CHICAGO SCUOTE I MERCATI

La delusione degli operatori a Chicago, dopo le proiezioni dell’ultimo rapporto del Dipartimento dell’Agricoltura americano, tira giù i prezzi dei cereali.

In questo momento, stiamo visualizzando infatti sul CME, cali generalizzati su grano, mais e soia di circa il 3% se confermati a fine seduta.

Anche su Euronext si evidenziano perdite ancorché meno consistenti di quelle di Chicago.

L’agenzia Statunitense ieri ha aumentato le importazioni di mais fatte dalla Cina portandole da 17,5 milioni di tonnellate (Mt) a 24 milioni ma, nello stesso tempo ha rivisto le esportazioni degli Stati Uniti di 1,3 Mt, riducendo così il potenziale esportabile verso la Cina.

Il maggior volume esportato verso la Cina, viene comunque compensato dalle riduzioni previste nella UE e negli altri paesi come Giappone e Corea del Sud.

Per quanto riguarda il grano statunitense, il rapporto non ha comportato modifiche sostanziali e lo stock globale di fine stagione, ancorché in calo di 9 Mt, rimane comunque un record, atteso che si chiuderà a 304 Mt.

Per quanto riguarda il clima, negli Stati Uniti martedì una nevicata ha colpito le pianure centrali fino al Kansas ed all’Oklahoma, probabilmente giusto in tempo per proteggere i raccolti prima dell’ondata di freddo prevista per venerdì, con temperature attese inferiori a – 20 ° C.

Un’altra importante nevicata sta attualmente interessando una vasta area del Mar Nero, riducendo così i rischi sulle colture invernali.

Nel contempo oggi si sono apprese altre notizie che hanno suscitato ulteriori timori negli operatori.

Bloomberg, infatti, ha reso noto che Hong Kong abbatterà 3.000 maiali dopo aver rilevato un focolaio di peste suina africana in un allevamento di suini locale, mettendo la città in allerta per un’ulteriore diffusione.

Il virus è stato scoperto per la prima volta la scorsa settimana in una struttura a Yuen Long ed il trasporto dei maiali dalle fattorie è stato sospeso, secondo quanto stabilito dal Dipartimento per l’Agricoltura, la Pesca e la Conservazione di Hong Kong.

Il caso non dovrebbe influire sul funzionamento dei macelli locali né sulla fornitura complessiva di suini vivi, hanno affermato dal dipartimento.

Le autorità continueranno ad indagare per rintracciare la fonte del virus intensificando le ispezioni negli allevamenti di suini locali, tuttavia i mercati sembra non abbiano gradito molto questa notizia.

Contemporaneamente, proprio mentre gli operatori si aspettavano notizie su nuove importanti vendite fatte verso la Cina, abbiamo appreso invece della cancellazione di una vendita di 132.000 tonnellate di mais in programma per la spedizione verso una destinazione sconosciuta durante la campagna di commercializzazione 2020/2021.

Ad annunciarlo è stato lo stesso Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, nel corso della mattinata.

Oggi, vengono rilasciati i dati aggiornati settimanalmente sulla produzione di etanolo da parte della US Energy Information Administration, ma al momento non abbiamo indiscrezioni in merito ai risultati.

Un’eventuale riduzione dei volumi superiore alle aspettative degli operatori, comporterebbe ulteriori ripercussioni sui prezzi del mais.

Per quanto riguarda i semi oleosi, secondo gli ultimi dati dell’Australian Bureau of Statistics (ABS), l’Australia ha esportato 263.704 tonnellate di colza a dicembre, con un aumento dell’11% rispetto alle 233.931 tonnellate totali di novembre, .

I frantoi europei erano fra i clienti principali, con la Germania che ha ritirato due carichi, mentre Belgio e Francia ne hanno ritirato uno ciascuno.

Nel rapporto sui semi oleosi: ABARES prevede che le esportazioni di canola australiane 2020-21 nel primo trimestre di attività, raggiungeranno 2,7 milioni di tonnellate (Mt), con il mercato europeo del biodiesel come principale consumatore.

Se confermato si tratta di un aumento del 71% rispetto al dato 2019-20.

La previsione di ABARES per la produzione di colza australiana nell’attuale anno di raccolto è di 3,7 milioni di tonnellate, ovvero in aumento del 59% rispetto al livello 2019-20.

Così, in questo momento [10/02/2021 17:55 (GMT+1)] su Euronext , una tonnellata di grano tenero è in calo di 1,50 euro nella scadenza di marzo, quotando 222,25 euro, e di 1,75 euro nella scadenza di maggio, quotando a 217 euro.

Una tonnellata di mais, è in calo di 75 centesimi nel contratto di marzo, quotando 216,75 euro, e di 1,00 euro nel contratto di giugno, quotando 211,50 euro.

Una tonnellata di colza è in calo di 3,25 euro nella scadenza di maggio, quotando 443 euro e di 1,00 euro nella scadenza di agosto, quotando 408,00 euro.

Sul CME, uno staio di grano (circa 27 kg) in consegna a marzo è quotato $ 6,3225, in calo di 17,25 (¢/b).

Uno staio di mais (circa 25 kg) in consegna a marzo è quotato $ 5,4225, ovvero in calo di 14,00 (¢/b).

Uno staio di soia (circa 27 kg) in consegna a marzo è quotato a $ 13,6725, in calo di 34,50 (¢/b).