Grano incoraggiato dal dollaro

Il complesso cerealicolo tenta di rafforzarsi sotto l’effetto della buona domanda dai paesi importatori e della svalutazione del biglietto verde

I prezzi delle materie prime ieri sono aumentati.

Rinnovati timori sulle condizioni dei prossimi raccolti in Sud America, destano qualche preoccupazione di troppo e sostengono i prezzi dei semi oleosi, che hanno ricominciato a progredire.

La soia negli Stati Uniti ha rotto la soglia dei 12 $ / staio superando il massimo da 6 anni!

Anche i prezzi della colza sono ai massimi da 7 anni e l’olio di palma continua a progredire.

La colza sta inseguendo questa tendenza, anche se in proporzioni più limitate.

Per giustificare questo rally, oltre ai timori sul prossimo raccolto in Brasile ed in Argentina derivanti dal ritardo delle semine, si può menzionare il sostenuto ritmo delle esportazioni settimanali statunitensi.

Questa settimana infatti, le vendite all’esportazione di mais, soia e grano sono state tutte in cima alle aspettative dei commercianti e rispettivamente si sono attestate a 1.935 Mt il mais, 1.016 Mt per la soia e 561.400 t per il grano.

A novembre, la Cina, avrebbe importato i suoi maggiori volumi di soia degli ultimi 3 anni, ovvero 9,7 milioni di tonnellate, la maggior parte dei quali, appunto, proveniva dagli Stati Uniti.

Per quanto riguarda il grano, un ulteriore stimolo l’ha dato la borsa di Rosario, abbassando la propria stima del raccolto di grano tenero a 16,5 milioni di tonnellate, contro i 16,7 milioni di tonnellate precedenti ed ai 19,5 milioni di tonnellate di un anno fa.

L’Argentina, se così sarà, sperimenterebbe il suo secondo peggior raccolto degli ultimi 10 anni.

Sulla scena internazionale, ieri la Giordania ha lanciato una gara per orzo foraggero.

Il Messico ha acquistato 714.900 tonnellate di mais, il Giappone 176.700 tonnellate e la Cina 231.800 tonnellate.

La Commissione europea ha rivisto al rialzo la propria stima sulla produzione di grano per il 2020, portandola a 116,1 Mt contro i 115,8 Mt del mese scorso.

Anche la produzione di mais è stata aumentata a 62,5 Mt contro i 60,2 Mt.

In Russia, gli esportatori stanno lottando per ottenere i certificati di esportazione dalla dogana, prima dell’attuazione dei dazi prevista per il 15 febbraio.

Mentre in Ucraina, dopo più di un anno e mezzo senza un Ministero dell’Agricoltura, le cui attività erano poste sotto la supervisione del ministero dello Sviluppo economico, è stato nominato ieri, come ministro dell’Agricoltura, Roman Leshchenko.

Leshchenko, in passato, è stato responsabile del dipartimento del catasto.

Il ripristino del Ministero dell’Agricoltura è cruciale in vista della prima fase del processo di liberalizzazione del mercato fondiario che è prevista per il prossimo 1° luglio 2021.

Dal suo primo intervento, è chiaro che la creazione di valore aggiunto per l’agricoltura ucraina, sarà una delle sfide del suo mandato.

In questo contesto il dollaro continua a rimanere debole contro la maggior parte delle valute, venendo scambiato a 1.2246 contro l’Euro e 73.10 contro il Rublo.

Il petrolio a New York quota 48,36 $ / b, il livello più alto degli ultimi 9 mesi.

Su Euronext, in questo momento [18/12/2020 16:05 (GMT+1)] una tonnellata di grano tenero sta guadagnando 1,25 €/ton nel contratto con scadenza Marzo 2021, quotando 208,00 euro, ed 1,00 euro nel contratto di Maggio, quotando 205,50 euro.

I lotti complessivamente scambiati fino a questo momento, sono poco più di 19.900.

Sul CME, invece, stiamo assistendo a delle prese di profitto, in vista della chiusura di fine settimana ed il contratto di Marzo 2021 è scambiato a 605.75 (¢/b), quello di Maggio 2021 è scambiato a 606.75 (¢/b) entrambi in calo di -3.00 (¢/b).

Ieri i fondi a Chicago sono stati acquirenti netti per 22.500 lotti di mais, 14.500 lotti di soia e 9.000 lotti di grano.

Vedremo come si chiuderanno le sessioni.