FINE SETTIMANA ALL’INSEGNA DELLA VOLATILITA’​

I risultati poco brillanti sulle esportazioni settimanali Statunitensi, smorzano l’entusiasmo degli operatori

Ci apprestiamo a chiudere una settimana, molto particolare con una serie di dati e di informazioni che hanno modificato più volte, ed a volte anche in modo totalmente opposto, le scelte degli operatori.

Tralasciando le varie prese di posizione in relazione alle notizie sull’andamento meteorologico in Nord America e nel bacino del Mar Nero, in primo luogo, stamattina abbiamo abbiamo avuto modo di assistere alle relazioni sui rendimenti, sulla domanda e sull’offerta in occasione della seconda giornata del Forum sulle Prospettive in Agricoltura per il 2021/2022, presentato dall’Agenzia Statunitense.

La resa del mais è stata stimata a 179,5 bpa.

Se realizzato, questo stabilirebbe un nuovo record di quasi 3 bpa e 7,5 bushel sopra il risultato ottenuto l’anno scorso.

Utilizzando i dati relativi alle superfici rilasciati ieri, ciò equivarrebbe ad una produzione record (appena) di 15,15 miliardi di bushel e si tradurrebbe in un carryout di 1,552 miliardi, con un aumento di soli 50 milioni rispetto a quest’anno.

Le rese della soia sono state stimate a 50,8 bpa, il che sarebbe 6/10° superiore rispetto allo scorso anno ma ancora inferiore rispetto alla resa di 52 bushel raggiunta nell’annata agricola 2016/17.

Indipendentemente da ciò, si prevede che ciò produrrà un record di 4,525 miliardi di bushel ma, a causa della prevista forte domanda, questo risultato si tradurrebbe in un aumento finale degli stock di soli 25 milioni di bushel atteso che il totale si fermerebbe a 145 milioni.

Le rese del grano scenderanno rispetto allo scorso anno, e vengono stimate a 49,1 bpa, producendo un raccolto totale di 1,827 miliardi di bushel.

Se corretto, ciò significherebbe che le scorte finali scenderebbero a 698 milioni di bushel, il che sarebbe il livello più basso registrato dalla campagna 2013/14.

In poche parole, supponendo che non ci siano problemi meteorologici significativi nei prossimi mesi, tutti questi numeri sarebbero visti come favorevoli ad un trend rialzista dei prezzi, ancorché sembra arduo dipingere un quadro di prezzi più alto, atteso che, quelli attuali sono già considerati da alcuni analisti alti.

Questo, ha consentito ovviamente ai prezzi di beneficiare di una serie di aumenti, ancorché modesti, nel corso della sessione mattutina.

Nel frattempo, nel pomeriggio, è arrivato il nuovo rapporto sulle esportazioni dell’Agenzia USA, che copre la settimana fino all’11 febbraio e che, invece, non ha presentato affatto dati rialzisti.

Le vendite di mais vecchio raccolto sono scese del 31% di settimana in settimana e del 67% rispetto alla media delle quattro settimane precedenti, con 999.200 MT; altri 182,6 k MT di nuovo raccolto, hanno portato ad un totale di 1.181.800 MT.

Il Messico è stato il primo acquirente, con 317.516 MT.

I totali cumulativi per la campagna di commercializzazione 2020/21 rimangono più alti rispetto al ritmo dello scorso anno, con 22.970.432 MT.

Le spedizioni di mais sono aumentate del 14% rispetto alla media delle quattro settimane precedenti, con 1.386.913 MT.

Il Messico era la destinazione numero 1, con 246.393 MT.

Giappone, Corea del Sud, Colombia e Perù hanno completato i primi cinque.

Le vendite di soia vecchio raccolto con un totale di 457.217 MT, sono state in calo del 53% rispetto alla media delle quattro settimane precedenti.

A queste si sono aggiunti altri 168.735 MT di nuovo raccolto per un totale di 625.952 MT.

L’Indonesia è emersa come il primo acquirente, con 92.532 MT.

I totali cumulativi per la campagna 2020/21 stanno quasi raddoppiando il ritmo dell’anno scorso, con 50.674.940 MT.

