Prese di profitto e piogge ridimensionano grano, mais e soia, ma la ripresa della domanda dopo la pausa natalizia, potrebbe dare luogo ad un nuovo rally
Il commercio, in generale, è sempre alla ricerca di rapporti a supporto delle proprie scelte.
Probabilmente ci vorrebbe una forte riduzione delle forniture, per spingere nuovamente il mercato più in alto.
Inoltre, con un mercato di per se già alto, potremmo essere più esposti a dei ribassi, se i cambiamenti sono minori del previsto o se non venissero effettuati tagli di grandi dimensioni alle forniture globali.
Al momento, però, non si prospetta un trend ribassista.
Le scorte statunitensi di mais e soia, infatti, dovrebbero essere inferiori rispetto a quelle pubblicate a dicembre.
Si prevede inoltre che le scorte globali di mais, soia e grano saranno ancora più ridotte del precedente rapporto.
Sia le produzioni del mais che della soia in Argentina ed in Brasile dovrebbero essere più basse rispetto alle prospettive di dicembre.
L’USDA fornirà inoltre le proprie stime riviste sulla produzione statunitense di mais e soia, con il mercato che si orienta verso dati inferiori.
Si prevede che la superficie a grano invernale negli Stati Uniti sarà in aumento rispetto ad un anno fa.
Le vendite all’esportazione settimanali statunitensi in realtà sono state lente.
Le esportazioni di soia per il 2020/21 sono state di soli 1,4 milioni di bushel, nettamente al di sotto delle aspettative del mercato.
La Cina ha acquistato 13,6 milioni di bushel che sono stati più che compensati da cancellazioni per destinazioni sconosciute di 28,3 milioni di bushel.
Le vendite all’esportazione di soia per 2,9 milioni di bushel, per il 2021/2022, sono state per lo più verso la Cina (2,3 milioni).
Le vendite all’esportazione di mais di 29,5 milioni di bushel, erano nella fascia più bassa delle aspettative del mercato.
Anche le vendite di esportazioni del frumento sono state inferiori alle attese, attestandosi a 10,1 milioni di bushel.
La Cina ha acquistato 1,7 milioni di bushel di HRS, 110.000 di HRW e 184.000 di grano bianco.
Le vendite di cotone per 153.100 balle sono in calo del 47% rispetto alla settimana precedente e del 60% rispetto alla media di 4 settimane.
Infatti, per soddisfare quelle che sono le attuali proiezioni sulle esportazioni da parte dell’USDA da qui in avanti, fino alla fine della campagna, le vendite di soia avrebbero dovuto avere una media di circa 6 milioni di bushel/settimana, mentre quelle di mais avrebbero dovuto raggiungere almeno una media di 25,7 milioni di bushel/settimana.
Però, la mancanza di concorrenza da altre origini, dovrebbe continuare a favorire gli Stati Uniti almeno fino al mese prossimo.
Ed infatti, questa settimana, pare siano riprese le vendite verso l’export di soia con due ordini verso destinazioni sconosciute annunciati ieri dal Ministero dell’Agricoltura: uno per 213.350 tonnellate e un altro per 130.000 tonnellate.
Oggi è stata annunciata un’altra vendita di soia per 204.000 tonnellate, verso la Cina,
In questo contesto, ieri i prezzi dei principali contratti di grano, mais e soia quotati a Chicago, hanno perso un po’ terreno a causa delle prese di profitto e delle migliori previsioni meteorologiche in Sud America.
La soia è diminuita dello 0,34%, il mais è diminuito dello 0,20%.
Ma è stato il grano che è sceso di più (-0,81%) mentre gli operatori prendono posizione prima della pubblicazione del rapporto mensile statunitense sullo stato delle scorte mondiali (Wasde).
Anche i prezzi europei, ovviamente, hanno influenzato sul calo dei prezzi a Chicago.
In questo momento [08/01/2021 17:03 (GMT+1)] al CME la seduta è contrastata atteso che uno staio di grano (circa 27 kg) in consegna per marzo sta perdendo 0,03$ quotando 6,3925 dollari.
Mentre uno staio di mais (circa 25 kg) in consegna per marzo sta quotando $ 4,9625, in aumento di 0,0225$.
Uno staio di soia (circa 27 kg) in consegna per gennaio sta guadagnando 0,19$, quotando $ 13,7950.
Su Euronext, invece, stiamo visualizzando una situazione un po’ più decisa, con una tonnellata di grano tenero che sta aumentando di 2,00 euro nella scadenza di marzo, quotando 216,50 euro e di 1,50 euro nella scadenza di maggio, quotando a 213,50 euro.
Una tonnellata di mais sta guadagnando 1,25 euro, nella consegna di marzo, quotando 202 euro, e 1,00 euro nella scadenza di giugno quotando 203 euro, per oltre 500 lotti scambiati.
I prezzi della colza, invece, continuano ad aumentare in un contesto ancora molto dinamico, in particolare a causa del persistente rialzo del petrolio, dopo gli annunci dei membri dell’OPEC + di voler contenere l’offerta e con le speranze di un ritorno della domanda, grazie alle campagne di vaccinazione .
Così su Euronext , una tonnellata di colza sta guadagnando 7 euro nella scadenza di febbraio, quotando 439,25 euro e 6,00 euro nella scadenza di maggio, quotando 429,50 euro.
Tuttavia, la prossima settimana, sono previste piogge sia in Brasile che Argentina, il che dovrebbe aiutare i raccolti e quindi abbassare i prezzi.
Vedremo come si chiuderanno le sessioni.
