I prezzi dei cereali, dopo il rally di inizio anno, stanno ripiegando, segnando così una pausa nella forte progressione osservata nei giorni passati.
Restano comunque gli elementi di sostegno ai prezzi, tra restrizioni all’export in Russia e in Argentina ed una domanda internazionale alimentata principalmente dalla Cina.
Ieri, infatti, il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, ha segnalato una vendita di 103 kt di mais, verso una destinazione sconosciuta.
Oggi ha segnalato una vendita di 213,350 MT di soia verso una destinazione sconosciuta con consegna prevista nel 2020/2021 ed una vendita di 130,000 MT di soia, sempre verso una destinazione sconosciuta, con consegna nel 2021/2022.
Il CNGOIC (Chinese National Grains and Oilseeds Information Center) ha inoltre aumentato da 8 Mt a 15 Mt, le sue previsioni di importazione di mais per la campagna in corso.
In Argentina, continuano le discussioni per trovare una via d’uscita dallo sciopero degli ispettori doganali, che sta rallentando i carichi.
Inoltre, come reazione alla decisione del governo argentino di sospendere le esportazioni di mais a gennaio e febbraio 2021, gli agricoltori argentini hanno deciso di interrompere la vendita dei loro cereali per tre giorni.
La siccità continua nel paese nel mentre le piante si trovano in una fase cruciale di sviluppo.
In questo contesto, su Euronext, ad esempio, il grano contrattualizzato per marzo, ha visto verificare la zona di resistenza tra 219 e 220, prima di iniziare la discesa a seguito delle prese di profitto.
Il mais, probabilmente nei prossimi giorni, subirà l’evoluzione dell’influenza aviaria.
L’industria del foie gras ha infatti detto di aspettarsi massicci abbattimenti di anatre nel tentativo di prevenire la diffusione del virus in Francia, dove il numero di focolai identificati è attualmente di circa un centinaio.
Anche i prezzi della colza stanno diminuendo, seguendo i prezzi dell’olio di soia statunitense e dell’olio di palma malese.
L’olio di palma è sceso di 60 ringgit nella scadenza di marzo quotando a poco più di 3.800 ringgit per tonnellata.
La soia sta vedendo per la prima volta dopo 16 sedute consecutive a rialzo, il segno meno.
Anche l’ olio di semi di soia è attualmente in calo a Chicago, nonostante il continuo aumento del petrolio.
Ma nella stragrande maggioranza dei casi, si tratta di prese di profitto.
Così, in questo momento [07/01/2021 17:37 (GMT+1)] su Euronext, una tonnellata di grano tenero è in calo di 1,00 euro nella scadenza di marzo quotando a 215,00 euro e di 1,00 euro nella scadenza di maggio, quotando 212,25 euro.
Una tonnellata di mais è in calo di 0,25 euro nel contratto di marzo, quotando a 200,75 euro e in pari nel contratto di giugno quotando 200,50 euro.
Una tonnellata di colza è in calo di 1,50 euro nella scadenza di febbraio quotando 431,75 euro e di 2,75 euro nella scadenza di maggio, quotando 422,50 euro.
Al CBOT, il grano viene quotato nel contratto di marzo a 640,00 (¢/b), in calo di 7,50(¢/b), nel contartto di maggio, viene quotato a 641,25 (¢/b), in calo di 6,75 (¢/b).
Il mais, nel contratto di marzo sta segnando 493,25 (¢/b), in flessione di 1,75 (¢/b), come pure nel contratto di maggio che si sta scambiando a 494,25(¢/b).
La soia nel contratto di gennaio si sta scambiando a 1.348,50 (¢/b), in calo di 16,75(¢/b), nel contratto di marzo quota 1.343,25 (¢/b), perdendo 18,25 (¢/b).
Domani vedremo come si chiuderanno le sessioni.
