo particolare il Texas la scorsa settimana e che ha visto fermare diverse attività.

Palma, e canola [la colza GM prodotta principalmente in Canada] non rimangono indietro, con quest’ultima che va verso un nuovo massimo storico.

Anche i prezzi della colza europea, sulla scia degli altri oli vegetali e del petrolio, viaggiano verso nuovi record, sforando il muro dei 470 euro nelle consegne di maggio.

Il grano invece, dopo il rally di ieri, oggi sembra aver preso una pausa di riflessione, anche a seguito di una serie di prese di profitto e di previsioni meteo più miti sia nelle pianure statunitensi che in Europa.

Il rapporto sulle condizioni dei raccolti invernali negli Stati Uniti pubblicato ieri dall’USDA in realtà è stato contrastante, con unico dato degno di nota il rating del grano in Texas che, declassava dal 43% al 40 % le condizioni della coltura considerate “da buono ad eccellente”.

L’Europa ha vissuto periodi di freddo sia a gennaio che a febbraio, portando molti osservatori di mercato ad aumentare la preoccupazione per le condizioni delle colture invernali.

Tuttavia, è probabile che la copertura nevosa presente in quel momento abbia protetto le piante di grano dormienti.

Queste previsioni fanno ben sperare i coltivatori di grano dell’Unione europea.

Un dollaro leggermente più forte oggi, ed un Dollar Index che è salito di $ 0,141 portandosi a $ 90,140, hanno contribuito ad appesantire anche se leggermente i prezzi del grano.

Così, in questo momento [23/02/2021 17:38 (GMT+1)] su Euronext, una tonnellata di grano tenero è in aumento di 1,25 euro nella scadenza di marzo, quotando 240,75 euro, mentre è invariata nella scadenza di maggio, quotando 229,25 euro.

Una tonnellata di mais, sta guadagnando 25 centesimi nella scadenza di marzo, quotando 229,25 euro, e 1,25 euro nel contratto di giugno, quotando 221,00 euro.

Una tonnellata di colza avanza di 12,50 euro nella scadenza di maggio, quotando 473,50 euro, e di 6,25 euro nella scadenza di agosto, quotando 423,50 euro.

A Chicago, uno staio di grano (circa 27 kg) in consegna a marzo sta quotando a $ 6,5950 in calo di 4,50 (¢/b).

Uno staio di mais (circa 25 kg) in consegna a marzo, sta quotando $ 5,5475 in aumento di 3,75 (¢/b).

Uno staio di soia (circa 27 kg) in consegna a marzo sta quotando $ 14,1825 in aumento di 34,50 (¢/b).

Domani avremo modo di commentare come si chiuderanno le sessioni odierne.

“L’opportunità favorisce la mente preparata ed a volte gli audaci”.

(Louis Pasteur)

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