GRANO EUROPEO SPENTO DALL’EURO

I prezzi del grano europeo hanno intrapreso una tendenza al ribasso a seguito della svalutazione del dollaro.

L’aumento dell’euro sta condizionando, non poco, la competitività del grano europeo ed in particolare a confronto con le origini americane.

Allo stesso modo, stiamo assistendo ad un aumento del rublo e della grivna nei confronti del dollaro, ma questa situazione, avrà un impatto molto più limitato nei confronti del grano della regione del Mar Nero.

Così, ieri abbiamo avuto una sessione molto movimentata, divisa tra le possibili conseguenze di un miglioramento delle condizioni climatiche nel continente americano ed un’attività sulla scena internazionale che rimane comunque dinamica.

L’incognita che tutti temono, ovviamente, è se l’appetito della Cina notato negli ultimi mesi continuerà nel 2021, oppure no.

A livello internazionale, ieri abbiamo sottolineato un acquisto di 31.600 tonnellate di grano da macina da parte della Corea del Sud ed un acquisto di 54.000 tonnellate di frumento uso zootecnico da parte della Thailandia in una gara che prevedeva l’acquisto di 106.000 tonnellate.

Entrambe le origini sono state Statunitensi.

La Brexit, continua a rimanere una fonte di incertezze.

Secondo il negoziatore europeo Michel Barnier, le prossime ore saranno decisive.

Il ministro degli Esteri irlandese Simon Coveney, in visita a Parigi, è fiducioso su un possibile accordo sulle relazioni commerciali post-Brexit tra Regno Unito e UE.

In questo contesto, quindi, gli elementi che gli operatori valuteranno con molta attenzione saranno principalmente i dati settimanali sulle esportazioni statunitensi, che renderemo noti a tra poco.

Sul fronte dei semi oleosi l’incertezza ha preso il sopravvento, generando una serie di prese di profitto.

Gli investitori, infatti, stanno guardando con molta attenzione l’evoluzione del clima in Brasile ed in Argentina , due grandi produttori di soia.

Le attuali condizioni metereologiche, suggeriscono un raccolto abbondante che tende a gravare sui prezzi.

La produzione potrebbe raggiungere i 135 milioni di tonnellate secondo alcuni analisti locali.

Questi segnali ribassisti hanno portato gli hedge fund a liquidare molte delle posizioni più lunghe detenute, scommettendo con prezzi più alti su contratti più brevi ed abbassando quindi ulteriormente il livello dei prezzi.

Così, ieri i fondi sono stati venditori netti per 8.500 lotti di soia ma acquirenti netti per 12.500 lotti di mais e 10.500 lotti di grano.

Attenzione però, in un mercato abbastanza calmo, il grano americano, dopo aver subito due flessioni consecutive, con gli acquisti di ieri ha recuperato un po’, ma questi guadagni possono essere attribuiti a delle mosse tecniche finalizzate esclusivamente alla copertura di alcune posizione.

La volatilità, infatti, si sta facendo notare sui mercati anche oggi, tenuto conto dell’avvicinarsi delle festività natalizie e di fine anno.

Resta comunque il fatto che il bilancio europeo rimarrà negativo e che le previsioni per il raccolto 2021 suggeriscono una situazione equivalente a quella dello scorso anno.

Pertanto, il mais ha beneficiato di questo input ma la soia, ha fatto registrare il terzo calo consecutivo atteso che gli operatori aspettano disperatamente ulteriori segnali di domanda dalla Cina.

Infatti, l’ultimo ordine di Pechino per i semi oleosi statunitensi, è stato fatto quasi un mese fa.

Dal Mar Nero ci giunge notizia che in Ucraina, l’impianto delle colture invernali è stato completato.

Su tutte le colture, viene segnalato un calo delle superfici rispetto allo scorso anno.

I dati ufficiali infatti riportano che sono stati piantati 6,04 Mha a grano, ovvero 0,4 Mha in meno rispetto allo scorso anno.

L’orzo invernale è diminuito di quasi 70.000 ha, con 940.000 ha impiantati.

La colza è quella che ha perso più superfici; le autorità infatti, riferiscono che sono 880.000 gli ettari impiantati quest’anno, contro più di 1 Mha dello scorso anno.

In Russia le esportazioni stanno raggiungendo il picco, grazie ai prezzi competitivi.

L’Egitto l’abbiamo visto ha acquistato nei giorni scorsi 285 kt di grano russo.

Una delle più accreditate agenzie russe, stima che le esportazioni per il 2020/2021 arriveranno a 40,8 Mt.

Inoltre, il governo russo pare abbia aumentato la prevista quota di esportazione da febbraio a fine giugno, portandola a 17,5 Mt.

In Australia il raccolto avanza a pieno ritmo.

L’ Agenzia Statale Australiana lo abbiamo già sottolineato ha aumentato le proprie previsioni a 31,2 Mt.

Il paese quindi, potrebbe ottenere il secondo miglior raccolto di grano della sua storia.