Le spedizioni di soia sono diminuite del 54% al di sotto della media delle quattro settimane precedenti portandosi a 1.001.524 MT.

La Cina è stata la destinazione numero 1, con 400.065 MT.

Messico, Indonesia, Paesi Bassi e Italia hanno completato i primi cinque.

Le vendite all’esportazione di sorgo sono diminuite notevolmente al di sotto della media delle quattro settimane precedenti.

Tuttavia, i totali cumulativi per la campagna di commercializzazione 2020/21 sono quasi triplicati rispetto allo scorso anno, con 2.837.329 MT.

Il grano è sceso del 33% rispetto alla scorsa settimana e del 18% rispetto alla media delle quattro settimane precedenti.

Le vendite hanno riguardato 400.065 MT di vecchio raccolto ed altri 215.001 MT di nuovo raccolto per un totale di 615.066 MT.

I totali cumulativi per la campagna di commercializzazione 2020/21 sono ancora leggermente inferiori al ritmo dello scorso anno, con 16.827.237 MT.

Le spedizioni sono diminuite del 14% su base settimanale e dell’11% rispetto alla media delle quattro settimane precedenti, portandosi a 381.014 MT.

Giappone (127.912) e Messico (106.139) sono state le prime due destinazioni.

Cina, Corea del Sud e Venezuela hanno completato i primi cinque.

In questo contesto, i prezzi sono rimasti generalmente volatili date le tante incertezze.

Tra i fattori che generano una certa fermezza nei prezzi rimangono la mancanza di disponibilità fisica, soprattutto per le consegne ravvicinate ed i timori di danni da gelo negli Stati Uniti.

Ma queste paure potranno essere alleviate solo tra diverse settimane, una volta osservata la ripresa vegetativa.

Nel frattempo i prezzi del grano a Chicago hanno nuovamente preso la discesa, a Parigi hanno lottato per mantenere la posizione.

Anche i prezzi del mais a Chicago sono in flessione sulla scia dei risultati settimanali sulle esportazioni, al contrario il mais europeo ha guadagnato terreno in funzione del notevole aumento avuto ieri dal grano ed atteso che ultimamente viene parzialmente sostituito da quest’ultimo ove possibile nelle formulazioni mangimistiche.

La soia a Chicago mira a rimanere nel verde mentre la colza continua anche se più lentamente ma inesorabilmente ad aumentare, sulla scia dell’olio di palma e della canola, nonostante il calo dei prezzi del petrolio.

In Canada i prezzi della canola (colza GM canadese) infatti, stanno mostrando livelli storici.

L’olio di colza, inoltre, è molto apprezzato in gran parte nella produzione di biodiesel.

Al contrario, i prezzi del petrolio oggi sembra abbiano preso una pausa a causa delle prese di profitto, dopo avendo registrato ieri un nuovo record che non si vedeva da oltre un anno.

Così, Euronext chiude la settimana, con una tonnellata di grano tenero che è aumentata di 1,00 euro nella scadenza di marzo, quotando 238,50 euro e di 75 centesimi nella scadenza di maggio, quotando 227 euro.

Una tonnellata di mais ha preso 3,75 euro nella scadenza di marzo, quotando 228,00 euro, e 1,25 euro nel contratto di giugno, quotando 218,00 euro.

Una tonnellata di colza è salita di 1,00 euro nella scadenza di maggio, quotando a 461,00 euro e di 75 centesimi nella scadenza di agosto, quotando 418,75 euro.

Sul CME, in questo momento [19/02/2021 18:33 (GMT + 1)] uno staio di grano (circa 27 kg) in consegna a marzo è quotato a $ 6,5425 in calo di 8,25 (¢/b).

Uno staio di mais (circa 25 kg) in consegna a marzo è quotato $ 5,4300 in calo di 7,25 (¢/b).

Uno staio di soia (circa 27 kg) in consegna a marzo è quotato $ 13,7925 in aumento di 3,75 (¢/b).

Domani avremo modo di commentare come si chiuderanno le sessioni odierne e di fare un quadro riepilogativo della settimana.

“L’opportunità favorisce la mente preparata ed a volte gli audaci”.

(Louis Pasteur)