Dopo il rally di ieri, oggi i mercati sono tendenzialmente in calo.
Una serie di notizie non proprio rialziste e le prese di profitto di fine mese, hanno fatto prevalere il segno meno su quasi tutti i prodotti.
I trader, infatti, stanno anche approfittando per incassare i profitti della giornata di ieri, dopo che alcuni contratti avevano raggiunto il livello massimo di prezzo registrato nei trenta giorni precedenti.
A questa situazione si sono aggiunti i dati rilasciati dal Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti sulle vendite e sulle esportazioni nella settimana che va dal 12 al 18 Febbraio che sono stati prevalentemente deludenti.
Per quanto riguarda il grano, infatti, le vendite nette sono state di sole 167.700 tonnellate metriche (MT) per il 2020/2021, il minimo per quest’anno di commercializzazione in corso.
Queste pertanto sono diminuite del 58% rispetto alla settimana precedente e del 67% rispetto alla media delle 4 settimane precedenti.
Per il 2021/2022, sono state riportate vendite nette per 14.800 tonnellate.
Le esportazioni sono state pari a 392.800 MT in aumento del 4% rispetto alla settimana precedente, ma sono diminuite del 14% rispetto alla media delle 4 settimane precedenti.
Per quanto riguarda il mais, si sono registrate vendite nette per 453.300 tonnellate per il 2020/2021, anche in questo caso si è trattato del minimo per l’anno di commercializzazione in corso.
Conseguentemente, si è avuta una diminuzione del 55% rispetto alla settimana precedente e dell’85% rispetto alla media delle quattro settimane precedenti.
Per quanto riguarda il 2021/2022, sono state riportate vendite nette per 145.900 tonnellate, mentre le esportazioni sono state pari a 1.190.100 MT ovvero in diminuzione del 14% rispetto alla settimana precedente e dell’11% rispetto alla media delle 4 settimane precedenti.
Anche il sorgo ha visto con una riduzione di 700 tonnellate per il 2020/2021, un netto calo rispetto alla settimana precedente e rispetto alla media delle quattro settimane precedenti.
Le esportazioni sono state di 125.600 MT, in aumento del 70% rispetto alla settimana precedente, ma in calo del 10% rispetto alla media delle 4 settimane precedenti.
Per quanto riguarda la soia, si sono avute vendite nette di sole 167.900 tonnellate per il 2020/2021 ovvero in calo del 63% rispetto alla settimana precedente e del 72% rispetto alla media delle quattro settimane precedenti.
Per il 2021/2022, si sono registrate vendite nette per 70.800 tonnellate.
Le esportazioni, invece, sono state di 1.053.700 MT, ovvero in aumento del 5% rispetto alla settimana precedente, ma in calo del 42% rispetto alla media delle quattro settimane precedenti.
Anche la farina di soia che ha visto vendite nette per 160.200 tonnellate raccolto 2020/2021, ha registrato un calo del 50% rispetto alla settimana precedente e del 38% rispetto alla media delle quattro settimane precedenti.
Le esportazioni sono state di 144.600 MT ovvero in calo del 61% rispetto alla settimana precedente e del 51% rispetto alla media delle 4 settimane precedenti.
Ai dati rilasciati dal Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, si è aggiunto il report mensile sulla produzione, la domanda e l’offerta a livello mondiale a cura dell’International Grains Council.
Per l’IGC, i raccolti di grano vengono stimati più grandi che in precedenza data la maggiore produzione in Australia, Kazakistan e Russia.
Conseguentemente la previsione per la produzione mondiale di cereali totali (grano e grani grossi) nel 2020/21 è aumentata di 6 milioni di tm / m (mese su mese), ed è stata portata a 2.216 m.
Il consumo totale è visto salire di 31 milioni di tonnellate, a 2.222 milioni, con gli usi negli alimenti e nei mangimi che rappresentano quasi tutta la crescita.
Conseguentemente, si prevede una contrazione delle scorte mondiali di 6 milioni di t, al minimo quinquennale, pari a 611 milioni.
Includendo gli aggiornamenti per grano, mais, orzo e sorgo, la previsione per il commercio mondiale dei cereali nel 2020/21 (luglio / giugno) è aumentata di 4 milioni di tm / m, raggiungendo il record di 412 milioni (394 milioni erano l’anno precedente).
L’aggiornamento di questo mese con le prospettive sulla domanda e l’offerta di grano per il 2021/22 non vede alcun cambiamento nella proiezione della produzione rispetto a prima, mantenuta ancora al livello record di 790 milioni di t, in crescita del 2% a / a.
Poiché il consumo previsto è aumentato, le prospettive per le scorte mondiali di grano sono ridotte m / m, ma sono ancora collocate ad un nuovo picco.
Includendo raccolti migliori in Europa, Nord Africa e India, infatti, la produzione globale di grano è vista salire ad un nuovo massimo di 790 milioni di tonnellate.
La domanda di grano potrebbe essere stimolata dall’aumento nell’uso mangimistico e dall’aumento dei prezzi dei prodotti alternativi, tra cui mais e orzo.
Tuttavia è prevista un’ulteriore crescita delle scorte, ma probabilmente questo avverrà nuovamente in Cina ed India.
