GRANO, MAIS E SOIA INIZIANO LA SETTIMANA IN ROSSO

I mercati dei cereali avevano iniziato la settimana relativamente tranquilli essendo tutti gli occhi dei traders puntati sul prossimo rapporto dell’Agenzia Statunitense relativo alle intenzioni di piantagione dei coltivatori americani.

Gli analisti si aspettano una cifra record di acri a mais e soia pertanto, qualsiasi numero diverso dalle aspettative farà reagire i mercati in un modo piuttosto che in un altro.

Nel frattempo, però, la semina del secondo raccolto di mais in Brasile è giunta al 98% dell’area stimata per il centro-sud del paese, secondo quanto riferito da AgRural.

Nonostante il ritardo nella piantagione, la safrinha si sta sviluppando bene in tutta la regione tanto che l’agenzia stima una produzione di 80,6 milioni di tonnellate.

Anche il raccolto di soia sta recuperando alquanto bene, essendo ormai giunto al 71% contro il 76% nello stesso periodo dell’anno scorso.

I mercati azionari sono stati per lo più positivi.

La maggior parte dei mercati asiatici ha chiuso in rialzo.

Anche i mercati europei hanno riscontrato dei guadagni nel trading di mezzogiorno, ancorché modesti.

Negli Stati Uniti, il Dow Jones dopo esser sceso di 177 punti nel trading mattutino toccando 32.910 punti, ha recuperato riposizionandosi poco più in alto dell’apertura.

Gli investitori nel corso di questa settimana, in realtà, si aspettano una certa oscillazione al rialzo, con i mercati che chiuderanno un giorno prima del normale in osservanza del Venerdì Santo ed in attesa di ulteriori notizie sul piano di ripresa del Presidente Biden.

Nel frattempo, i prezzi dell’energia si sono stabilizzati, con il petrolio greggio in rialzo di circa lo 0,5%.

Il diesel è aumentato di quantità simili, mentre la benzina è in aumento di quasi l’1,0%.

Per quanto riguarda il mais, molti ovviamente, sono interessati a vedere se ci saranno o meno altre vendite alla Cina durante la settimana.

Da notare, tuttavia, che i futures cinesi di maggio sono scesi di 2 centesimi portandosi a 10,28 $.

I prezzi della soia pur continuando a confrontarsi con quelli del mais, hanno cominciato a risentire dei grandi raccolti sudamericani.

La maggior parte delle società di consulenza, oltre ai governi degli Stati Uniti e del Brasile, hanno previsto un raccolto record per questa stagione di circa 4,8 miliardi a 4,9 miliardi di bushel, anche se ci sono alcuni problemi di rendimento e di qualità, dopo che le forti piogge all’inizio di marzo hanno bloccato un raccolto già lento.

Il grano continua a subire il miglioramento delle condizioni meteorologiche nelle pianure degli Stati Uniti e la forte concorrenza internazionale che ha portato a numerose vendite tecniche nel corso di tutto il mese.

Inoltre, secondo il National Grain Trade Center, la Cina la scorsa settimana ha venduto solo 1,03 milioni di tonnellate di grano, ovvero il 25,75% del totale messo in offerta, in un’asta delle riserve statali.

Il prezzo medio è stato di 2.354 yuan ($ 359,75) per tonnellata.

La quantità acquistata è diminuita di oltre 1,6 milioni di tonnellate rispetto alla settimana precedente e ciò, a seguito del calo dei prezzi del mais.

Fino ad ora infatti, i produttori di mangimi cinesi hanno utilizzato il grano delle riserve per sostituire il mais.

Oggi, come ogni lunedì, l’Agenzia USA ha rilasciato i dati relativi alle ispezioni sulle esportazioni e, nonostante le grandi vendite di mais fatte alla Cina, i volumi di mais, soia e grano per la settimana finita il 25 marzo, sono diminuiti per la seconda settimana consecutiva.

Le ispezioni sull’esportazione di mais, infatti, hanno raggiunto solo 66,7 milioni di bushel, con un calo settimanale di circa il 16%.

Il Giappone è stata la destinazione numero 1.

Cina, Messico, Colombia ed Arabia Saudita hanno completato i primi cinque.

