Cereali in rosso in attesa del rapporto WASDE di mercoledì

I prezzi del mais oggi sono tornati indietro mentre gli operatori definiscono le loro posizioni in vista del rapporto WASDE di mercoledì prossimo.

Molte vendite tecniche hanno svolto un ruolo significativo nelle perdite di oggi, limitate esclusivamente dalla crescente pressione sull’offerta di mais safrinha che continua a combattere con lo stress idrico e da un’altra vendita straordinaria di poco più di 1 milione di tonnellate, fatta alla Cina in consegna per il 2021-2022.

L’USDA stasera rilascerà i dati aggiornati sullo stato di avanzamento delle colture e, certamente, vedremo che i progressi nella semina del mais sono andati avanti facendo passi strabilianti.

Il National Grain and Oils Information Center (CNGOIC) cinese ha pubblicato la scorsa settimana nuove stime sulla produzione di mais, suggerendo che il raccolto di mais cinese del 2021 avrà un aumento del 4,3% rispetto allo scorso anno.

La superficie coltivata a soia, al contrario, probabilmente subirà un calo, dato l’aumento degli acri a mais.

In tal senso, infatti, si prevede che la produzione di soia in Cina nel 2021 scenderà del 6,1% rispetto alla produzione dello scorso anno.

I prezzi della soia, in ogni caso, hanno seguito comunque quelli del mais, invertendo la rotta.

Nonostante le numerose vendite tecniche di stamattina però, le perdite rimangono limitate a causa della contrazione sulle prospettive dell’offerta globale per la campagna di commercializzazione 2021/22.

L’incertezza del tempo quindi rimane il principale motore dei prezzi di mercato nei prossimi mesi.

Le scorte della colza canadese sono diminuite di quasi il 38% rispetto a un anno fa alla fine di marzo 2021 e, questa notizia, ovviamente, ha limitato le perdite sull’olio di soia, oggi in calo dopo la notizia che le scorte di olio di palma malese sono aumentate ad aprile a causa della debole domanda proveniente dall’India, fortemente colpita dalle restrizioni dovute all’epidemia di COVID-19, ancora in corso.

I prezzi dei suini vivi stamattina in Cina hanno subito un calo del 7%, poiché elevati volumi di suini pesanti sono arrivati nei macelli di tutto il paese.

Questa è la più grande perdita registrata sul contratto del maiale vivo alla borsa di Dalian.

Gli allevatori hanno prodotto quantità in eccesso a seguito dei prezzi più redditizi e ciò, ovviamente, ha abbattuto i prezzi dei maiali, suggerendo, contestualmente, una riduzione nel consumo di farina di soia, nei mesi a venire.

A questa situazione si aggiunge la possibilità di una recrudescenza di peste suina africana (PSA) nelle regioni meridionali nelle prossime settimane, durante la stagione delle piogge, limitando ulteriormente gli stock di maiali domestici.

Ciò, se da un lato potrebbe fornire uno slancio ai prezzi sui maiali vivi, dall’altro lato crea maggiore incertezza per i coltivatori di soia negli Stati Uniti, poiché una mandria di maiali cinese più piccola, significa meno consumo di soia per la nuova campagna di commercializzazione.

Secondo una dichiarazione del National Grain Trade Center, inoltre, la Cina la scorsa settimana ha venduto solo 142.659k di grano dalle riserve statali, ovvero il 3,56% del totale offerto all’asta e questo, ovviamente, potrebbe essere visto come un ulteriore segnale di un rallentamento della domanda cinese.

Il progresso della semina della soia, probabilmente rispecchierà quello del mais.

Gli agricoltori americani, infatti, sono stati certamente in grado di fare notevoli progressi nella semina della soia rispetto alla scorsa settimana, nonostante abbiano dovuto schivare la pioggia per gran parte della settimana.

I prezzi del grano, dal canto loro, hanno ceduto alla pressione dei prezzi del mais.

È probabile, inoltre, che le previsioni di pioggia nelle pianure meridionali migliorino le condizioni delle colture del grano invernale esercitando ulteriore pressione sui prezzi.

Nel frattempo oggi l’USDA ha pubblicato i dati settimanali sulle ispezioni alle esportazioni di cereali, relative alla settimana conclusasi il 6 maggio.

I numeri sono stati per lo più contrastanti.

Il mais ha registrato un calo moderato di settimana in settimana.