A tal proposito, è probabile, infatti, che l’India quest’anno raccolga la cifra record di 109,24 milioni di tonnellate di grano, ha detto il ministero dell’agricoltura indiano.
La produzione di grano in India, il secondo più grande produttore al mondo, dovrebbe aumentare dell’1,3%per l’anno 2021.
Il ministero dell’Agricoltura e del Welfare degli agricoltori, prevede inoltre che la produzione totale di cereali di quest’anno raggiungerà un record di 303,34 milioni di tonnellate contro i 297,5 milioni di tonnellate prodotte nell’anno precedente.
Anche la produzione di colza, è prevista in aumento a 10,4 milioni di tonnellate, superiore alla produzione dell’anno precedente di 9,1 milioni di tonnellate.
La produzione di ceci, dovrebbe attestarsi a 11,62 milioni di tonnellate, contro gli 11,08 milioni di tonnellate raccolte l’anno precedente.
Conseguentemente qualsiasi aumento della produzione di colza e ceci riduce le importazioni di oli vegetali e legumi, che sono le materie prime che principalmente scarseggiano in India.
Ed ancora, in relazione alla previsione di un raccolto record, l’India prevede esportazioni di grano nel 2020/21 in aumento di 1,75 MMT.
La maggior parte delle esportazioni di grano indiane sono destinate al vicino Bangladesh, al Nepal, allo Sri Lanka, ed in quantità minori, ai paesi del Medio Oriente.
Nell’ambito del commercio internazionale, inoltre, dopo i livelli elevati dell’anno scorso, l’IGC prevede un calo delle spedizioni verso Cina e Pakistan, il che potrebbe contribuire a ridimensionare il volume del commercio mondiale.
Per quanto riguarda la soia, la previsione dell’IGC sulle scorte finali mondiali nel 2020/21 è mantenuta a 45 milioni di tonnellate, il secondo calo annuale consecutivo e all’11% a / a.
Ciò è legato alle prospettive di un calo vicino all’80% delle scorte statunitensi dopo una campagna di esportazioni record.
Tuttavia, le scorte dei principali esportatori sono viste stabili m / m, a 10m t, poiché le prospettive ridotte per gli Stati Uniti sono compensate da un aumento nominale per il Brasile.
Legata a raccolti più abbondanti negli Stati Uniti ed in Brasile, la produzione mondiale di soia nel 2020/21 è vista aumentare del 6% a / a, a 360 milioni di t, leggermente al di sotto del picco del 2018/19.
Con la domanda di mangimi che sostiene l’aumento dell’uso della farina di soia, in particolare in Asia, nonché un modesto aumento dell’olio di soia nei settori alimentare ed industriale, il consumo potrebbe aumentare del 4% a / a, raggiungendo un nuovo massimo.
Con la crescita dell’anno scorso, il commercio mondiale di soia è previsto a 169 milioni di t, leggermente inferiore a / a.
Spinta dai guadagni raggiunti quest’anno nei principali produttori, primo fra tutti gli Stati Uniti, si prevede che l’area mondiale di raccolta 2021/22 per la soia aumenterà del 5% a / a, raggiungendo un nuovo massimo storico.
Ritornando sulla scena internazionale attuale, i ritardi nelle spedizioni in Brasile, hanno costretto i frantoi cinesi di soia a ridurre la produzione.
La Giordania, oggi ha pubblicato una nuova gara per l’acquisto di 120.000 tonnellate di grano.
La spedizione viene ricercata in una serie di combinazioni possibili in partite da 60.000 tonnellate da spedire tra l’1-15 ottobre, 16-31 ottobre, 1-15 novembre e 16-30 novembre.
La scadenza per la presentazione delle offerte è per il 3 marzo.
In questo contesto, Euronext ha chiuso con una tonnellata di grano tenero che ha preso 0,50 centesimi nella scadenza di marzo, quotando 245,75 euro, mentre ha perso 1,25 euro nella scadenza di maggio, quotando 231,50 euro.
Una tonnellata di mais, nel frattempo, è scesa di 0,25 centesimi nella scadenza di marzo, quotando 229,25 euro, mentre sul contratto di giugno ha perso 0,50 euro, quotando 220,75 euro.
Una tonnellata di colza ha guadagnato “solo” 3,75 euro nella scadenza di maggio, quotando 488,25 euro mentre ha perso 1,00 euro nella scadenza di agosto, quotando 427,50 euro.
A Chicago, in questo momento [25/02/2021 18:32 (GMT+1)] la situazione è più netta, con uno staio di grano (circa 27 kg) in consegna a marzo che sta quotando a $ 6,7050 in calo di 9,75 (¢/b).
Uno staio di mais (circa 25 kg) in consegna a marzo, sta quotando $ 5,5325 in calo di 6,00 (¢/b).
Uno staio di soia (circa 27 kg) in consegna a marzo sta quotando $ 14,1400 in calo di 9,75 (¢/b).
Domani avremo modo di commentare come si chiuderanno le sessioni odierne.
“L’opportunità favorisce la mente preparata ed a volte gli audaci”.
(Louis Pasteur)
