I prezzi europei del grano si confermano su un trend positivo, il mais segna il passo, la colza continua a calare anche se i prezzi rimangono alti
La Russia, nel tentativo di limitare le esportazioni per frenare l’inflazione alimentare nel mercato interno, ha stabilito ufficialmente il dazio all’esportazione sui cereali fissandolo dal 15/02/21, per il grano a 25 €/t; per riso, orzo e mais a 0%.
Dal 01/03/2021, il dazio sul grano salirà a €/ton 50.
Dal 15/03/21 al mais verrà applicato un dazio di € 25/t, all’orzo di € 10/t, alla segale 0%.
Si prevede che la tassa possa essere estesa anche alle esportazioni di grano nella nuova stagione.
Il mais, invece, ha avuto una battuta di arresto anche grazie alle perturbazione di oggi, giunta in Brasile ed in Argentina, che ha visto cadere più di 30 mm di pioggia.
Certamente i timori sul clima sudamericano non sono del tutto fugati, atteso che condizioni più asciutte, potrebbero tornare nella seconda metà di gennaio e penalizzare, appunto, il mais.
In tal senso, la Borsa di Rosario ha già ridotto le sue previsioni di produzione in Argentina per il 2021 di 2 Mt, portandole a 46 Mt.
Nella sua relazione mensile, anche l’ IGC ( International Grains Council, ndr) ieri ha rivisto al ribasso, la propria stima sul raccolto mondiale di mais portandola a 1.133 miliardi di tonnellate, in calo di 13 Mt rispetto al mese precedente.
Tuttavia, l’aumento delle materie prime agricole è di particolare preoccupazione per gli allevatori che vedono aumentare giorno dopo giorno i loro costi di produzione, in particolare nel settore del pollame.
Dal punto di vista politico, il presidente Trump è stato messo sotto accusa per la seconda volta ieri mattina ed i commercianti sono leggermente preoccupati che un lungo processo di impeachment possa ritardare le misure di stimolo proposte da Biden.
Lunedì sarà un giorno festivo negli Stati Uniti e CBOT / Minny rimarrà chiuso, dalla chiusura della sessione di questa sera, fino all’apertura della sessione notturna di lunedì.
Le vendite settimanali statunitensi, per la stagione in corso, con 1,44 milioni di tonnellate esportate, hanno superato le stime degli analisti per quanto riguarda il mais.
La soia si trova nella fascia più alta delle aspettative con 908.000 tonnellate esportate.
Per quanto riguarda il grano, invece, le vendite si sono attestate a 221.900 tonnellate, ovvero, leggermente al di sotto delle aspettative del mercato.
Però, per la prima volta in sei sessioni, ieri, non è stato registrato alcun ordine di semi di soia dal sistema quotidiano del ministero dell’Agricoltura, anche se oggi sono state segnalate vendite per 110.000 t di mais, al Messico e per 318.000 t di soia, verso una destinazione sconosciuta.
Sulla scena internazionale, ieri il Giappone ha acquistato 116.700 t di grano da macina da USA, Canada e Australia.
Tuttavia, Chicago, sta subendo alcune prese di profitto, prima del lungo weekend ed in ragione delle recenti piogge arrivate in Sudamerica.
In questo momento [15/01/2021 19:17 (GMT + 1)], infatti, uno staio di grano (circa 27 kg) per la consegna a marzo è quotato a $ 6,7125, guadagnando appena 1,25 (¢ / b);
Uno staio di mais (circa 25 kg) per la consegna a marzo sta quotando a $ 5,330 , in calo di 1,25 (¢ / b);
Uno staio di soia (circa 27 kg) con consegna a marzo sta quotando $ 14,1775 ovvero in calo di 12,75 (¢ / b).
Su Euronext, invece, prevale anche se moderatamente il segno più sui cereali, con una tonnellata di grano tenero che è salita di 2,00 euro nella scadenza di marzo, quotando 231,50 euro e di 1,75 euro nella scadenza di maggio, quotando 227,50 euro.
Una tonnellata di mais, invece ha perso 0,25 euro nel contratto di marzo, quotando 212,00 euro, mentre ha guadagnato 0,25 euro su quello di giugno, quotando 210,50 euro.
La colza, da parte sua, ha subito perdite significative a causa della caduta della palma malese alla Borsa di Kuala Lumpur.
Le esportazioni malesi hanno infatti rallentato vistosamente nella prima metà di gennaio.
Così su Euronext, una tonnellata di colza è scesa di 5,75 euro nella scadenza di febbraio, quotando 433,75 euro, e di 5,75 euro nella scadenza di maggio, quotando 426,75 euro.