Tuttavia i totali cumulativi per la campagna di commercializzazione 2020/21 hanno comunque aumentato il loro già imponente vantaggio rispetto al ritmo dello scorso anno.

Soia e grano, invece, hanno visto dei miglioramenti.

Nello specifico, le ispezioni sull’esportazione di mais hanno raggiunto i 67,2 milioni di bushel la scorsa settimana, in leggero calo rispetto ad una settimana fa, ma pur sempre nella fascia più alta delle stime commerciali.

Messico e Cina sono state le prime due destinazioni.

Il Giappone non era molto indietro. Corea del Sud e Colombia hanno completato i primi cinque.

Le ispezioni sul sorgo sono state moderatamente più basse di settimana in settimana.

La Cina ha rappresentato oltre il 99% del totale.

Le ispezioni sulla soia hanno registrato un notevole miglioramento settimanale con un +64% rispetto alla scorsa settimana.

La Cina era quasi assente.

L’Indonesia e il Messico invece sono state le prime due destinazioni.

Turchia, Giappone e Irlanda hanno completato i primi cinque.

Le ispezioni sul grano sono state leggermente superiori al conteggio della settimana precedente ancorché nella fascia più alta delle ipotesi commerciali.

La Cina è stata la destinazione numero 1.

Corea del Sud, Algeria, Messico e Gibuti hanno completato i primi cinque.

Dall’Argentina, l’azienda biotecnologica argentina Bioceres e l’azienda alimentare locale Havanna hanno firmato un accordo per la produzione di alimenti a base di grano HB4 geneticamente modificato.

Il paese è interessato ad aumentare la produzione attraverso il grano HB4 geneticamente modificato, resistente alla siccità.

La centrale elettrica sudamericana dei cereali è già inondata di semi di soia geneticamente modificati che hanno reso l’Argentina il primo esportatore mondiale di mangime per bestiame a base di farina di soia.

Alcuni scienziati si sono chiesti se l’erbicida utilizzato con HB4 sia sicuro per l’ambiente e per i consumatori.

I prodotti alimentari saranno realizzati con il marchio Havanna ed offriranno il massimo livello di informazioni al consumatore sull’origine del grano, sull’impronta ambientale generata.

Le esportazioni di grano tenero dall’Unione Europea nella stagione 2020/21 iniziata lo scorso luglio hanno raggiunto i 22,84 milioni di tonnellate al 9 maggio.

I dati hanno mostrato quindi un calo rispetto ai 30,59 milioni di tonnellate esportate alla stessa settimana della scorsa stagione.

Le esportazioni di orzo nell’UE 2020/21 sono arrivate a 6,68 milioni di tonnellate, contro i 6,75 milioni di un anno fa, mentre le importazioni di mais nell’UE 2020/21 sono state pari a 12,72 milioni di tonnellate, in calo dai 17,89 milioni.

Il Marocco ripristinerà i dazi doganali sul grano tenero e duro rispettivamente del 135% e del 170% a partire dal 15 maggio e ciò al fine di ridurre le importazioni in un momento di prezzi più alti nel mercato internazionale.

Il governo aveva già detto la scorsa settimana che i dazi sarebbero stati reintrodotti dal 1 giugno, ma non aveva ancora specificato le tariffe.

I dazi all’importazione erano stati sospesi fino al 15 maggio per garantire la stabilità dei prezzi ed un approvvigionamento costante dopo che il Marocco aveva sperimentato due anni consecutivi di siccità ed una riduzione della produzione.

Il Marocco prevede quest’anno un raccolto di cereali pari a 9,8 milioni di tonnellate, in crescita del 206% rispetto alla scorsa stagione.

Il raccolto comprende 4,82 milioni di tonnellate di grano tenero, 2,34 milioni di tonnellate di grano duro e 2,6 milioni di tonnellate di orzo.

Il governo ha fissato un prezzo di riferimento per il grano tenero di qualità standard pari a 280 dirham per 100 kg ($ 1 = 8,8 dirham).

Gli incentivi per incoraggiare l’uso del grano coltivato internamente includono un sussidio forfettario di 5 dirham ($ 0,51) per 100 kg di grano tenero ai mugnai che utilizzano la produzione locale.

Un altro vantaggio è un premio di 2 dirham per 100 kg per 15 giorni per le agenzie di stoccaggio valido fino al 31 dicembre.

Il Marocco di solito importa 2-3 milioni di tonnellate di grano tenero, principalmente dalla Francia, a seconda della produzione locale.