Le ispezioni sulle esportazioni di sorgo sono rimbalzate ben al di sopra del conteggio della settimana precedente, raggiungendo i 9,6 milioni di bushel.

Più del 99% del totale è destinato alla Cina.

L’Italia ha ritirato la piccola parte rimanente.

Le ispezioni sulle esportazioni di soia sono diminuite del 14% di settimana in settimana a 15,6 milioni di bushel.

La Cina ha superato tutte le destinazioni.

Giappone, Egitto, Messico e Belgio hanno completato i primi cinque.

Le ispezioni sulle esportazioni di grano sono arrivate a meno della metà del conteggio della settimana precedente, con un volume totale di 11,1 milioni di bushel.

La Nigeria ha guidato tutte le destinazioni.

Le Filippine, il Giappone, il Messico e la Repubblica Dominicana hanno completato i primi cinque.

Oggi sono stati rilasciati anche i dati settimanali aggiornati sulle esportazioni e sulle importazioni di cereali nell’Unione Europea.

Le esportazioni di grano tenero dall’Unione Europea nella stagione 2020/21 iniziata lo scorso luglio alla data del 28 marzo hanno raggiunto i 19,79 milioni di tonnellate.

Questa quantità quindi è scesa dai 25,62 milioni di tonnellate esportate nella stessa settimana della scorsa stagione di un bel po’.

Le esportazioni di orzo nell’UE 2020/21 hanno raggiunto 5,72 milioni di tonnellate, contro i 5,87 milioni di un anno fa, mentre le importazioni di mais nell’UE 2020/21 erano pari a 11,65 milioni di tonnellate, in calo dai 15,95 milioni dell’anno precedente.

Da notare che dal 1 gennaio, i dati della Commissione europea coprono solo i 27 paesi dell’UE, mentre i dati precedenti fino al 31 dicembre coprivano sia l’UE-27 che la Gran Bretagna.

Oggi sono stati resi noti anche i prezzi all’esportazione del grano russo che sono diminuiti drasticamente la scorsa settimana, estendendo il loro calo per la quarta settimana consecutiva.

Il grano russo con il 12,5% di tenore proteico dai porti del Mar Nero in consegna ad aprile è stato quotato circa tra $253 e $ 257 la tonnellata (FOB), in calo di $ 18 rispetto alla settimana precedente.

L’orzo è sceso di $ 8 a $ 240 la tonnellata.

Ed ancora, le aziende delle regioni meridionali ed orientali dell’Ucraina hanno iniziato la semina primaverile del 2021, seminando i primi 106.300 ettari di grano, orzo, piselli e avena a partire dal 25 marzo.

La superficie cerealicola complessiva dovrebbe ammontare a 15,5 milioni di ettari nel 2021, inclusi 7,96 milioni di ettari di cereali invernali.

Il clima favorevole potrebbe portare ad una produzione di cereali di 75 milioni di tonnellate quest’anno contro i 65 milioni di tonnellate del 2020.

In questo contesto, Euronext chiude con una tonnellata di grano tenero in calo di 4,00 euro nella scadenza di maggio, quotando 210,75 euro, e di 1,00 euro nella scadenza di settembre, quotando 194,00 euro.

Una tonnellata di mais, ha perso 2,00 euro nella scadenza di giugno e 1,75 euro in quella di agosto, quotando rispettivamente 211,50 euro e 210,00 euro.

Una tonnellata di colza ha guadagnato 7,00 euro nella scadenza di maggio, quotando 513,25 euro, e 2,50 euro nella scadenza di agosto, quotando 444,75 euro.

A Chicago, in questo momento [29/03/2021 19:37 (GMT+1)] uno staio di grano (circa 27 kg) in consegna a maggio sta quotando $ 6,1425 in aumento di 1,00 (¢/b).

Uno staio di mais (circa 25 kg) in consegna a maggio, sta quotando $ 5,4600 in calo di 6,50 (¢/b).

Uno staio di soia (circa 27 kg) in consegna a maggio, sta quotando $ 13,9625 in calo di 4,25 (¢/b).

Domani avremo modo di commentare come si chiuderanno le sessioni Oltre Oceano.

“L’opportunità favorisce la mente preparata ed a volte gli audaci”.

(Louis Pasteur)