I CERALI RIPRENDONO A CORRERE

Forte rialzo dei prezzi dei cereali oggi, sia a Parigi che a Chicago

I rinnovati timori sulla produzione, le scorte ridotte e la domanda in continua crescita, in special modo quella sul mais, innescano un nuovo rally sui prezzi dei cereali

L’International Grains Council (IGC) oggi ha alzato le sue previsioni per la produzione globale di cereali nella stagione 2021/22 del 6% su base annua, raggiungendo un nuovo picco e ciò, in relazione al fatto che i prezzi più elevati hanno incoraggiato a seminare di più.

Nell’aggiornamento mensile, infatti, l’ente intergovernativo ha visto la produzione totale di cereali ad un record di 2,292 miliardi di tonnellate, con un aumento di 5 milioni di tonnellate rispetto alla sua proiezione precedente.

La produzione mondiale di cereali nel 2020/21 è stata vista a 2.220 miliardi di tonnellate.

La revisione al rialzo è stata guidata in parte anche dal miglioramento delle prospettive sul raccolto in India (158,1 milioni di tonnellate contro 155,9 milioni visti in precedenza) e in Australia (39,7 milioni contro 38,4 milioni).

Tuttavia è ancora previsto un calo delle scorte dato un consumo totale di cereali pari a 2.297 miliardi di tonnellate.

Le previsioni sulla produzione globale di mais sono state aumentate di due milioni di tonnellate a 1,194 miliardi di tonnellate, ben al di sopra dei 1,134 miliardi della stagione precedente.

La produzione di grano è stata mantenuta a 790 milioni di tonnellate, comunque in aumento rispetto ai 774 milioni del 2020/21.

Nonostante queste notizie, tutto sommato rassicuranti, oggi a Chicago, il tema principale della volatilità del mercato, è stato rappresentato dalle condizioni meteorologiche variabili, con gli agricoltori che combattono con l’eccessiva secchezza e l’umidità in vari angoli dell’Heartland.

Le aree statunitensi destinate alla produzione di cereali, alla data del 25 maggio, hanno visto le estensioni del mais in sofferenza pari al 24% (con una variazione percentuale di settimana in settimana dello 0%), le aree piantate a soia pari al 23% (con un incremento dell’1% rispetto alla settimana precedente), le aree piantate a frumento invernale pari al 30% (ovvero invariato rispetto ad una settimana fa), le aree a Grano Primaverile pari all’82% (ovvero in miglioramento dell’1%).

Le regioni colpite dalla siccità del Dakota, del Minnesota, dell’Iowa e del Wisconsin vedranno stasera i tanto necessari acquazzoni, secondo le previsioni a breve termine della NOAA .

Nella regione è prevista pioggia per oltre un pollice.

Il sistema si sposterà nella fascia orientale del mais nel corso della serata.

Nel frattempo, però, è giunto il rapporto settimanale sulle vendite statunitensi all’esportazione, con gli analisti che si aspettavano di vedere vendite di mais storicamente grandi nel corso della scorsa settimana.

E questo, ovviamente, è stato puntualmente confermato dall’USDA.

Le esportazioni di mais hanno visto infatti 21,9 milioni di bushel nelle vendite di vecchi raccolti più altri 224,1 milioni di bushel nelle vendite di nuovi raccolti per un totale di 246,0 milioni di bushel.

I totali cumulativi per la campagna 2020/21 sono ora vicini al raddoppio del ritmo dello scorso anno, con 1,934 miliardi di bushel.

Le spedizioni, tuttavia, sono diminuite del 6% al di sotto della media delle quattro settimane precedenti, a 72,8 milioni di bushel.

La Cina era la destinazione numero 1.

Messico, Colombia, Giappone e Corea del Sud hanno completato i primi cinque.

Le vendite di sorgo vecchio raccolto sono scese ai minimi della campagna di commercializzazione.

Ma c’erano ancora vendite nel 2021/22 per un totale di 6,5 milioni di bushel, per un guadagno netto di 3,3 milioni di bushel.

I totali cumulativi per la campagna di commercializzazione 2020/21 sono ancora più che raddoppiati rispetto allo scorso anno, con 234,7 milioni di bushel.

Le esportazioni di soia hanno visto solo 2,1 milioni di bushel nelle vendite di vecchi raccolti, più altri 9,1 milioni di bushel nelle vendite di nuovi raccolti per un totale di 11,2 milioni di bushel.

I totali cumulativi per la campagna di commercializzazione 2020/21 hanno ancora un vantaggio dominante rispetto al ritmo dello scorso anno, con 2,103 miliardi di bushel.

Le spedizioni di soia sono scese del 4% al di sotto della media delle quattro settimane precedenti, a 10,8 milioni di bushel.

L’Indonesia ha superato tutte le destinazioni.

Messico, Egitto, Giappone e Taiwan hanno completato i primi cinque.

Le esportazioni di grano vecchio raccolto sono diminuite del 76% di settimana in settimana a 1,1 milioni di bushel.

Le vendite di nuovi raccolti hanno aggiunto altri 13,7 milioni di bushel per un totale di 14,8 milioni di bushel.

