Ieri l’Agenzia Statale Canadese ha reso nota la propria stima sul raccolto 2020, fissandola a 35,2 milioni di tonnellate, ovvero il livello di produzione più alto degli ultimi 7 anni.
28,6 milioni sono state le tonnellate di grano raccolte.
La produzione di grano duro si è attestata a 6,6 milioni di tonnellate, ovvero al di sopra delle aspettative degli operatori.
La produzione di orzo è stata indicata a 10,7 milioni di tonnellate.
La canola, con una revisione al ribasso di 700.000 tonnellate rispetto allo scorso mese, è stata la coltura che ha avuto la minore resa e la produzione è stata stimata a sole 18,7 milioni di tonnellate.
Le piogge tanto attese su tutte le pianure americane sono finalmente arrivate e, certamente, hanno influito negativamente sui prezzi del grano.
Le condizioni climatiche stanno migliorando anche in Brasile ed in Argentina.
In Russia le temperature attuali non destano particolari timori.
Il dollaro, stamattina veniva quotato a 1.2145 contro l’euro ed a 74.30 contro il rublo.
La valuta russa è al suo livello più alto dall’inizio di settembre, con un rafforzamento mensile di oltre l’8%.
Questo potrebbe esercitare pressioni sui prezzi dei cereali nei mercati locali atteso che, le origini russe ed europee, perdono sempre più la loro competitività rispetto alle origini americane.
Sulla scena internazionale, la Corea del Sud ha acquistato 68.000 t di mais e il Giappone, 127.000 t di grano da macina da USA, Canada e Australia.
La Turchia chiude oggi la gara per 400.000 t di grano.
Le vendite statunitensi per l’esportazione di questa settimana non sono state eccezionali.
La soia ha deluso con sole 406.934 t contrattualizzate.
Il mais è rimasto più dinamico con 1.371.400 t.
Per quanto riguarda il grano, l’esportazione di 446.400 t è rientrata nell’intervallo previsto dagli operatori.
Così, in assenza di nuovi elementi, con un dollaro in costante calo nei confronti dell’euro e del rublo, i prezzi dei cereali non hanno potuto far altro che subire ulteriori perdite.
Fanno eccezione gli oleici con il prezzo della colza che, a seguito della pubblicazione dei dati canadesi, ha guadagnato € 4 / t su Euronext, nelle consegne di Febbraio; a Chicago la soia è rimbalzata leggermente, nella speranza di veder tornare la Cina nuovamente a fare acquisti dopo l’annullamento di 2 barche durante la scorsa settimana e su questa scia, la palma stamattina a Kuala Lumpur si presentava in rialzo.
Certamente, a delineare questo quadro, ha influito anche la decisione dei membri dell’OPEC + di aumentare la produzione congiunta di petrolio di soli 0,5 milioni di barili al giorno.
Così, il petrolio a New York stamattina quotava 46,40 USD / barile.
Conseguentemente i fondi sono stati venditori netti per 3.500 lotti di grano ed acquirenti netti per 10.000 lotti di mais e 13.500 lotti di soia.
Attenzione però, oggi gli operatori, in vista del fine settimana, stanno rimanendo abbastanza cauti, determinando perdite sparse su tutti i contratti.
Vedremo come si chiuderà la sessione.