L’Australia ha esportato 961, 823 tonnellate di orzo da foraggio, 8007 tonnellate di malto d’orzo e 52.208 tonnellate di sorgo a marzo, secondo gli ultimi dati sulle esportazioni dell’Australian Bureau of Statistics (ABS).

Mentre il volume di malto ha mostrato un calo dell’86% rispetto alle esportazioni di febbraio di 59.280 t, le spedizioni di orzo da foraggio sono aumentate dell’11% da febbraio a 961.823 t.

Le spedizioni di sorgo a marzo sono aumentate del 246% rispetto alle 15.081 t esportate a febbraio.

I dati sulle esportazioni di marzo portano le esportazioni di orzo australiano per la campagna 2020-21 a oltre 4,6 milioni di tonnellate.

Anche aprile e maggio saranno mesi di grandi esportazioni per l’Australia.

Nello scenari del commercio internazionale, Bulog, l’agenzia statale indonesiana per gli appalti, ha pubblicato una gara d’appalto internazionale per l’acquisto e l’importazione di circa 180.000 tonnellate di frumento per mangimi animali.

Il termine ultimo per la presentazione delle offerte di prezzo in gara è martedì 11 maggio.

Si richiedono sei partite di 30.000 tonnellate ciascuna per tre periodi di arrivo: fine giugno, intero mese di luglio e intero mese di agosto.

Il Feed Leaders Committee (FLC) della Corea del Sud ha acquistato venerdì circa 60.000 tonnellate di grano per uso zootecnico che dovrebbe provenire dalla regione del Mar Nero in un accordo privato senza indire una gara internazionale.

Il grano è stato acquistato a una stima di $ 329,90 la tonnellata c & f più un supplemento di $ 2,00 la tonnellata per lo scarico in porto aggiuntivo.

Si ritiene che il venditore fosse la casa commerciale CHS.

La spedizione è stata richiesta tra il 1 giugno e il 5 luglio per l’arrivo in Corea del Sud intorno al 10 agosto.

L’acquirente statale egiziano di cereali, l’Autorità generale per le materie prime di approvvigionamento (GASC) sabato ha dichiarato di essere alla ricerca di oli vegetali in una gara d’appalto internazionale per l’arrivo dall’11 al 31 luglio.

GASC ha affermato di volere almeno 30.000 tonnellate di olio di soia e 10.000 tonnellate di olio di girasole.

La scadenza per le offerte è l’11 maggio.

L’acquirente ha affermato che gli operatori dovrebbero presentare offerte per il pagamento con lettere di credito a 180 giorni ed a vista e che avrebbe scelto tra entrambe le offerte.

Domani GASC terrà un’altra gara d’appalto, stavolta nazionale, per acquistare oli vegetali.

nello specifico sta cercando almeno 3.000 tonnellate di olio di soia e 1.000 tonnellate di olio di girasole.

Il periodo di arrivo degli oli vegetali locali sarebbe dal 16 luglio al 5 agosto.

In questo contesto, Euronext ha chiuso con una tonnellata di grano tenero in calo di 8,50 euro nella scadenza di settembre, e di 7,75 euro in quella di dicembre, quotando rispettivamente 223,50 euro e 222,00 euro.

Una tonnellata di mais, ha perso 6,25 euro nella scadenza di giugno e 5,75 euro in quella di agosto, quotando rispettivamente 256,75 euro e 248,25 euro.

Una tonnellata di colza ha perso 8,75 euro nella scadenza di agosto, quotando 532,00 euro e 9,50 euro nella scadenza di novembre, quotando 524,00 euro.

A Chicago, al momento della redazione del presente report [10/05/2021 19:05 (GMT+1)] uno staio di grano (circa 27 kg) in consegna a maggio quota $ 7,4950 in calo di 24,00 (¢/b).

Uno staio di mais (circa 25 kg) in consegna a maggio, quota $ 7,5600 in calo di 16,75 (¢/b).

Uno staio di soia (circa 27 kg) in consegna a maggio, quota $ 16,1725 in calo di 3,75 (¢/b).

Uno staio di farina di soia (circa 27 kg) in consegna a maggio, quota $ 4,4640 in aumento di 3,90 (¢/b).

Domani vedremo come si chiuderanno le sessioni Oltre Oceano.

“L’opportunità favorisce la mente preparata ed a volte gli audaci”.

(Louis Pasteur)