I cereali provano a riprendersi grazie agli “acquisti tecnici”​ dei fondi

I fondi, dopo le recenti vendite di venerdì, rinnovano l’interesse per soia e mais.

Sul grano, invece, stiamo assistendo a molteplici dinamiche contrastanti tra di loro.

Il peggioramento delle condizioni del raccolto del grano invernale in Kansas, Colorado, Nebraska e South Dakota, sta spingendo al rialzo i future del grano di Kansas City.

Al contrario, il miglioramento delle condizioni del grano invernale nel Midwest sta trascinando al ribasso i futures sul grano di Chicago.

I futures sul grano primaverile, invece, sono contrastanti a causa dell’indebolimento del dollaro.

I prezzi del grano russo sono scesi durante la notte dopo i rally delle scorse settimane anche a causa della pressione esercitata dagli esportatori che stanno cercando di spedire quanto più prodotto possibile prima dell’imposizione dei dazi.

Questa tendenza si è estesa a tutta l’area del bacino del Mar Nero, tanto che i prezzi alle esportazioni del grano in Ucraina sono diminuiti tra $ 0,08 e $ 0,11 per staio da venerdì scorso a ieri quando, abbiamo potuto rilevare una quotazione compresa tra $ 7,81 e $ 8,14 per staio.

Non è cambiato molto dopo il crollo del mercato avvenuto la scorsa settimana.

Tuttavia, non c’è stato alcun nuovo movimento di vendita da parte dei fondi di investimento e ciò, sta permettendo agli speculatori che cercavano di approfittare del declino, di entrare sul mercato, spingendo verso l’alto i prezzi.

A ciò, ovviamente, si aggiungono alcune preoccupazioni meteorologiche che continuano ad affliggere specialmente le colture a grano invernale, in particolare nell’Europa dell’est.

Queste colture hanno mostrato una discreta resistenza ai danni da gelo fino a dicembre, ma le temperature calde di gennaio nella regione sud-orientale dell’Unione europea, potrebbero mettere i raccolti dell’area a rischio di danni da gelo.

Se si dovessero verificare fenomeni di congelamento da qui in avanti si andrebbe verso un ridimensionamento del potenziale produttivo.

Tutti questi fattori contrastanti tra di loro, ovviamente, si riflettono principalmente sul mercato fisico.

Nonostante questo rimbalzo dei prezzi dei futures, dovuto in gran parte ad acquisti tecnici da parte dei fondi monetari gestiti, le vendite degli agricoltori, al contrario, sono rimaste molto lente poiché i produttori si aspettano di vedere ulteriori azioni sui prezzi.

Di conseguenza i prezzi dei mercati in contanti, tranne quelli dell’area del Mar Nero, sono rimasti per lo più stabili.

La conferma ufficiale dell’applicazione da parte della Russia della tassa sull’esportazione, sta avendo uno scarso impatto sui prezzi, poiché era stata già abbondantemente digerita dal mercato nelle scorse settimane.

Le favorevoli previsioni meteorologiche sudamericane, inoltre, gettano acqua sul fuoco, limitando i guadagni.

Le buone condizioni di semina in Sud Africa stanno consentendo agli agricoltori del paese di aumentare gli investimenti a mais e ciò, anche in ragione dei prezzi mondiali più elevati.

Un sondaggio di Reuters prevede che il Crop Estimates Committee (CEC) del Sud Africa rilascerà stime di semina 2020/21 pari a 6,9 milioni di acri di mais, ovvero in aumento del 7% rispetto all’anno precedente.

Il Sudafrica è il settimo esportatore mondiale di mais.

Il Ministero dell’Agricoltura ucraino ha, messo ulteriore pressione sul mercato, alzando il target export per la stagione in corso di 1,25 Mt, portandolo a 23,5 Mt.

L’UGA (Associazione Ucraina del grano) ha inoltre raggiunto un ulteriore accordo con il governo per una quota export pari a 24 Mt, da applicarsi almeno fino al prossimo 30 giugno, ovvero un tetto sufficientemente alto da non imporre alcun vincolo alle esportazioni nazionali.

Al contrario, sulla scena internazionale, ad alimentare il trend rialzista, c’è stata l’Algeria che ha lanciato una nuova gara, appena una settimana dopo aver esitato quella precedente.

Il calo dei prezzi nei giorni scorsi, infatti, ha spinto l’Algeria a tornare nuovamente agli acquisti per carichi previsti nel mese di marzo.

Francia ed Argentina potrebbero essere tra i fornitori più competitivi.

L’Unione Europea, dal canto suo, nell’ufficializzare le esportazioni di grano tenero a 511.572 tonnellate, (385.769 tonnellate la settimana precedente), arrivando così ad un totale di 14,5 milioni di tonnellate (Mt) dall’inizio della stagione, secondo quanto prognosticato dall’Agenzia Statunitense, avrebbe serie difficoltà a far quadrare i numeri del proprio bilancio.

Così, in questo momento [26/01/2021 15:17 (GMT+1)] su Euronext, una tonnellata di grano tenero sta aumentando di 2,75 euro nella scadenza di marzo, quotando 229,25 euro e di 2,75 euro nella scadenza di maggio, quotando 224,25 euro.

Una tonnellata di mais sta guadagnando 2,75 euro, nella scadenza di marzo, quotando 213,75 euro e 1,75 euro sul contratto di giugno, quotando 210,75 euro.

Una tonnellata di colza sta sta crescendo di 3,50 euro nella scadenza di febbraio, quotando 440,50 euro e di 4,00 euro nella scadenza di maggio, quotando 431,75.

Al CME, uno staio di grano (circa 27 kg) in consegna a marzo sta quotando $ 6,5350, in aumento di 5,00 (¢/b).

Uno staio di mais (circa 25 kg) in consegna a marzo, sta quotando a $ 5,2200, in aumento di 10,50 (¢/b).

Uno staio di soia (circa 27 kg) in consegna a marzo, sta quotando $ 13,6275 in aumento di 19,25 (¢/b).

Vedremo stasera come si chiuderanno le sessioni.

Fortuna Eruditis Favet 

(“La fortuna favorisce le persone erudite di mente”).