Nonostante le vendite record, le spedizioni settimanali pubblicate oggi dall’Agenzia Statunitense hanno deluso le aspettative dei trader
Il rapporto settimanale sulle vendite all’esportazione pubblicato stamattina dall’Agenzia USA che copre la settimana fino al 28 gennaio, conteneva alcuni dati di vendita piuttosto impressionanti da digerire, se visti in maniera asettica e senza conoscere le dinamiche delle vendite statunitensi.
Molte di queste vendite, infatti, erano già state rese note singolarmente nel corso della settimana presa in esame essendo, per la stragrande maggioranza, superiori alle 100.000 t, e pertanto gli operatori per legge sono obbligati a comunicarle al Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti.
Certamente il mais non solo ha raggiunto il massimo dell’anno di commercializzazione, ma ha anche registrato il più alto conteggio settimanale mai visto prima.
La soia non ha scherzato neppure facendo registrare un 77% in più rispetto alla settimana precedente.
Anche il grano è aumentato del 69% rispetto alla settimana precedente.
Tuttavia, come già detto, molti di questi dati, erano già stati metabolizzati dai mercati nel corso della scorsa settimana.
Passando ai numeri le vendite all’esportazione di mais hanno raggiunto i 292,8 milioni di bushel per quanto riguarda il vecchio raccolto.
Le vendite sul nuovo raccolto hanno registrato altri 3,3 milioni di bushel (tutti destinati al Giappone) per un totale di 296,1 milioni di bushel.
I totali cumulativi per la campagna 2020/21 sono ora a 788 milioni di bushel, eclissando il ritmo dello scorso anno di 437,3 milioni di bushel.
Le vendite di sorgo sono scese del 62% al di sotto della media delle quattro settimane precedenti, a 2,5 milioni di bushel, con la stragrande maggioranza del prodotto destinata alla Cina.
Le vendite cumulative per la campagna 2020/21 stanno ancora triplicando il ritmo dello scorso anno, con 106,6 milioni di bushel.
Per quanto riguarda la soia le vendite all’esportazione sono aumentate notevolmente rispetto alla settimana precedente, con 30,3 milioni di bushel di vecchio raccolto, più 23,3 milioni di bushel di nuovo raccolto per un totale di 53,6 milioni di bushel.
Finora i totali cumulativi per la campagna 2020/21 sono quasi raddoppiati rispetto al ritmo dell’anno scorso, con 1,746 miliardi di bushel.
Per quanto riguarda il grano vecchio raccolto le vendite sono aumentate del 69% rispetto alla settimana precedente, portandosi a 23,6 milioni di bushel.
Le vendite del nuovo raccolto hanno aggiunto altri 3,4 milioni di bushel, per un totale di 27,0 milioni di bushel.
I totali cumulativi per la campagna di commercializzazione 2020/21 hanno raggiunto i 588,2 milioni di bushel, un valore leggermente inferiore al ritmo dell’anno scorso.
Tuttavia, ciò che ha “deluso” i mercati, sono state le esportazioni effettive con le spedizioni di mais scese del 17% al di sotto della media delle quattro settimane precedenti essendo state 39,2 milioni di bushel.
Le spedizioni di soia esportate anche se ancora importanti, sono scese del 7% al di sotto della media delle quattro settimane precedenti essendosi attestate a 72,1 milioni di bushel.
Anche le spedizioni di grano sono diminuite, con un 2% in meno rispetto alla settimana precedente anche se sono rimaste del 29% sopra la media delle quattro settimane precedenti, con 18,3 milioni di bushel.
Solo le spedizioni di esportazione di sorgo sono aumentate notevolmente da una settimana fa, essendo state di 12,2 milioni di bushel.
Conseguentemente una serie di vendite sta portando in rosso il grano, il mais lotta per un pareggio a fine seduta, la soia invece si mantiene positiva anche in virtù dei nuovi scioperi in Brasile ed in Argentina.
La soia americana è in aumento, anche a causa delle preoccupazioni per i raccolti brasiliani ed argentini.
I prezzi della colza europea, invece sono rimbalzati, supportati da un contesto generale di tensioni per gli oli vegetali e dal l’ olio di palma malese che ha registrato un forte rimbalzo dopo una sessione di calo, avuta sulla scia dell’aumento delle tasse all’importazione in India.
Per quanto riguarda la canola canadese anche se ieri si è un pò consolidata, resta su livelli altissimi e si temono ulteriori tensioni sulla disponibilità canadese.
Così Euronext, ha chiuso con una tonnellata di frumento tenero che ha pareggiato nella scadenza di inizio marzo, quotando 224,75 euro ed in calo di 1,00 euro nella scadenza di maggio, quotando 218,75 euro.
Una tonnellata di mais, dal canto suo, ha guadagnato 1,50 euro nella scadenza di inizio marzo, quotando 217,75 euro, ed 1,00 euro nella scadenza di giugno, quotando 213,75 euro.
Una tonnellata di colza ha guadagnato 2,75 euro nella scadenza di maggio, quotando 439,25 euro e 2,25 euro nella scadenza di agosto, quotando 401,00 euro.
Al CME in questo momento [04/02/2021 19:02 (GMT+1)] uno staio di grano (circa 27 kg) in consegna a marzo è in calo di 12,75 (¢/b), quotando $ 6,3550.
Uno staio di mais (circa 25 kg) in consegna a marzo è in calo di 3,50 (¢/b), quotando $ 5,4850.
Uno staio di soia (circa 27 kg) in consegna a marzo sta guadagnando appena 2,25 (¢/b), quotando $ 13,7350.