I totali cumulativi per la campagna di commercializzazione 2020/21 rimangono leggermente superiori al ritmo dello scorso anno, con 885,7 milioni di bushel.

Le spedizioni di grano, sono diminuite del 7% su base settimanale e del 5% al di sotto della media delle quattro settimane precedenti, con 19,4 milioni di bushel.

Il Giappone era la destinazione numero 1, con 3,4 milioni di bushel.

Messico, Filippine, Cina e Indonesia hanno completato i primi cinque.

Nonostante questi dati, non necessariamente rialzisti nel loro complesso, poiché si è distinto in modo particolare il mais con 6,24 milioni di tonnellate (mmt.) di cui, 5,67 mmt acquistati dalla Cina, è stata sufficiente la comunicazione da parte dell’USDA di un’ulteriore vendita all’esportazione di 152.400 tonnellate di mais verso destinazioni sconosciute, da consegnarsi durante la campagna di commercializzazione 2021/2022, per far prevalere le preoccupazioni sull’attuale andamento meteorologico e sulla scarsità dell’offerta attuale, ed innescare un nuovo ciclo di acquisti che sta vedendo attualmente in atto uno straordinario rally su mais, grano e soia.

Il rally è iniziato nella sessione pomeridiana, con gli operatori che ovviamente si sono nel frattempo posizionati anche in vista del lungo weekend che si prospetta, atteso che i mercati americani rimarranno chiusi lunedì in occasione del Memorial Day.

Dal Sudamerica, i coltivatori argentini hanno venduto 19,4 milioni di tonnellate di soia nel corso dell’attuale stagione 2020/21, dopo aver concluso accordi per 975.500 tonnellate solo nel corso dell’ultima settimana.

L’anno scorso a pari data, avevano venduto già 23,2 milioni di tonnellate di semi oleosi.

Sono state invece 28,2 milioni le tonnellate di mais 2020/21 vendute, secondo il rapporto del ministero, ovvero 3,2 milioni di tonnellate in più rispetto a quanto venduto lo scorso anno a pari data.

Questi dati sono stati aggiornati al 19 maggio e, ovviamente, contribuiscono ad alimentare le tendenze rialziste.

Nonostante i forti prezzi delle materie prime agricole però, molti agricoltori argentini infatti scelgono di risparmiare accumulando scorte di soia che possono essere vendute in dollari piuttosto che detenere il peso locale indebolito.

La valuta argentina si è indebolita del 10,94% quest’anno a 94,49 contro il dollaro USA.

La Borsa dei cereali di Buenos Aires, nel frattempo, prevede che per questa stagione verranno raccolti 43 milioni di tonnellate di soia e 46 milioni di tonnellate di mais.

Nel mercato europeo, ad alimentare le tendenze rialziste, oggi vi è stata la Commissione europea.

Infatti, anche se da un lato ha aumentato le sue previsioni sulla produzione utilizzabile di frumento tenero nei 27 paesi membri dell’Unione europea nel 2021/22 del 6,5% portandole a 126,2 milioni di tonnellate dai 124,8 milioni stimati il mese scorso, dall’altro lato ha ridotto le scorte di grano per riflettere le maggiori aspettative nell’uso zootecnico.

Le scorte di grano tenero infatti alla fine del 2021/22 sono state ridotte a 10,8 milioni di tonnellate dagli 11,4 milioni previsti il mese scorso..

La Commissione ha mantenuto invariate le prospettive sulle esportazioni dell’UE per quanto riguarda il grano tenero a 30 milioni, rispetto ai 27 milioni previsti per l’attuale stagione 2020/21 che terminerà a giugno.

La produzione utilizzabile di orzo nell’UE nel 2021/22 è stata ridotta di 1,5 milioni di tonnellate rispetto al mese scorso portandola a 54,5 milioni di tonnellate, mentre la produzione di mais della prossima stagione è stata ridotta a 71 milioni di tonnellate dai 71,3 milioni precedentemente stimati.

Le importazioni di mais previste dall’UE sono state ridotte di 1 milione di tonnellate a 15 milioni sia per il 2020/21 che per il 2021/22.

Dal punto di vista della domanda, l’uso previsto del mais per l’alimentazione animale è stato ridotto in entrambe le stagioni in linea con l’ampliamento dell’uso del grano.

Per quanto riguarda i semi oleosi, la produzione e le importazioni di colza previste dall’UE per la prossima stagione sono rimaste invariate rispetto al mese scorso, a 16,7 milioni di tonnellate e 5,8 milioni di tonnellate.

Le importazioni di colza per il 2020/21, tuttavia, sono state riviste fino a 6,2 milioni di tonnellate dai 6,0 milioni precedenti.

Anche da oltre Manica giungono notizie rialziste.

Infatti, in relazione a quanto è emerso oggi nel rapporto mensile sulla domanda e l’offerta di cereali nel Regno Unito, il consumo di grano è aumentato rispetto alla stima precedente, lasciando un notevole deficit.

Il consumo di orzo aumenta lasciando più stretto l’equilibrio tra domanda e offerta.

