GRANO: SUPERATA LA RESISTENZA DEI 230 EURO

Prosegue il boom del grano sui mercati europei e su quelli americani

La Russia ha infatti dato un nuovo impulso al prezzo dei cereali a paglia, proponendo di introdurre la tassa di 25 €/t precedentemente approvata, dal 15 febbraio al 15 marzo e di aumentarla, successivamente e fino al 30 giugno a 45 €/t.

Inoltre, si sta discutendo della possibilità di introdurre anche una tassa di 10 €/t sull’orzo ed una di 25 €/t sul mais!

Conseguentemente, mentre i mercati sembravano aver digerito i nuovi dati diffusi questa settimana dal Dipartimento dell’Agricoltura statunitense nel suo rapporto mensile, in cui si riportavano le scorte statunitensi in forte contrazione, a causa della domanda cinese degli ultimi mesi, i prezzi dei cereali e dei semi oleosi hanno ricominciato a galoppare.

L’obiettivo del governo russo è sempre quello di abbassare i prezzi del grano sul mercato interno, grazie all’introduzione di questa tassa sulle esportazioni che, “in teoria” dovrebbe disincentivare l’esportazione.

Tuttavia, questo risultato è ben lontano dall’essere raggiunto, dato il corposo aumento dei prezzi internazionali.

Questa inflazione galoppante dei prezzi delle materie prime agricole, però, non è priva di problemi.

Importanti importatori, come l’Egitto ed il Bangladesh, ad esempio, questa settimana hanno lanciato delle gare, ma subito dopo le hanno annullate, vista l’esosità dei prezzi praticati.

Il grande cambiamento rispetto al passato, però, si basa su una accelerazione della domanda internazionale che, con la pandemia da Covid-19, sta portando i principali paesi importatori a garantire adeguate scorte alimentari a casa propria, piuttosto che lasciarle ai venditori dall’altra parte del mondo.

Verrebbe da dire “chi è causa del suo mal, non pianga se stesso …”.

Ma, ovviamente, non si tratta solo di questo.

Questa spirale ascendente viene ulteriormente accentuata dal desiderio dei principali paesi esportatori di proteggere i propri mercati interni dall’inflazione galoppante sui prezzi dei generi alimentari.

Inoltre, per quanto riguarda i paesi europei, in particolare quelli più ricchi, dove attualmente sono in pieno svolgimento le trattative tariffarie annuali tra produttori e distributori, si rende necessario far accettare l’aumento del costo del cibo oltre che ai distributori, ai consumatori e ciò, adducendo a supporto dei prezzi applicati il “dovere” di preservare settori produttivi e sovranità alimentare.

Una situazione leggermente più temperata si sta visualizzando in Argentina.

Qui, dopo essere esser stata concessa sul mais ad inizio settimana una quota giornaliera di esportazione pari a 30 kt, oggi il Governo ha finalmente tolto anche questa restrizione.

Conab, da parte sua, ha deciso di abbassare le sue previsioni sulla produzione di mais brasiliano 2021, portandole a 102,3 Mt, anche se questo rappresenta ancora un raccolto molto vicino al record stabilito lo scorso anno pari a 102,5 Mt.

Tuttavia i prezzi dei cereali e dei semi oleosi hanno continuato la loro progressione, ancora supportati dalla domanda globale, in particolare dalla domanda cinese.

La Cina, infatti, secondo quanto riportato dall’agenzia delle dogane cinese, ha importato a dicembre 7,524 mmt di soia.

Certamente, risalta molto agli occhi una riduzione di 2,0625 mmt ovvero del 21,51% rispetto al mese di novembre quando aveva importato 9,5865 mmt.

Ed ancora verrebbe da dire che è calata di 1,9646 mmt, ovvero del 20,7% su base annua, atteso che erano state 9,4886 mmt le tonnellate importate.

Ma è necessario sottolineare che le importazioni totali da gennaio a dicembre sono passate da 88,4584 mmt, a 100,3273 mmt, ovvero in aumento di 11,8689 mmt, il che si traduce in un + 13,42% su base annua.

L’Agenzia statunitense ieri ha annunciato altre due vendite di soia americana, una di 396 ed una 68 kt, entrambe verso destinazioni sconosciute.

In questo contesto, attualmente [14/01/2021 19:23 (GMT+1)] sul CME, uno staio di grano (circa 27 kg) con consegna a marzo sta quotando a $ 6,7120, in aumento di 10,60 (¢/b).

Uno staio di mais (circa 25 kg) con consegna a marzo è quotato a $ 5,360, segnando un + 11,4 (¢/b).

Uno staio di soia (circa 27 kg) con consegna a marzo sta quotando a $ 14,1300, in aumento di 2,0 (¢/b).

Su Euronext, una tonnellata di grano tenero ha terminato la sessione in aumento di 3,50 euro nella scadenza di marzo, sforando i 230,25 euro e di 4,25 euro, nella scadenza di maggio, quotando 226,25 euro.

Una tonnellata di mais, è aumentata di 2,00 euro, nel contratto di marzo, quotando 212,25 euro, e di 2,25 euro, nel contratto di giugno, quotando 210 euro.

Solo la colza ha mostrato un calo, dovuto ad una correzione tecnica dopo l’aumento pressoché ininterrotto dei prezzi dall’inizio dell’anno ed alla correzione subita dalla canola canadese ieri.

Così una tonnellata di colza è scesa di 3,00 euro nella scadenza di inizio febbraio, quotando 439,25 euro e di 1 euro nella scadenza di maggio, quotando 432,50 euro.