Il grano avanza, sostenuto da adeguamenti tecnici, una riduzione del potenziale di produzione del Regno Unito nel 2021, dalle quote di esportazione della Russia sui cereali e dalla relativa tassa di 25 euro per tonnellata
La piazza di Chicago, quindi, è sostenuta dalla fermezza dei prezzi sul Mar Nero e fa registrare un rimbalzo.
Conseguentemente, gli ucraini hanno rallentato le loro esportazioni in previsione di questa situazione, di modo da poter vendere successivamente ed a prezzi ancora più alti.
Il contesto del Mar Nero quindi, sta avendo un impatto ancora più importante atteso che la Francia quest’anno non ha grandi quantità di merci da esportare.
Dobbiamo sottolineare, però, che le operazioni che stanno animano il mercato alla vigilia delle festività natalizie, riguardano solo piccoli volumi di merce, e sarà da vedere se questo trend potrà esser confermato anche a gennaio ed a febbraio.
Certamente, un ulteriore elemento a sostegno dei prezzi, è stato dato dal Ministero dell’Agricoltura Britannico che ha abbassato la produzione di grano per la stagione 2020-21, a 9,66 milioni di tonnellate, contro i 10,1 Mt precedenti, facendo registrare, quindi, un calo del 41% rispetto alla campagna precedente.
In particolare, il Ministero dell’Agricoltura ha ridotto la sua stima del raccolto di grano di 400 kt!
Questo raccolto sarebbe il più basso registrato negli ultimi 40 anni e rappresenterebbe un calo di ben 6,5 Mt rispetto alla stagione in corso.
Anche il raccolto di colza è stato ridotto a 1 Mt, facendo registrare un calo del 40% in un anno.
In questo contesto, i prezzi della colza sono rimasti su un trend rialzista, derivante dalla forte domanda su tutti gli oli vegetali.
Inoltre, c’è stato un netto aumento questa mattina dell’olio di palma, dovuto all’annuncio dell’introduzione di una tassa sull’esportazione dell’8% sulla palma malese a partire dal prossimo gennaio.
E, dato il calo della produzione proprio in Malesia e la domanda ancora abbastanza dinamica, possiamo immaginare che questa situazione rimarrà tesa almeno fino alla fine di gennaio.
La soia, ovviamente, con il perdurare degli scioperi in Argentina ed i previsti ritardi per il raccolto in Brasile, continua a fare da ulteriore traino.
Così, su Euronext in chiusura, una tonnellata di grano è aumentata di 2 euro nella scadenza di marzo, venendo quotata a 211 euro, e di 2,25 euro nella scadenza di maggio, venendo quotata a 209,00 euro.
Una tonnellata di mais ha guadagnato 2 euro nel contratto di gennaio, venendo quotata a 197,00 euro, e 1,75 euro nel contratto di marzo, venendo quotata a 194,25 euro.
Una tonnellata di colza ha perso 75 centesimi nella scadenza di febbraio, venendo quotata a 414,00 euro, mentre ha guadagnato 0,25 euro nella scadenza di maggio, venendo quotata a 409 euro.
A Chicago in questo momento [23/12/2020 18:30 (GMT+1)] per quanto riguarda il grano, nel contratto di marzo stiamo visualizzando un 631.25 (¢/b), registrando un +14.25 (¢/b) e, nel contratto di maggio, possiamo visualizzare un 630.00 (¢/b) con un +13.25 (¢/b).
Il mais, nel contratto di marzo sta quotando 449,50 (¢/b), con un +6.00 (¢/b), mentre nel contratto di maggio, stiamo visualizzando un 450.25(¢/b), ovvero un +5.75(¢/b)
La soia, nel contratto di gennaio, sta quotando 1262.25(¢/b), ovvero +15.00(¢/b), mentre nel contratto di marzo, si sta scambiando a 1264.00(¢/b), ovvero con un +14.00(¢/b).
