Grano in calo sul mercato europeo

I prezzi del grano sul mercato europeo sono scesi, appesantiti dalla forza dell’euro nei confronti del dollaro e dalle importanti vendite fatte ieri a Chicago.

Ieri a Chicago si è assistito ad un netto calo dei prezzi su tutti i prodotti, con prese di profitto dei fondi, sia per la fine dell’anno che per il miglioramento delle condizioni meteorologiche.

In questo momento si sta tentando un rimbalzo, ma vedremo come andrà a finire la seduta.

A pesare ulteriormente sull’attuale determinazione dei prezzi, vi è stata la notizia di un deterioramento dei rapporti commerciali sino-americani: la Cina, infatti, ha annunciato di aver aggiunto Meramist (un trasformatore di carne americano) alla lista delle aziende che non possono esportare carne in Cina e questa, è già la sesta azienda della lista.

Gli Stati Uniti, dal canto loro, hanno risposto con un inasprimento delle sanzioni.

Inoltre, abbiamo potuto notare che non si registrano vendite di soia USA in Cina da più di un mese.

Conseguentemente, i prezzi della soia stanno diminuendo tra i timori sulla dinamica delle importazioni cinesi nei prossimi mesi e la prospettiva di una produzione record brasiliana.

Il calo è stato abbastanza significativo anche negli oli vegetali, sia quello di colza, che quello di girasole.

Le condizioni metereologiche in Brasile, infatti, sono migliorate alquanto ed in Russia l’arrivo delle prime nevicate ha dato inizio all’inverno, senza destare particolari preoccupazioni.

I prezzi degli oli vegetali sono sotto pressione anche a causa dell’aumento delle scorte di petrolio statunitensi in quantità superiore rispetto alle attese.

I commercianti, inoltre, stanno tenendo un atteggiamento molto cauto, in vista del rapporto USDA di domani.

Generalmente si tratta di un report senza grandi novità e pochi operatori si aspettano stravolgimenti dell’ultima ora.

L’Agenzia Americana, infatti, di norma in questo report lascia i dati interni pressoché invariati, prima di render note le scorte di gennaio ed i rapporti sulla produzione.

Le stime medie delle scorte finali si aggirano a circa 1,7 miliardi di bushel (bbu) per il mais, 170 milioni di bushel (mbu) per la soia (in calo di 20 mbu rispetto al precedente) ed invariati per il grano.

Inoltre, il rapporto di domani dovrebbe mettere in evidenza l’aumento della produzione di grano in Australia e l’aumento degli obiettivi di esportazione della Russia che, con ogni probabilità non applicherà alcuna quota per l’esportazione.

La Russia, infatti, secondo quanto riferito oggi dal ministro dell’agricoltura russo, stante il bilancio delle semine invernali fatte, prevede che vi sarà un raccolto di grano per il 2020/2021 che supererà i 131 milioni di tonnellate, avvicinandosi così, al livello storico raggiunto tre anni fa.

I cittadini del Regno Unito ieri hanno iniziato a ricevere il vaccino COVID. Vedremo i risultati non solo sanitari, nei prossimi giorni.

Sulla scena internazionale, la Corea del Sud ha acquistato 78.000 t di grano da macina dagli Stati Uniti e 69.000 t di mais dalle Americhe.

Oggi il Messico ha acquistato dagli USA, 257.071 t di mais.

Sui mercati finanziari il dollaro oggi è rimasto stabile a 1,2120 contro l’euro e 73,30 contro il rublo.

Il petrolio in questo momento si attesta a 45,60 $ / b.

In questo contesto, ieri i fondi sono stati venditori netti per 21.500 lotti di mais, 10.000 lotti di soia e 6.000 lotti di grano.