Le importazioni di mais vengono ridotte con la diminuzione del consumo interno.

Notizie meno rialziste invece arrivano dal Sud Africa dove il Crop Estimates Committee (CEC) prevede un raccolto di mais in aumento del 6% per la stagione 2020/2021.

Il CEC, nella sua quarta previsione di produzione per i raccolti estivi 2020/2021, ha fissato il raccolto di mais del 2021 a 16,180 milioni di tonnellate rispetto ai 15,300 milioni di tonnellate raccolte la scorsa stagione.

Il raccolto di mais 2020/2021 dovrebbe essere il secondo raccolto più grande mai registrato.

L’ultima stima del CEC è dello 0,5% superiore alla previsione di aprile di 16,095 milioni di tonnellate.

Il raccolto dovrebbe consistere in 8,982 milioni di tonnellate di mais bianco, utilizzato per il consumo umano, e 7,198 milioni di tonnellate di mais giallo, utilizzato principalmente per l’alimentazione animale.

Spostandoci nell’area del Mar Nero, mentre poche settimane fa abbiamo appreso che il Canada stava contraendo nuovi raccolti di colza dall’Ucraina, ora è il turno dell’Ucraina di importare la colza australiana alla fine della stagione.

64.500 tonnellate di colza infatti sono state scaricate all’inizio del mese nel porto di Yuzhny.

La colza ucraina 21/22 vede piantati 1.011 milioni di ettari (-22% su base annua), a causa dell’autunno secco, ma le condizioni meteorologiche invernali e primaverili supportano le aspettative di coltivazione.

L’anno scorso si è avuta una resa media di 2,56 mt / ha ed sono state prodotte 3,28 mmt, mantenendo la stessa media le aspettative del raccolto sono di 2,9 mmt.

I prezzi all’esportazione dell’olio di girasole ucraino tuttavia sono crollati la scorsa settimana a causa della mancanza di domanda estera.

Le offerte per la consegna da giugno a luglio non hanno attirato l’attenzione degli acquirenti.

Gli importatori non sono pronti ad acquistare olio di girasole così costoso, e preferiscono guardare al nuovo raccolto, che è certamente molto più economico.

Spostandoci al Regno di Mezzo, la Cina e gli Stati Uniti dovrebbero lavorare insieme per l’attuazione dell’accordo commerciale di Fase 1, ha detto oggi il portavoce del ministero del Commercio Gao Feng in una conferenza stampa.

I commenti di Gao hanno fatto seguito alla prima telefonata virtuale tra il vice premier cinese Liu He e la rappresentante per il commercio degli Stati Uniti Katherine Tai.

Nel mentre alcuni analisti prevedono che la Cina importerà più di 30 mmt di mais nel 2021 nonostante la crescita delle aree a mais nel paese.

La produzione di mais nel paese dovrebbe raggiungere i 272 mmt (+ 4,3%).

Vi sono ancora dei dubbi se riusciranno a produrre questa quantità.

Comunque, molti pensano che c’è qualcosa di più grande dei semplici maiali.

Nello scenario del commercio internazionale, oggi la Saudi Grains Organization (SAGO) ha pubblicato una gara per importare 720.000 tonnellate di grano con arrivo previsto luglio-settembre 2021 in 12 spedizioni:

4 spedizioni al porto islamico di Jeddah;

4 spedizioni al porto commerciale di Yanbu;

4 spedizioni al porto di King Abdulaziz a Dammam.

Quasi contemporaneamente, l’agenzia di stato tunisina per i cereali stamattina ha annullato la gara per l’acquisto di circa 92.000 tonnellate di grano tenero di origine facoltativa.

L’agenzia ha considerato le offerte presentate troppo costose.

In questo contesto, Euronext chiude con una tonnellata di grano tenero in aumento di 6,00 nella scadenza di settembre e di 5,75 euro in quella di dicembre, quotando rispettivamente 212,00 euro e 210,25 euro.

Una tonnellata di mais, balza di 12,50 euro nella scadenza di giugno e di 11,00 euro in quella di agosto, quotando rispettivamente 265,00 euro e 259,75 euro.

Una tonnellata di colza salta di 18,75 euro nella scadenza di agosto, quotando 520,25 euro e 16,75 nella scadenza di novembre, quotando 512,75 euro.

A Chicago, al momento della redazione del presente report [27/05/2021 18:31 (GMT+1)] uno staio di grano (circa 27 kg) in consegna a luglio quota $ 6,7040 in aumento di 22,00 (¢/b).

Uno staio di mais (circa 25 kg) in consegna a luglio, quota $ 6,6340 in aumento di 39,00 (¢/b).

Uno staio di soia (circa 27 kg) in consegna a luglio, quota $ 15,2760 in aumento di 24,20 (¢/b).

Uno staio di farina di soia (circa 27 kg) in consegna a luglio, quota $ 3,8970 in aumento di 5,90 (¢/b).

Domani avremo modo di vedere come si chiuderanno le sessioni oltre Oceano.

“L’opportunità favorisce la mente preparata ed a volte gli audaci”.

(Louis Pasteur)